Marzo 2024

Acqua, una risorsa sempre più preziosa

UGIVI, Accademia di Agricoltura di Torino, OICCE e Donne del Vino insieme per una giornata dedicata ad affrontare il problema della scarsità di risorsa idrica e dei possibili rimedi

Acqua, una risorsa sempre più preziosa

testo e foto di Monica Massa

Si è svolto sabato 16 marzo il Convegno “L’uso efficiente dell’acqua in viticoltura”, presso l’azienda vitivinicola Podere ai Valloni, a Boca (NO), uno dei venti comuni Alto Piemonte – Gran Monferrato insigniti del riconoscimento di Città Europea del Vino 2024.

Con il patrocinio della Regione Piemonte e in collaborazione con l’Accademia di Agricoltura di Torino, Le Donne del Vino e di OICCE – Organizzazione Interprofessionale per la Comunicazione in Enologia, UGIVI –Unione Italina Giuristi della Vite e del Vino- ha voluto scegliere per la giornata una sede un pochino insolita, per dare visibilità a un territorio, quello dell’Alto Piemonte, poco conosciuto dagli stessi abitanti della Regione ma con un patrimonio naturalistico e artistico che merita di essere raccontato di più e meglio.

A fare da padrona di casa la Donna del Vino Anna Sertorio, titolare del Podere ai Valloni, azienda in biologico immersa nel parco naturale del Monte Fenera e le cui vigne beneficiano della pietra lavica del supervulcano della Valsesia; un fenomeno unico avvenuto milioni e milioni di anni fa consistente in una esplosione vulcanica che scoperchiò il suolo fino a 25 chilometri di profondità. Il risultato è stato l’affioramento di strati e detriti di origine magmatica, che caratterizzano oggi il territorio della Valsesia e ne connotano anche i vini, per la struttura e la longevità.

Un paesaggio ricco di biodiversità quello dell’Alto Piemonte, che lo scorso anno  ha risentito un po’ meno della siccità ma che non deve sentirsi un privilegiato perché anche se le piogge di metà marzo “un po’ di acqua l’hanno portata – come ha affermato Anna Sertorio nel discorso di benvenuto – questo non deve farci perdere l’attenzione al problema, ma dobbiamo attivarci per non sprecare le risorse”.

Una necessità, quello dell’uso efficiente della risorsa idrica, che accomuna tutta la Penisola e che UGIVI – ha sottolineato il Presidente Diego Saluzzo “intende riproporre come tematica a breve anche in Puglia e in Lazio”.

Il problema dell’acqua è stato affrontato dai relatori che si sono succeduti con l’obiettivo sia di valutare le soluzioni tecniche e strutturali ad oggi introdotte – già vagliate degli esperti, dagli operatori e dagli utilizzatori – sia di far tesoro delle “best practices” attuate in altri ambiti territoriali.

I cambiamenti climatici e la siccità rappresentano una minaccia per la viticoltura, in quanto le variazioni di temperatura e umidità, così come gli eventi avversi, quali gelate, grandinate e ondate di calore, possono influire negativamente sulla produzione. Perché se è vero che, come ha mostrato Federico Spanna – Regione Piemonte nel suo intervento su evoluzione del bilancio idrico e distribuzione delle piogge, la quantità di acqua che cade in un anno è all’incirca sempre la stessa, ciò che è cambiato è la frequenza, con aumento della concentrazione e l’intensità delle precipitazioni. La conseguenza di ciò sono alluvioni, frane e smottamenti e in seconda battuta un maggior attacco dei patogeni, con perdite nella produzione.

Sulla base delle evidenze agroclimatiche che stanno caratterizzando le ultime annate sarebbe quindi necessario non lavorare più sulle emergenze ma mettere invece in atto un piano di attività di previsione e prevenzione, anche attraverso la formazione e la ricerca. Una parte dell’azione spetta senz’altro anche ai cittadini e al loro senso civico, perché in mancanza di ciò si prospetta quello che in parte sta già avvenendo ovvero una guerra dell’acqua. A rendere ancora più complicata la questione della spartizione della risorsa idrica tra agricoltori e cittadini è anche la scarsa conoscenza del fenomeno per l’utilizzo dell’acqua da parte del legislatore. Gli aspetti giuridici e normativi che regolano l’uso dell’acqua per fini irrigui, molto spesso sono regolati su basi del tutto “teoriche”, con concessioni che non tengono assolutamente conto dei consumi effettivi. Gli indennizzi proposti ai Consorzi irrigui per la parte di risorsa che in emergenza viene destinata al consumo umano non hanno senso perché non risolvono il problema dell’agricoltore, che il più delle volte non ha gli strumenti per attivare una propria riserva idrica. I modelli amministrativi di gestione attuale sono ormai desueti e non più consoni al momento, per cui bisogna trovarne di nuovi.  La sessione pomeridiana del convegno ha cercato di proporre delle soluzioni e condividere proposte in tema di: moderne tecniche irrigue utilizzabili in viticoltura, dotazioni tecnologiche disponibili per efficientare il processo e moderni approcci di cantina utili all’eventuale riutilizzo dei reflui.

Sono stati portati esempi virtuosi di territori che sono stati in grado di pianificare e gestire la risorsa idrica e questo è avvenuto grazie alla collaborazione e “al fare rete” come ad esempio in Sardegna. In Piemonte invece c’è molta parcellizzazione e questo rende difficile la collaborazione.

Sicuramente la finanza agevolata per investimenti volti al risparmio idrico delle aziende vitivinicole può essere d’aiuto ma quanto è emerso dalla tavola rotonda finale, con gli interventi di alcune Donne del Vino del Piemonte, è che da parte della politica non c’è programmazione. E’ essenziale invece che ci sia una pianificazione lungimirante delle opere, come fece il ministro dell’Agricoltura del Regno d’Italia Camillo Benso Conte di Cavour, più volte citato ad esempio nel corso del convegno, che aveva realizzato il Canale Cavour a supporto dell’agricoltura, in particolare di quella del riso della piana vercellese. Le testimonianze delle viticultrici e donne del vino presenti hanno fatto emergere come spesso le scelte della politica odierna siano avulse dai problemi concreti e reali. In Italia non è stata fatta ricerca per individuare quanta acqua effettivamente serva alla pianta di vite per crescere e d’altra parte sappiamo che produrre un litro di vino richiede almeno quattro litri di acqua, con consumi che sono in genere inversamente proporzionali alla grandezza dell’azienda.

Senza ricerca e programmazione non si può sperare di risolvere il problema della carenza idrica  e senza una buona gestione dell’acqua, sia a livello urbano che agricolo, anche i fondi messi a disposizione del PNRR non serviranno a mitigare il deficit di questa risorsa che in futuro sarà sempre più oggetto di contenzioso.

Per evitare ciò bisogna recuperare il gap della ricerca e della competenza scientifica e pretendere anche una maggiore competenza da parte delle istituzioni, avendo ben presente che a volte sono le difficoltà che creano le soluzioni.

Le registrazioni di tutti gli interventi sono disponibili a questi link:

SESSIONE MATTUTINA

SESSIONE POMERIDIANA

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Di gestione dell’acqua si è parlato anche in un altro recente convegno: