Agosto 2026

Colpi di calore: una risposta da Xeda

Linea dedicata all’effetto del sun burning

Colpi di calore: una risposta da Xeda

Ondate di calore sempre più prolungate, spesso reiterate a distanza di pochi giorni, assenza di precipitazioni per lunghi periodi, sia nel periodo invernale – primaverile, ma accentuate ancor di più nella fase estiva. Il calore modifica in modo irreversibile l’equilibrio fisiologico della vite che reagisce chiudendo gli stomi per non disperdere acqua e, così facendo, interrompe la fotosintesi. Un cambio nella gestione delle risorse metaboliche che la costringe a rallentare la circolazione linfatica e, quindi, l’apporto nutrizionale: la vite, quindi, non muore di sete, ma può morire di fame.

L’effetto conseguente nella fase fenologica che segue all’invaiatura e precede il processo di maturazione delle uve può divenire molto problematico nella tesaurizzazione dell’acqua circolante e dei nutrienti, i mattoni per comporre i metaboliti che concorrono alla formazione delle complesse molecole glucidiche e fenoliche da cui si origina il profilo aromatico delle uve. Mediamente, ogni grado in più anticipa la maturazione di tre-sei giorni. L’aspetto enologico conseguente a questo andamento meteoclimatico si traduce da una parte in una concentrazione massiva degli zuccheri, determinata non tanto da una sintesi, quanto dalla riduzione del contenuto acquoso nei vacuoli delle cellule degli acini per effetto di “source” emergenziale da rendere disponibile per l’intera pianta. Dall’altra una riduzione repentina del comparto acidico, in particolare il contenuto di malico, il primo fra gli acidi ad entrare nel processo di fotorespirazione da parte della vite, a causa delle temperature elevate, costantemente sopra i 32-35°C, che ne determina una caduta repentina in pochi giorni, ancor prima che si realizzi un corretto rapporto con la parte glucidica. L’alterazione dell’indice di maturità tecnologica, rispetto a quella fisiologica, provoca un’alterazione degli aromi e del profilo fenolico, con il rischio di provvedere a vinificazioni sempre più complicate e difficili da gestire in termini economici per l’impiego di coadiuvanti enologici. La sfida e l’emergenza meteoclimatica si gioca quindi, primariamente, nel campo vitato, attraverso l’adozione di contromisure efficaci nelle estati più siccitose la vite. L’azione di alcuni formulati tecnologici e di origine naturale messi a disposizione da Xeda all’interno dei suoi protocolli inerenti la difesa “attiva” di contrasto ai colpi di calore e agli effetti della radiazione solare diretta, concorre all’effetto mitigante del clima.

Xeda Italia detiene nel proprio portfolio prodotti inseriti in catalogo scaricabile da qui   una linea dedicata al contrasto dell’effetto del “sun burning” sia sulla foglia che sul grappolo, riscontrabile spesso in questo periodo della stagione in svariati vigneti del Centro e Nord Italia.

 

Un primo prodotto, estremamente diffuso, è un geomateriale purissimo al 100% (spesso, sul mercato si trovano miscele di polveri di roccia, di dubbia natura!) il  CAOLINO, completamente di origine naturale che forma un sottile strato biancastro di particelle minerali, utilizzato per ricoprire la superficie di colture frutticole ed orticole. La sua azione consiste in particolare modo nel riflettere la luce solare, riducendo sostanzialmente l’incidenza da colpi di calore e bruciature causate dal radiazione diretta. Il volume di applicazione per ettaro varia a seconda della densità fogliare, della coltura e della dimensione della pianta. Per una copertura completa, si consigliano almeno due applicazioni e un volume d’acqua che per per piante di dimensioni come la vite variano fra i 300-500 l/ ha, mentre per alberi più grandi dimensioni come l’olivo utilizzare volumi di 1000 l/ha. Si consiglia di utilizzare una concentrazione minima del 3% (3kg/100lt) fino a un massimo del 6% (6kg/100lt). Le prime due applicazioni devono essere eseguite alla concentrazione massima (6 kg/100 I).

Un secondo prodotto è lo XEDASUN, a base di cera di carnauba, una cera che si ricava dalle foglie di una palma (Copernicia prunifera) che vengono raccolte durante la stagione arida, quando sono ancora chiuse e avvolte da un sottile strato di cera. L’applicazione di XEDASUN porta alla formazione di un film protettivo dall’azione dei raggi UV ed infrarossi contenendo nel contempo livelli termici eccessivi sulla superficie del frutto. XEDASUN non viene dilavato dalla pioggia o dall’irrigazione, non è fitotossico e non interferisce sui normali processi di maturazione e colorazione del frutto. Applicare il formulato con un volume d’acqua adeguato alla coltura target ed alle condizioni ambientali; in particolare per la vite in pieno sviluppo vegetativo il consiglio è di applicare alla dose di 15-20 lt/ha. L’aspersione va eseguita sui due lati della coltura o sul lato più esposto al sole in funzione dell’orientamento dei filari.

Un terzo prodotto è BMA XEDA un fertilizzante in polvere a base di alga marina bruna Ascophyllum nodusum, la cui estrazione e presenza ad elevata concentrazione determina un effetto anti-stress sulla pianta collegato alla ripresa dei meccanismi metabolici essenziali e all’innesco di nuovi percorsi di sintesi di macromolecole collegate alla riduzione del colpo di calore. La presenza inoltre di carboidrati, amminoacidi e vitamine naturalmente presenti nell’alga, hanno un ulteriore effetto stimolante per la pianta

L’associazione di questi formulati in un protocollo dedicato, consente al viticoltore di ricorrere a una tecnica e a una tecnologia sempre più centrale per affrontare dinamiche avverse sia dal lato di effetti abiotici, come il clima, che biotici, insetti (il caolino ha dalla sua anche questa specifica azione, per es. su mosca dell’olivo).