Settembre 2025

Ars sine finibus: l’arte della scultura e quella del vino alleate per abbattere i confini

Italia e Slovenia  insieme  per celebrare la Cultura transfrontaliera tra le vigne

Ars sine finibus: l’arte della scultura e quella del vino alleate per abbattere i confini

Elisabetta Tosi

È facile tracciare un confine fisico tra due nazioni: sulla carta basta un segno di penna, sul terreno chilometri di filo spinato e guardie armate. Poi i tempi cambiano e il confine viene cancellato. Ma la frattura negli uomini – nella memoria, nel loro vissuto quotidiano  –  rimane. Per abbattere anche quest’ultima invisibile barriera, ormai più psicologica che fisica, servono iniziative che valorizzino il patrimonio comune dei due popoli, delle loro lingue e delle loro storie che sono parti di un’unica storia.

Italia e Slovenia  insieme  per celebrare la Cultura transfrontaliera

Italia e Slovenia celebrano quest’anno GO!2025. Gorizia-Nova Gorica, città duale, sono insieme Capitale Europea della Cultura. E’ la prima volta che questo titolo viene assegnato ad una città trans-frontaliera: un’occasione imperdibile per riflettere  su una identità comune, nella quale la viticoltura rappresenta un importante tratto  condiviso. “Ars Sine Finibus” è il progetto artistico transfrontaliero voluto e promosso da tre aziende: l’italo-slovena Sinefinis D.o.o., di Kojsko (SLO), l’italiana Gradis’ Ciutta di Robert Princic (S.Floriano, GO) e la slovena Ferdinand di Matjaž Četrtič. Nei mesi scorsi con la collaborazione  di esperti del settore  sono stati selezionati un gruppo di giovani artisti italiani e sloveni under 35 che hanno partecipato ad un concorso internazionale volto a dare voce alle loro idee di un futuro comune e sostenibile.

Sono nate così una decina di installazioni artistiche site-specific realizzate solo con materiali locali e di recupero: ferro, pietre, tralci di vite, cerchi di botte, doghe, vecchi portoni in ferro, frammenti di bottiglie rotte.  Tutte realizzazioni che vanno a formare un parco d’arte permanente.

Arte senza frontiere tra i filari

“Abbattere un confine che in fondo non è mai esistito davvero, se non sulle cartine è quello che facciamo ogni giorno, nella nostra viticoltura, nei rapporti con le famiglie italiane e slovene con cui condividiamo i filari, e ora anche con l’arte” hanno detto i due produttori, Robert Princic e  Matjaž Četrtič. “Siamo orgogliosi di essere partner di Ars Sine Finibus. Sostenere i giovani e contribuire alla cultura transfrontaliera è per noi una responsabilità ma anche un’opportunità, perché crediamo fermamente che il vino, come l’arte, possa essere uno strumento di dialogo”.  Questo intreccio di vino e arte non si è limitato ai giovani, ma ha coinvolto anche altri importanti esponenti della cultura e non solo: scultori di fama internazionale come Marco Nereo Rutelli e Giorgio Celiberti, poeti come Valerio Magrelli e Aleš Šteger, musicisti come Alessio Bertallot, e persino scienziati, come il fisico premio Nobel Riccardo Valentini (nel 2007 lui e tutti gli scienziati dell’IPCC furono insigniti del Premio Nobel per la Pace ndr). Tutti insieme hanno partecipato alla realizzazione di “So(g)no”, opera di Rutelli: due sfere in  acciao Corten con inserti di ceramica di Celiberti. Due grandi “acini”, posizionati ciascuno in una delle due cantine di Gradis’-Ciutta e Ferdinand. Due originali sculture multensoriali che si possono toccare, ascoltare, guardare e nelle quali si può anche entrare.

Unica nel suo genere a livello europeo, l’iniziativa/concorso “Ars Sine Finibus” ha visto premiata alla fine l’opera “Scritto nelle pietre”, di Juliana Florez Garcia, Gloria Veronica lavagnini e Tajda Tomšič. Un terzetto di ragazze di origini diverse (colombiana, italiana, slovena) che pur non essendosi mai incontrate prima di questa occasione, nel giro di pochi giorni hanno saputo mettere a fattor comune idee e sensibilità, creando un’installazione che inspira a guardare “oltre” e più in alto. Come si dovrebbe fare quando si pensa al futuro.

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