di Sofia Matilde Luglio e Lorenzo Gagliardi
L’edizione 2025 di Enovitis in Campo ha confermato con decisione il suo ruolo di punto di riferimento per l’innovazione tecnologica in viticoltura, mostrando una gamma di soluzioni all’avanguardia che spaziano dalla robotica avanzata ai sistemi di automazione completi. La possibilità di vedere le macchine in azione direttamente in campo ha permesso ai fruitori della fiera di avere un’idea più chiara di quanto proposto dalle aziende per le varie fasi di gestione del vigneto. In un contesto agricolo sempre più orientato alla sostenibilità, alla precisione operativa e alla tutela della salute dell’operatore, i portattrezzi autonomi, i veicoli radiocomandati, le macchine ibride e i sistemi dotati di intelligenza artificiale rappresentano ormai non solo una promessa, ma una realtà concreta in costante evoluzione. Tra i protagonisti più significativi della fiera a livello di innovazione si sono distinti portattrezzi completamente elettrici e autonomi, portattrezzi cingolati di varie dimensioni radiocomandati, trattori compatti e utensili di significativa importanza per le normali operazioni di gestione del vigneto.

Tra le macchine completamente autonome presenti c’era anche HammerHead di Fieldrobotics (Calderara di Reno, Italia) il portattrezzi completamente elettrico ideato dal gruppo di ricerca di ingegneria dell’automazione e dei sistemi di controllo dell’Università di Bologna, capace di portare la potenza e la versatilità tradizionali dei trattori in un formato più compatto (circa 1,30 metri di larghezza), silenzioso e sostenibile. Questo mezzo innovativo pesa circa 600-700 kg monta tre motori elettrici, uno per ciascun cingolo e uno dedicato alla gestione dell’attrezzo, e una presa di forza da 10 kW. La piattaforma integra un sofisticato sistema di navigazione basato su GPS RTK per l’orientamento nei grandi spazi e su un LiDAR a 16 piani per muoversi agilmente tra i filari più stretti, garantendo precisione anche in situazioni complesse. Tre telecamere RealSense RGB‑D di modello 435i sono dedicate alla sola raccolta dati, utile a stimare la produzione, analizzare la densità fogliare e raccogliere informazioni agronomiche. Con un’autonomia fino a otto ore e la capacità di lavorare su pendenze estreme, il mezzo aggiunge un ulteriore livello di sicurezza grazie a un sistema d’emergenza che interrompe immediatamente il movimento in caso di ostacoli rilevati dal bumperfrontale.
Tra le macchine autonome caratterizzate da un avanzato stadio di sviluppo e nate inizialmente per l’operazione di diserbo meccanico c’era Bakus di Vitibot (Reims, Francia). Esso ha confermato la sua capacità di evolversi, passando da un progetto iniziale legato alla gestione delle infestanti a un sistema modulare in grado oggi di intervenire sulla chioma delle piante, e presto anche sull’irrorazione. Il suo cuore è una scheda madre intelligente in grado di coordinare le centraline disposte all’interno della macchina con compiti diversi: direzione, attrezzi, pendenze, sicurezza. È dotato di sensori in grado di distinguere sagome umane attivando immediatamente procedure di sicurezza. Progettato per gestire pendenze in salita fino al 45 %, rallenta automaticamente se la contropendenza arriva oltre il 25 % e si blocca se si supera la soglia del 28 %. Equipaggiato con un caricatore da 2 kW che richiede tra le sette e le otto ore per una ricarica completa, è disponibile anche con versioni da 6, 9 e 15 kW, riducendo i tempi.
Tra le soluzioni più interessanti per la gestione dell’interfilare presentate a Enovitis in Campo spicca lo Slopehelper dell’azienda slovena Pek Automotive (Logatec, Slovenia), una piattaforma robotica a trazione completamente elettrica che si distingue per la sua capacità di lavorare anche su pendenze accentuate, mantenendo stabilità e precisione operative. Il mezzo si muove su cingoli e offre un’elevata versatilità d’impiego, configurandosi come un valido alleato per numerose attività colturali in vigneto e frutteto. Concepito per garantire la massima efficienza anche su terreni complessi, lo Slopehelper può essere equipaggiato con diverse tipologie di attrezzi, a seconda delle esigenze agronomiche. Lo Slopehelper non dipende unicamente dai tradizionali segnali satellitari GNSS per orientarsi. Al contrario, integra una combinazione di radar, riflettori e sensori encoder che gli consentono di muoversi autonomamente anche in condizioni in cui il segnale GPS non è disponibile o risulta instabile. Questo approccio garantisce continuità operativa e precisione, soprattutto in contesti collinari o ombreggiati dove la copertura satellitare può risultare irregolare. Accanto al modello principale, Pek Automotive propone anche una variante più compatta, denominata Agilehelper.
A fianco di queste innovazioni autonome, Enovitis ha dato grande risalto ai veicoli radiocomandati, tra cui le macchine MDB, note per la loro versatilità nei settori forestale e della manutenzione del verde. Offerte con motorizzazioni a benzina o diesel, le MDB diventano ora strumento efficace anche in vigneto grazie all’ampia possibilità di montare diversi attrezzi intercambiabili. Il controllo remoto, possibile fino a 100 metri di distanza, consente di operare in sicurezza in contesti difficili o pericolosi, riducendo sensibilmente i rischi per l’operatore e migliorando l’ergonomia operativa.

