Testo e foto di Monica Massa
Il 17 febbraio scorso presso la sede di Mondovì del Politecnico di Torino si è svolto l’evento “Aerospace Technologies for Agricolture” organizzato dal Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale, in cui con gli interventi di accademici e tecnici si è cercato di definire quali sono le reali esigenze e sfide legate all’uso dei droni e altre tecnologie innovative per l’agricoltura di precisione e, in particolare, l’irrorazione aerea.
“Sono necessari più dati e più informazioni per affrontare l’emergenza climatica” ha detto Roberto Bellora di MAVtech (Micro Aerial Vehicles Technology), azienda nata come spin-off del Politecnico di Torino e che sviluppa e realizza, grazie alla collaborazione di agronomi, istituti di ricerca e imprese industriali, droni e rover come soluzioni innovative tese a rispondere alle esigenze degli agricoltori.
L’utilizzo di macchine a terra e in aria controllate da remoto in agricoltura è ancora molto basso, per i costi e per i vincoli normativi, ma l’interesse sta aumentando in quanto l’impiego di queste tecnologie consente un risparmio delle risorse. Quello che spesso manca è anche il passaggio dalla fase sperimentale a quella realizzativa di messa sul mercato che invece è ciò che Stefano Primatesta, ricercatore del Politecnico e responsabile del progetto Droply, sta tentando di fare in collaborazione con MAVTech. Il progetto Droply ha l’obiettivo di realizzare un drone equipaggiato con un innovativo sistema di spruzzature per svolgere trattamenti mirati e precisi.
Un’altra problematica affrontata durante l’evento riguarda la disponibilità di risorse umane in grado di gestire tali tecnologie. Un gap che si cerca di colmare anche con il nuovo corso di laurea professionalizzante attivato presso la sede universitaria di Mondovì, per formare nuove figure professionali in grado di inserirsi nel mondo delle attività produttive e in tanti ambiti professionali, tra cui quello agroalimentare, con specifiche competenze di tecniche produttive avanzate dell’industria 4.0 e 5.0.
Sergio Germano, Presidente del Consorzio Barolo Barbaresco Alba Langhe Dogliani è estremamente favorevole ”Da parte del Consorzio piena disponibilità per cercare delle sinergie che portino all’utilizzo di droni e robot in vigna, anche in un’ottica di esigenze di sostenibilità”.

L’obiettivo del progetto, spiega Stefano Primatesta, è avviare un gruppo di lavoro focalizzato sulla sperimentazione di questa tecnologia, nel rispetto del quadro normativo vigente. In particolare, alcuni degli obiettivi sono:
- Definire i requisiti e i bisogni di agricoltori e agronomi.
- Effettuare test dimostrativi attraverso casi di studio.
- Validare l’efficacia della tecnologia attraverso l’analisi dei dati sperimentali raccolti.
- Presentare i risultati ottenuti ad Enti e Istituzioni competenti al fine di promuovere la revisione delle attuali normative in quest’ambito.
Il gruppo di lavoro sarà attivo principalmente nella provincia di Cuneo, con base presso la sede del Politecnico di Torino a Mondovì.

