Aprile 2024

Cento anni per il miglioramento della coltivazione della vite e della produzione del vino con una celebrazione a Firenze

Nel centenario di Oiv, l’Accademia Italiana della Vite e del Vino ha promosso l’unico evento in Italia per celebrare l’ente internazionale

Cento anni per il miglioramento della coltivazione della vite e della produzione del vino con una celebrazione a Firenze

Firenze, 23 aprile 2024

fonte C.S. Accademia Italiana della Vite e del Vino – 

L’Oiv è una delle organizzazioni intergovernative più rappresentative al mondo con 50 Stati membri in rappresentanza dell’87% della produzione mondiale del vino e oltre il 70% del consumo.

«Aumento incontrollato della produzione e del commercio di bevande adulterate che venivano chiamate vino, mancanza di una definizione comune di vino che consentisse un contrasto unificato delle frodi, colpevolizzazione del vino durante il decennio del proibizionismo e mancanza di un organismo internazionale di confronto e di studio delle varie problematiche tecnico-scientifiche della filiera vitivinicola». Sono questi gli argomenti che cento anni fa spinsero Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Grecia a far nascere l’Organizzazione internazionale della vite e del vino (OIV).

Lo ha ricordato martedì 23 aprile Luigi Moio, presidente dell’Oiv, all’incontro, unico momento in Italia, che l’Accademia italiana della Vite e del Vino (Aivv) ha promosso in sinergia con l’Accademia dei Georgofili a Firenze. Il presidente Moio ha poi ricordato sottolineandolo che OIV «è una organizzazione intergovernativa a carattere tecnico-scientifico che comprende ben 50 Stati membri e rappresenta l’87% della produzione mondiale di vino e il 71% del consumo mondiale».

Nel 1924, alla base della nascita dell’Organizzazione c’era la voglia di «stimolare gli studi scientifici finalizzati a far conoscere e apprezzare il valore positivo di un consumo moderato del vino» oltre a «esaminare le normative adottate nei vari Paesi, allo scopo di predisporre una definizione comune di vino, tutt’oggi valida, e incoraggiare lo sviluppo e l’adozione di procedure analitiche rivolte a garantire la purezza, la genuinità e l’integrità del vino». E infine «istituire un Ufficio Internazionale del Vino per concepire raccomandazioni su basi scientifiche agli Stati membri allo scopo di facilitare un’armonizzazione delle loro politiche vitivinicole per agevolare gli scambi internazionali» ha rimarcato Moio.

Nel porgere i saluti di benvenuto ai partecipanti, il Presidente dei Georgofili Massimo Vincenzini ha sottolineato come non ci sia luogo più adatto dell’Accademia dei Georgofili per celebrare i cento anni dell’OIV: “I Georgofili esistono da oltre 270 anni e si sono sempre interessati alla viticoltura e alla trasformazione dell’uva in vino, fin dalla loro fondazione, come è testimoniato da vari documenti custoditi nel nostro archivio storico. Siamo dunque molto lieti di ospitare l’OIV per celebrare insieme il compleanno di questa importante organizzazione, che tanto ha fatto per il progresso scientifico di viticoltura ed enologia”.

Durante la mattinata sono stati consegnati dal Presidente di OIV, Luigi Moio, il bicchiere, la bottiglia e la spilla celebrativa del centenario al Presidente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino, Rosario Di Lorenzo, al Presidente dell’Accademia dei Georgofili, Massimo Vincenzini e al Presidente di Masi, Sandro Boscaini, in  qualità di Accademico di AIVV e sostenitore di OIV per il programma di borse di studio per la formazione dei giovani professionisti del settore. “Un onore poter ricevere questo riconoscimento che premia lo sforzo e il lavoro anche dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino in questo sessanta anni di storia che ricorrono proprio nel 2024 – ha commentato il Presidente di AIVV, Rosario Di Lorenzo – questa giornata rappresenta l’importanza oggi più che mai di fare sistema nel mondo del vino italiano e mondiale”.

“Sono estremamente onorato di essere presente alla celebrazione per i 100 anni di Oiv in veste di accademico e in qualità di Presidente della sesta azienda membro del suo ‘Consortium’, composto da importanti realtà vitivinicole che sostengono l’organizzazione in materia di Ricerca e Sviluppo. Masi è infatti l’unica a rappresentare l’Italia in questo prestigioso gruppo. Il riconoscimento ricevuto oggi è un tributo alla nostra azienda e all’impegno di oltre quattro decenni del nostro Gruppo Tecnico che, attraverso la presenza consolidata nei più importanti contesti scientifici internazionali e il suo storico Seminario in occasione di Vinitaly, porta un contributo costante alla conoscenza del mondo del vino, delle uve autoctone e delle espressioni enologiche del nostro Paese” ha dichiarato Sandro Boscaini, Presidente di Masi Agricola.

