Ottobre 2025

Barolo en Primeur

L’asta che fa bene al cuore (e al palato)

Barolo en Primeur

 Anna Emanuela Sacchetto

Il Castello di Grinzane Cavour, venerdì 3 ottobre, ha fatto da cornice alla presentazione della quinta edizione di Barolo en Primeur, il progetto di Fondazione CRC e Fondazione CRC Donare ETS con il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba, Langhe e Dogliani che dal 2021 coniuga vino d’eccellenza e solidarietà.

L’appuntamento è per il 24 ottobre 2025, quando Cristiano de Lorenzo di Christie’s Italia batterà all’asta bottiglie destinate a diventare leggenda, con un obiettivo ambizioso: continuare a sostenere il terzo settore dopo aver già raccolto 3,4 milioni di euro in quattro anni a sostegno di oltre 70 progetti; solo nel 2024 oltre 1 milione raccolto.

L’edizione 2025 conferma la dimensione globale del progetto con collegamenti simultanei da Londra e New York.

Cosa andrà all’asta il 24 ottobre

Il cuore dell’asta sono le 15 barrique (l’ultima delle quali verrà battuta il 9 novembre durante l’Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba con il collegamento da Hong Kong) di Barolo prodotte dalla Vigna Gustava il vigneto storico che si estende ai piedi del Castello.

Questa vigna era già coltivata ai tempi del Conte Camillo Benso di Cavour, e oggi rappresenta un patrimonio vitivinicolo unico.

La vinificazione è firmata dall’enologo Donato Lanati, che ha adottato un approccio innovativo, permettendo ad ogni barrique di esprimere una personalità distinta e irripetibile, mentre a valutare la qualità del vino ancora in botte interviene Antonio Galloni, fondatore di Vinous e uno dei critici enologici più ascoltati al mondo, che ogni anno emette il suo giudizio en primeur.

Il catalogo include anche 8 lotti comunali che raccolgono Barolo e Barbaresco donati da oltre 80 aziende del Consorzio. Questi lotti rappresentano 11 comuni-simbolo della denominazione e comprendono 914 bottiglie in vari formati per circa 925 litri complessivi.

Innovazione e tutela

Tra le novità di quest’anno ci sono le spedizioni gratuite per gli aggiudicatari grazie a Fieramente e tag NFC anticontraffazione sviluppati da Tesisquare/Elision con Autentico.

Grazie ad una scansione che sblocca scheda digitale, tracciabilità, note enologiche e persino una webcam live su Vigna Gustava, saranno una garanzia di trasparenza e contrasto alla contraffazione.

L’etichetta d’artista di quest’anno, a tal proposito, è firmata da Giulia Cenci con “self-devouring figure (2025)”, metafora di metamorfosi e dono. Un autoritratto ibrido il cui volto è mascherato parzialmente da un fiore lasciando volutamente ambiguo il messaggio che desidera lasciare.

Il “fattore” neuromarketing

«Se chiedo a qualcuno cosa prova mentre assaggia, prima pensa — e spesso mi restituisce una razionalizzazione. L’emozione, invece, si misura: battito più veloce, pupille dilatate, conduttanza cutanea, attività cerebrale». Durante la presentazione, il prof. Vincenzo Russo, docente allo IULM ha tenuto una breve lezione di neuromarketing applicato al vino: ha spiegato che il giudizio nasce prima dalle emozioni e poi dalla razionalità, misurabili con strumenti come cardio, GSR ed eye-tracking. Ha ricordato le due vie del cervello (rapida e lenta) e quanto contesto e aspettative — luce, parole, musica, perfino il tatto — guidino la percezione di tannino, morbidezza e qualità.

Per dimostrarlo, ha fatto assaggiare due calici di rosso in condizioni sensoriali diverse: l’esito è stato sorprendente a conferma che una regia dell’esperienza può far “parlare” meglio il vino.

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