Giugno 2024

Anteprima Grignolino

Alla scoperta dell’annata 2023 del Grignolino del Monferrato Casalese

Anteprima Grignolino

Anna Emanuela Sacchetto

20 maggio 2024, Casale Monferrato – La storica cornice del Castello dei Paleologi di Casale Monferrato, ha accolto lunedì 20 maggio 2024 la Masterclass conclusiva dell’evento tanto atteso dagli appassionati di vini e dagli esperti del settore: la seconda edizione diAnteprima Grignolino & Co.”, appuntamento dedicato a uno dei vitigni più affascinanti del territorio piemontese che compie 50 anni di DOC proprio quest’anno, organizzato dal Consorzio di tutela vini Colline del Monferrato Casalese – con la presenza del Vice Presidente Ermanno Accorneroin collaborazione con Go Wine.

Enologi, giornalisti e produttori hanno avuto l’opportunità di incontrarsi, scambiarsi opinioni e prepararsi a una giornata all’insegna della scoperta e della degustazione in anteprima dei vini tutelati dal Consorzio e sui campioni di Grignolino della vendemmia 2023, riferiti ai diversi areali di produzione.

L’Annata 2023 del Grignolino del Monferrato Casalese

La Masterclass è iniziata con un approfondimento curato dall’enologo Mario Ronco, che ha illustrato le caratteristiche dell’annata 2023 del Grignolino del Monferrato Casalese: Ronco ha guidato i partecipanti attraverso un’analisi dettagliata dei fattori climatici e ambientali che hanno influenzato questa annata, sottolineando come il clima non facile dello scorso anno abbia influito notevolmente sulle rese.

Il 2023, infatti, è stato caratterizzato da eventi atmosferici definibili “estremi”: con un 2021 secco e 2022 molto secco e caldo, il 2023 quindi è giunto con una grave deficienza idrica nel terreno, alleggerita da qualche precipitazione primaverile ma con anche temporali con grandine ad agosto, registrando non pochi danni alle coltivazioni (dati Vignaioli Piemontesi).

L’annata vinicola dipende dal germogliamento e dalle risorse idriche presenti nel terreno: riuscendo a salvarsi dall’oidio e dalla peronospora e a gestire bene la chioma il verde, si raggiunge la parte più importante che è l’invaiatura in primis e poi la maturazione del frutto”, spiega Ronco e “la rottura del tempo atmosferico molto caldo di agosto con piogge e fresco liberatori, hanno spinto verso una buona maturazione di questa uva”.

Il risultato finale quindi è stato molto variegato: chi aveva vigneti con uve diradate ha ottenuto uve decisamente più mature, chi invece aveva vigneti con una grande abbondanza di uva per ceppo, senza gestirne la chioma, ha ottenuto vini di pronta beva ma con forza inferiore.

Il lavoro nella vigna, pertanto, paga sempre”, conclude Ronco.

La spiegazione ha offerto una panoramica completa sulle sfide e le soddisfazioni della viticoltura in questa regione, fornendo una base solida e chiarificatrice per la successiva degustazione.

Il momento clou della Masterclass è stato proprio la degustazione commentata e guidata da Mauro Carosso, presidente dell’Ais Piemonte: i partecipanti hanno avuto l’opportunità di assaporare – alla ciecauna selezione di dieci vini, alcuni già imbottigliati, altri prelevati dalle vasche, ma tutti rappresentativi della ricchezza e della diversità enologica del Grignolino del Monferrato.

Il grignolino trova il suo habitat ideale nelle colline del Monferrato Casalese e Astigiano, in Piemonte: discendente delle uve barbesine impiantate dai monaci di Casale addirittura nel secolo XI, nel tempo ha avuto, prevalentemente nell’’800 – ‘900 un momento di gloria particolare (venendo citato addirittura come vino di lusso e destinato a tavole importanti grazie anche alle tecniche del tempo come la vinificazione in legno).Con gli anni a venire, il Grignolino è stato invece poi interpretato come vino di pronta beva e “facile”, un po’ per la tipologia del grappolo, non così ricco di colore ma anche per le caratteristiche tanniche considerevoli e messo in secondo piano rispetto a Barbera e Nebbiolo

Nel XX secolo, inoltre, la fillossera e altre malattie della vite hanno decimato il Grignolino, tanto che la sua coltivazione è stata drasticamente ridotta.

Ma grazie all’impegno dei viticoltori locali,  il vitigno sta tornando alla ribalta facendo ritrovare un vino anche capace di affrontare invecchiamenti importanti, andando verso un percorso futuro notevole.

Carosso ha descritto poi con passione e competenza le caratteristiche organolettiche di ciascuna etichetta, sottolineandone le differenze e le particolarità di ogni vino che riflette  la tradizione e l’innovazione dei produttori del Monferrato.

L’attenzione è poi volta, a completamente del quadro enologico della giornata, anche ad altre eccellenze del territorio piemontese: Rubino di Cantavenna DOC del 2018, Grignolino Riserva Monferace del 2016, Barbera del Monferrato Superiore DOCG del 2018 e Gabiano DOC del 2017.

La giornata si è conclusa con un buffet che ha offerto l’occasione per scambiarsi impressioni e celebrare insieme la bellezza e la bontà del patrimonio enogastronomico del Monferrato.

Questo evento ha rappresentato quindi un successo sotto ogni aspetto, confermando ancora una volta l’importanza di eventi che valorizzano il territorio e le sue eccellenze, mettendo in luce il progetto ambizioso di riscoperta del Grignolino.