Nella giornata poi hanno preso la parola alcuni tra i più luminari esperti del settore. Tra questi anche Luigi Bavaresco che ha riportato un messaggio di Mario Fregoni, nel quale il presidente onorario OIV ha ricordato come «all’inizio del 1900 esistessero 10 milioni di ettari di vite, diffusi soprattutto in Europa. Spagna, Italia e Francia erano i tre grandi Paesi viticoli». Ma in quegli anni, oltre ai problemi, anche sociali, causati della Prima guerra mondiale, la viticoltura dovette fare i conti con «l’arrivo della fillossera dall’America settentrionale, che distrusse quasi 3 milioni di ettari dei vigneti europei, dopo che nella seconda metà del 1800 erano giunti in Europa dall’America anche altri due flagelli fungini, l’oidio e la peronospora”. 

All’incontro che si è tenuto presso l’Accademia dei Georgofili, Enrico Battiston, capo Unità Viticoltura di OIV, ha messo in luce il lavoro fatto dall’Organizzazione per l’impatto del cambiamento climatico sulla vitivinicoltura internazionale e lo sviluppo sostenibile del sistema vitivinicoli. In particolare, ha detto Battiston, «più di vent’anni fa, l’Oiv avviò un percorso di riflessione che ha portato all’elaborazione di diverse risoluzioni, a partire dalla definizione di sostenibilità fino all’analisi degli aspetti ambientali, sociali, economici e culturali associati ai principi generali della sostenibilità». Ha portato avanti «un percorso normativo e di armonizzazione realizzato anche grazie alla creazione di un gruppo di esperti dedicato, il gruppo Clima poi divenuto Enviro ed infine Sustain». E questo gruppo ha in discussione «tre bozze di risoluzione riguardanti la definizione della viticoltura di montagna e in forte pendenza, la definizione dei principi dell’agroecologia e la più complessa definizione di resilienza per il settore vitivinicolo».

Sempre per quanto riguarda il ruolo dell’OIV, Vittorino Novello vicepresidente della Commissione Viticoltura OIV, ha detto che negli anni «con il progredire delle conoscenze e l’incremento delle problematiche vitivinicole, si è reso necessario affrontare i problemi in modalità maggiormente interdisciplinare e trasversale». E «La Commissione viticoltura ha approvato 171 risoluzioni, di cui 57 sulle tecniche viticole, 42 su argomenti ambientali, 32 su prodotti non fermentati e 40 sulle varietà di vite».

Oiv, tuttavia, non si occupa oggi soltanto di pratiche, ma fornisce anche contributi fondamentali di Economia e Diritto grazie al lavoro della Commissione III. E questo lo ha fatto presente Antonio Seccia segretario scientifico. «La Commissione Economia e Diritto è articolata in 5 gruppi di esperti. Si tratta di Diritto e informazioni ai consumatori, Analisi economica, mercati e consumo, bevande spiritose vitivinicole, Cultura, formazione e patrimonio e statistica». E, dal «1928 al 2023 la Commissione ha adottato 263 risoluzioni, riferite in particolare a tematiche quali l’etichettatura dei vini e delle bevande a base di vino, la protezione del consumatore, il consumo responsabile, la tracciabilità dei prodotti, gli aspetti normativi della dealcolazione, la definizione delle bevande spiritose di origine vitivinicola, l’armonizzazione dei programmi di formazione nel settore vitivinicolo».

Il contributo dell’Italia alla crescita dell’Oiv è stato importante in quanto, ha evidenziato Damiano Li Vecchi capo delegazione italiana OIV, direzione generale del Masaf, «ha consentito di contribuire in modo incisivo allo sviluppo lavori importanti, alcuni fondamentali, per il perseguimento degli stessi obiettivi dell’OIV e che, nel futuro,  contribuiranno al  raggiungimento delle ulteriori sfide che la attendono».

Il contributo della Commissione Enologia di OIV è stato riportato da Antonella Bosso, Presidente Gruppo Specificazione dei Prodotti enologici (SPECIF). La commissione opera nei gruppi di microbiologia, tecnologia, specificazione dei prodotti enologici e nella sotto-commissione metodi di analisi. I gruppi studiano e disciplinano le pratiche e valutano i nuovi prodotti che andranno a costruire il corpo del Codice delle pratiche enologiche e il Codice Enologico Internazionale.

L’attività della Commissione Sicurezza e Salute che ha di recente stilato un albero delle decisioni per la presentazione dei dossier da accompagnare alla richiesta di adozione di nuovi additivi, coadiuvanti tecnologici o trattamenti fisici, è stata presentata da Patrizia Restani, Segretaria scientifica della Commissione, mentre Giorgio del Grosso, capo del Dipartimento di Statistica e trasformazione digitale ha anticipato alcuni dei dati sulle congiuntura economica mondiale, presentati il 25 aprile nella Conferenza stampa di OIV dal Direttore generale John Barker.