Dicembre 2025

Cantina della Serra: nuove etichette che raccontano una storia di luce, territorio e comunità

La volontà di rinnovarsi senza perdere le proprie radici

Cantina della Serra: nuove etichette che raccontano una storia di luce, territorio e comunità

di Anna Emanuela Sacchetto

C’è un punto del Canavese in cui la collina morenica della Serra si apre come un anfiteatro naturale e accoglie, da più di settant’anni, una storia fatta di vigna, cooperazione e identità condivisa.

È qui, sul versante sud della Serra d’Ivrea, che nel 1953 novantanove viticoltori – operai, contadini, figli di un territorio che ha conosciuto la fatica e l’ingegno – decisero di unirsi per dare forma a un sogno: la Cantina della Serra.

Un anno dopo, nel 1954, le porte della nuova cantina si aprirono alla prima vinificazione.
Oggi quella stessa realtà, cresciuta e trasformata, riunisce circa 230 Soci provenienti da 18 comuni, custodi di 150 ettari vitati – 110 dei quali iscritti agli albi DOC e DOCG.

Un mosaico di piccole parcelle coltivate su suoli morenici sciolti, spesso terrazzati per domare pendenze imponenti e preservare un equilibrio fragile.
Un territorio che non regala nulla: che chiede impegno, osservazione, umiltà.

Ed è proprio qui che nasce il valore più autentico della Cantina della Serra: le persone.

Il volto umano della cooperativa

«Il lavoro più difficile è quando non puoi intervenire», racconta Luciano Laiolo, direttore di cantina.
Una grandinata improvvisa, una stagione anomala, una malattia fungina: la vigna, a volte, non ascolta. Ma è negli occhi dei Soci che si riconosce la forza di una comunità: uomini e donne che hanno scelto di restare, spesso figli ed eredi dell’esperienza Olivetti, che a queste colline lega una storia di lavoro e visione.

Il Presidente Ivo Actis Dana guida la cooperativa con la concretezza di chi conosce bene la terra e con la responsabilità di rappresentare una comunità che ha attraversato crisi, cambiamenti climatici, difficoltà di mercato.
Da 250 Soci si è passati agli attuali 230 conferenti attivi, in un territorio che ha vissuto trasformazioni profonde. Eppure la Cantina della Serra è rimasta un punto fermo: un presidio di identità agricola, paesaggistica e sociale.

Qualità, innovazione e tutela del territorio

Dal vigneto alla cantina, la cooperativa ha investito in innovazione senza perdere radici.
Negli anni sono arrivati:

  • capannine meteo (dal 2018) per monitorare le condizioni climatiche,
  • una crescente attenzione alla lotta integrata, considerata oggi il vero futuro sostenibile del territorio,
  • un punto vendita rinnovato nel 2020,
  • una produzione complessiva di 450.000 bottiglie, di cui il 70% DOCG/DOC,
  • una scelta energetica responsabile con l’impianto fotovoltaico attivo dal 2010.

Una visione che guarda avanti pur riconoscendo la complessità della viticoltura canavesana: parcellizzata, faticosa, fragile.

I Soci lo sanno bene: il Canavese, nel 2024 e 2025, ha conosciuto annate difficili, ma il caldo ha aiutato a elevare la qualità delle uve, confermando la resilienza di questo territorio morenico unico al mondo.

Un nuovo “abito” per raccontare una storia antica: le etichette firmate da Cristina Ciamporciero

In un percorso di rinnovamento identitario, la Cantina della Serra ha scelto di affidare il restyling delle sue etichette a Cristina Ciamporciero, wine stylist e designer grafica di Ivrea, specializzata in etichette per il mondo del vino. Una professionista che unisce visione artistica e rigore tecnico, lavorando in tutta Italia – con una sensibilità particolare per Piemonte e Valle d’Aosta.

Le nuove etichette in rilievo

Cristina non ha creato semplici etichette, ha costruito un linguaggio visivo tridimensionale, emozionale e tattile, ispirandosi a ciò che più rappresenta la Cantina: l’Anfiteatro Morenico di Ivrea.

La nuova immagine nasce da un dettaglio geografico: la mappa del ritiro del ghiacciaio che ha modellato l’AMI, con i suoi laghi, i fiumi Orco e Dora Baltea, le pendenze e le curve di livello.

Cristina ha lavorato su rilievi tattili che ricordano le ombre dell’anfiteatro, percepibili “in stile braille” e il risultato è un progetto che non veste solo le bottiglie: le racconta, come una geografia poetica del vino.

Le etichette comunali

Accanto alle etichette istituzionali, Cristina ha curato anche la linea dei vini comunali, ognuno interpretato attraverso disegni realizzati a mano e con una narrazione sensoriale dedicata.

Le nuove etichette rappresentano un passo concreto nel percorso di crescita della Cantina della Serra. Raccontano l’impegno quotidiano dei Soci, il lavoro su un territorio complesso e la guida attenta del Presidente. Grazie al progetto di Cristina Ciamporciero, l’identità della Cantina diventa più chiara e riconoscibile. Non è solo un restyling:, è uno strumento per comunicare in modo diretto chi è oggi la Cantina e la direzione che sta prendendo.