L’assegnazione del Technology Innovation Award alla Black Shire (Vezza d’Alba, Italia) per il Robot RC 3075, macchina polivalente e completamente autonoma, conferma la grande attenzione nei confronti delle macchine autonome. Dotato di un motore diesel Kubota da 75 cavalli, il Robot RC 3075 monta un generatore elettrico che alimenta i motori dei cingoli e una pompa idraulica per far funzionare eventuali attrezzature connesse. Il mezzo può montare sia attrezzi elettrici, sia sistemi idraulici; tutto con grande reattività grazie ai cilindri idraulici. Con un peso di 3.800 chilogrammi a pieno carico e un serbatoio da 80 litri, garantisce un’autonomia operativa di circa dieci ore, resistendo a pendenze frontali e laterali di circa 30 gradi. Il sistema di guida autonoma, basato su GPS RTK integrato da telecamere in grado di riconoscere persone e ostacoli, consente di lavorare grazie all’uso di sensori certificati Safety SIL/PL d.
Nel campo delle macchine ibride, Allynav Aries 300N della Valsovi (Pistrino, Italia) ha sorpreso per l’autonomia fino a 24 ore, garantita dalla combinazione di motori elettrici e un generatore a benzina con un serbatoio da 300 litri. Ha un consumo medio pari a circa 20 euro per trattare dieci ettari, il sistema si presenta come un’opportunità concreta per le aziende agricole che puntano a ridurre i costi operativi. Il telaio ribassato e il baricentro basso favoriscono la stabilità su terreni in pendenza, mentre il sistema di navigazione GPS RTK, la touchbar frontale e i pulsanti di emergenza laterali garantiscono controllo e sicurezza. Il sistema di irrorazione, dotato di ugelli e ventilatori multipli, consente una perfetta copertura dal basso verso l’alto, migliorando l’efficacia dei trattamenti fitosanitari.
Degna di nota anche l’evoluzione nel comparto radiocomandati: C4 Meccanica ha presentato COBO un portattrezzi radiocomandato equipaggiato con motore diesel Yanmar da 40 cavalli. Il sistema idraulico indipendente su ogni cingolo e sulla testa trinciante permette una carreggiata regolabile grazie allo spostamento laterale dei cingoli di 25 centimetri. Perfettamente progettato per operare fino a 100 metri di distanza tramite radiocomando, il mezzo è stato concepito per lavori di bonifica anche su scarpate e terreni complessi, trasferendo con efficacia queste qualità alla lavorazione in vigneto. La scocca monoscocca protegge i componenti interni e la macchina resiste ad elevate pendenze senza rischio di ribaltamento.
I premi per l’innovazione
Uno dei momenti più rilevanti della rassegna è stata l’assegnazione dei premi del concorso Innovation Challenge Lucio Mastroberardino, articolato nei premi Technology Innovation Award (vinto dal Black Shire) e New Technology Award (assegnato a soluzioni emergenti e innovative). Tra queste ultime, spiccano la decespugliatrice/spollonatrice Dondi Spa per portattrezzi VITIS e OLEA, caratterizzata da un rotore a velocità variabile, cofanature regolabili e sistema idropneumatico adattabile alla distanza tra i ceppi, ideale per un controllo non chimico delle infestanti. Degno di nota anche il trattore compatto Tony 8900 TRG di Antonio Carraro, con telaio oscillante, ruote maggiorate e riduttori inclinati a 45 gradi che consentono alte prestazioni di stabilità e manovrabilità anche negli interfilari più stretti.

L’edizione 2025 di Enovitis in Campo ha offerto una panoramica concreta della profonda trasformazione della meccanizzazione agricola, confermando come tecnologie autonome, ibride, sicure ed energeticamente efficienti stiano ridisegnando il futuro della viticoltura. La sfida nei prossimi anni sarà trasformare queste innovazioni da esperimenti di nicchia a soluzioni concrete adottabili su larga scala, anche da piccole e medie imprese, favorendo così un’agricoltura sempre più precisa, sostenibile e competitiva, capace di affrontare le sfide della crisi climatica, dei costi di produzione e della sicurezza alimentare.

