Luglio 2024

A Castelnuovo Calcea (AT) nuovo centro enoturistico, recupero delle vecchie viti di Barbera e il Museo l’anima del vino

“Il risveglio del ceppo” della Cantina Sociale Barbera dei Sei Castelli a Castelnuovo Calcea è una operazione di promozione del vitigno principe della zona che coniuga tradizione e valorizzazione del territorio attraverso la ricerca scientifica, l’arte e la musica

A Castelnuovo Calcea (AT) nuovo centro enoturistico, recupero delle vecchie viti di Barbera e il Museo l’anima del vino

Da sx Ezio Ferraris, Maurizio Bologna e Enzo Gerbi (foto di Monica Massa)

di Monica Massa

La Cantina sociale Barbera dei Sei Castelli con i suoi 260 soci e i suoi 800 ettari di vigneti  è una delle maggiori realtà cooperative del settore vitivinicolo del Piemonte e la principale produttrice di Barbera d’Asti. Una Cantina Sociale che è orgogliosa di esserlo perché “sociale” vuol dire lavorare per il bene comune e lo ha dimostrato anche con il progetto “Il risveglio del ceppo” presentato pochi giorni fa, importante non solo per la cantina ma per l’intero territorio.

Sabato 29 e domenica 30 giugno infatti  la Cantina Sociale Barbera dei Sei Castelli in regione Opessina 41 a Castelnuovo Calcea ha accolto tanti visitatori per l’inaugurazione dei locali di vendita completamente rinnovati e a cui si aggiunge il Museo l’Anima del Vino, per una proposta enoturistica che intende far conoscere sempre di più e meglio il vitigno e il vino che più caratterizzano questa zona dell’Astigiano, ovvero la Barbera. A queste due novità si aggiunge la nuova etichetta di Barbera d’Asti Docg “Il risveglio del ceppo” frutto di un progetto iniziato alcuni anni fa e che vede diversi attori: il direttore della cantina Enzo Gerbi, il direttore tecnico Salvatore Giacoppo, l’Università di Torino e i Vivai Rauscedo.

Quando alcuni anni fa Gerbi e Giacoppo si accorsero che nelle vigne dei soci c’erano viti di 80/100 anni, che si erano dimostrate dunque particolarmente resistenti alle malattie, ai parassiti e al clima, decisero di non perdere questo patrimonio genetico indigeno, attuandone il censimento e dopo anni di monitoraggio  con l’aiuto di Anna Schneider e Stefano Raimondi dell’Università di Torino e in collaborazione con Vitis Rauscedo è stato creato un vigneto “arca” con gli esemplari selezionati. Vennero poi fatte delle prove sperimentali di microvinificazione negli anni 2014-15 e 16 e sulla base dei risultati si è proseguito nella moltiplicazione delle piante per impiantare vigneti nuovi ma con il patrimonio genetico di viti antiche.   Da queste uve è nata la selezione di Barbera d’Asti Docg il risveglio del ceppo “un progetto che fa parte di un sogno, che è stato voluto dai 260 soci della cantina e che è fondamentale per il nostro territorio” sono state le parole del Presidente della Cantina  Maurizio Bologna alla presentazione alla stampa nella serata di sabato 29 giugno.

I ceppi centenari rivivono ne L’anima del vino

I ceppi centenari di Barbera sono protagonisti anche al piano inferiore dell’enopolio nel Museo L’anima del vino, dove, con il sottofondo delle musiche appositamente create da Christian Ravaglioli, allievo del Maestro Ennio Morricone, ci sono le creazioni di Ezio Ferraris, aglianese, innamorato dei ceppi di vite estirpati che trasforma in opere d’arte  . Una passione la sua che nasce dalla “consapevolezza di avere un territorio bellissimo che però non sempre tuteliamo”. Il Museo   ha anche un percorso per immagini che racconta la storia della Cantina Sociale e del suo territorio  e un angolo riservato alle degustazioni guidate, per un’offerta enoturistica a trecentosessanta gradi. Per queste sue caratteristiche è stato inserito nel circuito dei Musei astigiani perché, come ha affermato Mario Sacco Presidente della Fondazione Asti Musei “Qua siamo calati in una atmosfera incredibile, quella del vino, che è storia, cultura ma anche economia”.

L’offerta della cantina non si ferma qua in quanto oltre al Museo e alla sala vendite con i vini e altri prodotti tipici del territorio, tutti ben forniti di descrizione in italiano e in inglese, si possono trovare anche la grappa, il Vermouth di Torino, il vino chinato e una linea di cosmesi ottenuta dalle vinacce della Barbera d’Asti. Una nuova sfida non solo in campo vitivinicolo, ma anche culturale e turistico.

L’enopolio e il Museo sono aperti 7 giorni su 7,  orario consultabile al sito www.barberaseicastelli.it.

La Cantina in sintesi

Cantina Sociale Barbera dei Sei Castelli – anno di nascita 1960 – 260 soci viticoltori – 800 ettari  vitati – 85% della produzione è vino Barbera – un territorio con 6 Castelli in altrettanti Comuni:  Agliano Terme, Castelnuovo Calcea, Moasca, Calosso, San Marzano Oliveto, Costigliole d’Asti – nel territorio da dieci anni sito Unesco Paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato.