Novembre 2023

ChatGPT passa l’esame di teoria per Master Sommelier

L’Intelligenza Artificiale al momento non sa degustare ma si prepara a modificare il lavoro nel settore del vino

ChatGPT passa l’esame di teoria per Master Sommelier

di Stefano Labate

Quale impatto ha e avrà l’intelligenza artificiale nell’industria del vino?

L’intelligenza artificiale (AI – Artificial Intelligence) e la diffusione di strumenti come ChatGPT sono tra i temi più controversi e complessi con cui abbiamo a che fare ma intanto stanno già trasformando il mondo del lavoro in tutti i settori, moltiplicando al contempo opportunità e preoccupazioni.

Regine Lee (nella foto) Master of Wine, Managing Director di Indigo Wine a Londra, è convinta che l’intelligenza artificiale si prepari ad avere un grande impatto sull’industria del vino.

Regine Lee, ph. Stefano Labate

Ne ha parlato all’ultimo Wine2Wine, il forum del business del vino a Verona.

ChatGPT e l’esame per Master Sommelier

“ChatGPT ha fatto meglio dei tre quarti degli studenti che hanno sostenuto l’esame di Teoria Avanzata del Sommelier”.

Lee ha fatto riferimento a un report di OpenAI di marzo 2023 in cui ChatGPT-4, la release più avanzata della ormai popolare piattaforma di intelligenza artificiale, si è mostrata in grado di superare alcuni test riconosciuti in USA dagli ordini professionali e dalle università, come quello per studiare legge o accedere ad altre facoltà.

Master Sommeliers è la certificazione rilasciata dalla Court of Master Sommelier di Londra. Come si è comportata ChatGPT con i tre livelli dell’esame teorico?

Per l’esame di Teoria Introduttiva, ha raccolto un risultato del 92%, quindi migliore del 91% degli studenti. Per l’esame di Teoria di Sommelier Certificata si è classificata con un risultato dell’86%, e per l’esame di Teoria di Sommelier Avanzata ha raggiunto il 77%.

“Andrea non sono sicura del motivo per cui abbiamo fatto il Master of Wine”, ha scherzato Regine Lee rivolgendosi ad Andrea Lonardi, COO di Angelini Wines e Master Of Wine, che aveva introdotto Regine e il tema dell’incontro.

“Di certo questi risultati sollevano una questione: a che cosa servono le certificazioni e come valutiamo questo tipo di conoscenza?”.

Ovviamente, un Master Sommelier deve anche superare l’esame di degustazione.

ChatGPT potrebbe essere in grado di valutare un vino?

Lee ha citato Gus Zhu. Primo Master of Wine cinese, Gus è uno scienziato specializzato in ricerca e sviluppo presso Harv 81 Group.

La degustazione dell’intelligenza artificiale è possibile ma al momento siamo lontani da un risultato positivo.

Se fornissimo all’AI la composizione chimica del vino, potrebbe prevedere i suoi sapori e determinare l’esperienza sensoriale.

“Gus spiega che potenzialmente è fattibile, ma il vino, come sappiamo, è estremamente complicato. Ci sono molte variabili da considerare. Inoltre, un solo composto chimico, anche se isolato, può essere percepito in modo molto diverso dal naso e dal palato, a seconda delle altre combinazioni di composti chimici presenti nel vino”.

Peraltro la valutazione varia a seconda della persona che lo degusta, del suo background e della sua storia di percezione sensoriale, se è sensibile a elementi come il legno o al fenomeno della riduzione.

“È estremamente difficile fornire all’AI questo tipo di analisi sensoriale. Forse in futuro, ma richiederebbe l’utilizzo di enormi set di dati. Vedremo”.

Due cose sull’AI

Non a tutti è chiaro che cosa sia l’AI e dove stia la sua reale innovazione.

Lee spiega che intanto l’intelligenza artificiale è generativa, crea contenuti.

“Non si limita a classificarli. Ci è familiare l’uso di Google, Amazon, Netflix, che classificano ciò che molto probabilmente vorremmo guardare, comprare o consumare in base alle nostre preferenze, ai risultati delle nostre ricerche e a ciò che abbiamo comprato o consumato in passato”.

In secondo luogo l’AI impara.

“Ciò su cui si basa l’AI generativa è il deep learning attraverso i grandi modelli di apprendimento del linguaggio. Ciò significa che i programmatori alimentano l’AI con ampi set di dati di addestramento. L’AI impara a individuare modelli in questi set di dati e ad applicarli altri set di dati”.

Quello che l’AI può già fare nel settore del vino

L’intelligenza artificiale può già essere applicata ad alcune aree importanti del lavoro nel settore del vino. Lee ne ha elencate alcune.

