Monica Massa
C’è un filo sottile che unisce la luna cantata dai poeti, il vino condiviso come gesto di amicizia e i muri che, da confine, diventano racconto. È lungo questo filo che Barolo accoglie il Capodanno cinese con “Brindisi alla luna”, un’iniziativa che intreccia arte contemporanea, poesia e cultura del vino, inserita nel programma delle celebrazioni del nuovo anno lunare, dedicando una nuova tavola del Barolo Wall al poeta cinese Li Bai.
Sabato 21 febbraio, il Comune di Barolo e il WiMu – Museo del Vino, ospitato nel Castello di Barolo, partecipano all’iniziativa realizzata in collaborazione con l’Istituto Confucio dell’Università di Torino, portando tra le colline delle Langhe un dialogo simbolico tra culture lontane, ma sorprendentemente affini. Cuore dell’iniziativa è l’omaggio al poeta cinese Li Bai, figura centrale della letteratura della dinastia Tang, universalmente associata alla luna, al vino e all’ispirazione poetica. Il “brindisi” evocato dal titolo richiama una visione del bere come atto simbolico e conviviale, che trova a Barolo un contesto naturale: un territorio dove il vino è racconto di paesaggio, tempo e relazioni umane.
Il progetto nasce da una proposta dell’artista Enrico Arfero, in arte Jargon, ed è pensato come un incontro tra linguaggi: quello della poesia classica cinese e quello dell’arte urbana contemporanea. Al centro, il valore del buon bere come gesto culturale e relazionale, capace di cementare amicizie, collaborazioni e tradizioni, tanto nella cultura cinese quanto in quella enologica delle Langhe.
Abbiamo chiesto all’artista come si collega la Tavola Li Bai e la presenza della Cina nel Barolo Wall.
“La tavola dedicata a Li Bai introduce una dimensione nuova e allo stesso tempo naturale nel progetto: il dialogo tra culture attraverso il vino e la poesia. Li Bai è, per me, un Poeta Meraviglioso !
Li Bai è il poeta del vino nella tradizione cinese, così come Barolo è terra di vino nella tradizione italiana. Nel suo celebre verso “Alzo il calice per invitare la Luna” il gesto del brindisi diventa atto poetico, spirituale, universale. Questo crea un ponte sorprendente tra le colline delle Langhe e la civiltà cinese.
Inserire Li Bai nel Barolo Wall significa dire che la cultura del vino non è solo identità locale, ma linguaggio universale. La presenza di Chang’e, dea lunare, e dei riferimenti all’esplorazione spaziale ampliano ulteriormente il messaggio: la cultura classica dialoga con il futuro. La Cina nel Barolo Wall è un estensione naturale del racconto umano che il progetto vuole costruire: le grandi storie non hanno confini.”
Il pomeriggio del 21 febbraio prenderà avvio dalle ore 14.00 con l’arrivo a Barolo di una delegazione di circa 25 ospiti cinesi, seguita da una visita al Castello di Barolo, sede del WiMu. Alle ore 15.00 è previsto lo svelamento dell’installazione artistica realizzata da Enrico Arfero (Jargon) sul Barolo Wall, che negli ultimi anni ha trasformato il muro di contenimento alle porte del paese in uno spazio di intervento artistico e di narrazione visiva del territorio. L’iniziativa proseguirà con i saluti istituzionali , un momento di approfondimento e dialogo e naturalmente un’alzata di calici a conclusione, con l’auspicio che Il brindisi alla luna di Li Bai rafforzi i rapporti culturali ed economici tra queste terre e la Cina.
Fonte CS Barolo & Castles Foundation
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