Lorenzo Tablino
Ogni vendemmia è una storia a sé stante. Per le poliedriche variabili che si possono presentare, di fatto ogni annata è diversa dalle altre.
Non fa certo eccezione il 2024, con la raccolta delle uve ormai giunta alle fasi finali. “Giudizi contrastanti” potrebbe essere il giusto slogan.
“La Stampa” del 17 settembre titolava in uno speciale “Vendemmia da urlo”, con un prodotto nei filari ricco di “Qualità e quantità: l’accoppiata vincente”. Ma nello stesso giorno in un articolo, sul settimanale Gazzetta d’Alba, l’enologo Giancarlo Montaldo, evidenziava: “Per il 2024 una vendemmia non positiva per tutti”.
Dopo circa tre settimane, come possiamo definire questa vendemmia?
Entreremo nel merito dei vitigni più importanti, ascoltando il parere di due enologi.
Preciso che i viticoltori hanno dovuto fare i conti con una primavera piuttosto piovosa e conseguente sviluppo di malattie fungine. Per fortuna l’accoppiata di calore estivo di fine luglio e agosto ha garantito una corretta maturazione delle uve, in particolare quelle a bacca nera.
Buona qualità per gli spumanti
Uva di buona qualità per Pinot e Chardonnay per mosti base Alta Langa docg , , in particolare per i viticoltori che hanno anticipato un po’ la raccolta.

Moscato bianco: la quantità di uva secondo i dati del Consorzio dell’Asti è del 12% superiore dello scorso anno, buono lo stato fitosanitario; inoltre la data raccolta uve ad inizio settembre ha garantito anche ottimi profumi terpenici nel mosto. Sul piano generale si potrebbe dire che è una vendemmia di buona qualità, infatti la gradazione zuccherina non eccessiva, con un Ph con ottimi valori, sono sicuramente le basi per razionali conduzioni di vinificazione, onde ottenere ottimi vini” (enol. Simone Tablino – Fontanafredda).
Per i vini rossi la differenza la fanno le scelte colturali

“Qualità diverse“ potrei definire questa vendemmia. In terreni magri ben esposti, prioritario è stato il ruolo del viticoltore: intendo giusti diradamenti, potature secche e verdi razionali, resa contenuta. Preciso che, sinora, le piogge sono state abbondanti in questo 2024 con 800 mm, contro i 400 mm dell’anno precedente .
Il Dolcetto forse è l’uva che ha sofferto di più, con qualche fenomeno di cascola. La Barbera è di qualità migliore, con dati analitici garanti di una buona vinificazione. Il Nebbiolo al momento si presenta molto bello, con scarsa presenza di crittogame, se persistono condizioni climatiche solari, la raccolta delle uve nebbiolo da Barbaresco, che dovrebbe iniziare verso il 15 ottobre sarà di ottimo livello” (enol. Piero Ballario – Consulente).