Automazione del marketing

L’Oréal, azienda leader di cosmetici, sta già utilizzando l’AI per generare contenuti di marketing su vasta scala per la comunicazione multicanale. Questa tecnologia potrebbe essere applicata anche al settore del vino, automatizzando la creazione e la distribuzione di schede informative, contenuti per il sito web o blog.

Previsione della domanda e produttività

La previsione della domanda è fondamentale per una gestione efficace dell’inventario e delle operazioni. L’AI può analizzare grandi quantità di dati storici per individuare i modelli di domanda e prevedere futuri aumenti o diminuzioni. Ciò può consentire alle aziende vinicole di ottimizzare la produzione, ridurre gli sprechi e soddisfare al meglio le esigenze dei clienti.

Lee non ha dubbi. “Molto presto potremo chiedere a Excel: produci un modello di previsione per i prossimi dodici mesi per ciascuno dei nostri prodotti e calcola le quantità da spedire, considerando ciò che abbiamo venduto negli ultimi trentasei mesi”.

Proprio da Microsoft, proprietaria di Excel e della suite più diffusa di applicazioni desktop che usiamo sui nostri computer, arriva in questi giorni un segnale che rafforza il senso di quello che sta accadendo e che accadrà al lavoro non solo nel settore del vino.

Microsoft, che aveva già investito 13 miliardi di dollari in attività di Open AI, stava per assumerne il CEO Sam Altman, appena estromesso e poi subito tornato al timone della società leader per l’intelligenza artificiale.

Altman è il papà del bot di ChatGPT ed è anche il volto più noto e autorevole dell’intelligenza artificiale nel mondo; nei mesi scorsi era stato ascoltato al Senato USA in merito alle attività di OpenAI e alla necessità di implementare dei regolamenti per lo sviluppo e l’impiego di questa tecnologia.

Assistenza clienti

L’AI può essere utilizzata per fornire assistenza personalizzata ai clienti. I chatbot intelligenti, già usati da alcune case di moda, possono rispondere alle domande dei consumatori, guidarli nella scelta di un vino o fornire informazioni sulla produzione e l’abbinamento cibo-vino.

Comunicazione multilingue

ChatGPT traduce già i testi in tempo reale. Questa funzione potrebbe essere particolarmente utile nel settore del vino, dove i produttori si ritrovano sempre più spesso ad avere a che fare con mercati diversi e multilingue. Con l’aiuto dell’AI, è possibile tradurre rapidamente i testi, le presentazioni e le brochure e facilitare le comunicazioni anche personali, per esempio tra produttori e distributori.

L’elenco di Lee si potrebbe allungare considerando anche le attività legate alla vigna, che – secondo molti – possono essere potenziate dall’AI. Grazie alla capacità di fare previsioni analizzando modelli e big data raccolti sul campo, l’intelligenza artificiale può essere efficace nell’identificare precocemente le malattie, suggerire gli interventi per una migliore qualità del vino, supportare la viticoltura di precisione e l’adozione di pratiche sostenibili a livello ambientale efficaci anche rispetto al cambiamento climatico.

L’immagine di apertura   è stata generata  con intelligenza artificiale Firefly Adobe

I rischi dell’intelligenza artificiale

Nonostante i vantaggi dell’AI nel settore vinicolo, ci sono anche rischi e considerazioni etiche da tenere a mente.

La proprietà intellettuale dei contenuti e delle immagini generate dall’intelligenza artificiale può sollevare problemi, così come l’impatto negativo per alcune professioni creative – Lee mostra l’etichetta di una bottiglia di vino – che potrebbero essere sostituite parzialmente dalla tecnologia.

Il rischio maggiore riguarda la diffusione di disinformazione, menzogne e comportamenti discriminatori. Va ricordato che l’AI genera risultati basandosi sui dati che legge, quindi se i dati sono errati, non affidabili o discriminatori, lo saranno di conseguenza anche i risultati. Inoltre, c’è la possibilità che ci siano pregiudizi nella restituzione dei risultati o che l’AI venga usata per attività illegali o dannose per la società.

Mentre i governi faticano a trovare risposte e a stare al passo degli sviluppi tecnologici, Lee auspica che l’AI sia alimentata con contenuti accurati e che in particolare le aziende del vino prendano misure per proteggere i dati dei clienti e assicurarsi che vengano rispettate le normative vigenti.

Non è difficile prevedere che l’evoluzione dell’industria del vino attraverso l’AI sarà un argomento di discussione cruciale nei prossimi anni.

“L’intelligenza artificiale ci aiuterà a fare più facilmente parte del nostro lavoro – ha commentato Lee – ma è di fondamentale importanza mantenere sempre un’ottica critica e verificare le informazioni che vengono fornite. Per abbracciare appieno il potenziale della tecnologia è poi necessario sperimentare, condividere conoscenze e lavorare in modo collaborativo, preservando al contempo la verità e l’autenticità nel settore del vino”.