Di Maurizio Gily
Come è noto, a partire dai vini prodotti nell’ultima vendemmia (in teoria da dicembre 2023) sarà obbligatoria l’informazione ai consumatori sugli “ingredienti de vino” in etichetta (Reg. UE 2021/2117). Tale informazione può essere fornita (e solitamente sarà così) su una pagina web accessibile tramite un codice QR stampato sull’etichetta. Solo sostanze potenzialmente allergeniche, come i solfiti e i derivati del latte, se presenti, dovranno essere indicate esplicitamente in etichetta, come già in precedenza.
Su questa questione degli “ingredienti” si discute da anni, a volte con argomenti fantasiosi e ispirati da “food terrorism”. Qualcuno ricorderà un’infografica con tre bottiglie, dove si citava una moltitudine di additivi e coadiuvanti che caratterizzerebbero i vini “convenzionali” opposti a quelli “naturali” quasi a dire “non comprateli i vini al supermercato, sono pieni di kimikaaaa!” Soprassediamo.
La nuova normativa considera ingredienti del vino da riportare in etichetta, oltre all’uva, tutte le sostanze aggiunte e presenti nel prodotto alla fine del processo, quindi nel vino in bottiglia o altro contenitore destinato alla vendita.
Per i consumatori che desiderano saperne di più sugli additivi che potrebbero trovare menzionati come ingredienti è stata pubblicata un’utilissima e agevole guida: “Gli ingredienti del vino”.
E’ edita da OICCE, in collaborazione con UGIVI (Unione dei Giuristi della Vite e del Vino) e Accademia di Agricoltura di Torino. Gli autori sono Alberto Cugnetto, Pierstefano Berta e Simone Giacosa, coadiuvati da molti collaboratori esperti.
Il testo è organizzato in schede sintetiche, una per ogni pagina e per ogni additivo, ognuna divisa in cinque “box”: Storia-Primi utilizzi, Origine-Metodo di produzione, Ragioni dell’utilizzo in enologia e vantaggi per il consumatore, Altri utilizzi nell’agroalimentare, Riferimenti normativi.
Gli autori hanno inoltre realizzato un sito internet dove è possibile trovare le stesse informazioni e scaricare le schede degli ingredienti in formato pdf:
www.ingredientidelvino.it
Scrive Giusi Mainardi nella presentazione:
“Talvolta questi (ingredienti, NdR) hanno dei nomi che suonano ostici a chi è fuori dal mondo tecnico della produzione enologica e finiscono per disorientare e rendere diffidente chi legge questi nomi senza adeguate informazioni. Un esempio di ambito non vinicolo, ma molto significativo, riguarda l’allarme generato in Michigan per la presenza di Dihydrogen Monoxide (Monossido di Diidrogeno) nelle tubature dell’acqua. Panico totale in buona parte della popolazione, mentre in realtà questo nome è nient’altro che la definizione chimica dell’acqua… Interessanti ricerche mostrano che la dichiarazione della presenza degli ingredienti sulle etichette del vino suscita risposte diverse dei consumatori a seconda del loro livello di conoscenza, della tipologia e del nome dell’ingrediente indicato. Che effetti avranno mai il lisozima, l’acido fumarico, il poliaspartato di potassio, le mannoproteine di lieviti? Faranno male? Si usano per stravolgere le caratteristiche “naturali” del vino?”
Le risposte le trovate qui:
Gli ingredienti del vino
Edizioni OICCE
€ 18

