Marzo 2026

Dal Terroir alla Bottiglia: i dati fanno la differenza

Ad Alba il successo dell’evento LoraWine: ricerca, innovazione e viticoltura di precisione per il futuro del vino piemontese

Dal Terroir alla Bottiglia: i dati fanno la differenza

CS – Si è tenuto mercoledì 11 marzo 2026, presso l’Ampelion di Alba – sede del corso di studi in Viticoltura ed Enologia dell’Università di Torino – l’evento conclusivo del progetto LoraWine, ambizioso programma di ricerca sperimentale applicata finanziato dal NODES (Nord Ovest Digitale E Sostenibile) – Spoke 7 (Agrifood). Un pomeriggio denso di contenuti, che ha riunito il mondo accademico, le eccellenze produttive del territorio e i protagonisti dell’innovazione tecnologica attorno a un tema centrale: come i dati possono trasformare la viticoltura e l’enologia piemontese.

L’evento, coordinato dal Dr. Francesco Rogna Manassero di Costigliole (nella foto), agronomo ed enologo nonché direttore tecnico di LoraWine, ha presentato i risultati di un progetto che ha visto la collaborazione sinergica tra il Politecnico di Torino, l’Università degli Studi di Torino e alcune delle più prestigiose aziende vitivinicole piemontesi. Al centro della ricerca: lo sviluppo e la validazione di una metodologia innovativa per la raccolta capillare di dati ambientali e agronomici tramite dispositivi IoT (Internet of Things), sensori di ultima generazione e tecniche avanzate di analisi spaziale dei dati.

Un pomeriggio di confronto tra scienza e territorio

Dopo i saluti istituzionali della Prof.sa Silvia Guidoni che sostituiva l’assente Prof. Luca Rolle (Università di Torino), Presidente del corso di Laurea in Scienze Viticole ed Enologiche e Direttore del centro CONViVi, e l’intervento del Dr. Dario Vallauri, responsabile del Polo AGRIFOOD, l’attenzione si è concentrata sulla presentazione dei risultati della sperimentazione. Il progetto ha trovato applicazione concreta in un laboratorio a cielo aperto che attraversa il Piemonte: dalle Langhe, con il coinvolgimento di marchi storici come Poderi e Cantine Oddero e l’azienda Luciano Sandrone, al Monferrato con la Cantina La Maranzana, fino a Torino con il vigneto tecnologico “Campus Grapes” della startup Citiculture.

Cuore dell’evento è stato il panel “I dati nel mondo del vino”, un confronto aperto tra produttori, ricercatori e innovatori che ha messo in luce come la raccolta e l’interpretazione dei dati possano diventare uno strumento strategico per la crescita dell’intero comparto vitivinicolo.

Luca Veglio (Poderi e Cantine Oddero): i dati come patrimonio aziendale

Particolarmente significativo è stato l’intervento di Luca Veglio, enologo di Poderi e Cantine Oddero, che ha offerto la prospettiva di un’azienda storica delle Langhe alle prese con le sfide del cambiamento climatico e della competitività globale. Veglio ha sottolineato come il territorio delle Langhe presenti una complessità unica, dove ogni singolo appezzamento risponde in modo diverso alle sollecitazioni ambientali, rendendo i modelli climatici storici sempre meno affidabili per le decisioni agronomiche. In questo contesto, la possibilità offerta da LoraWine di disporre di una rete di sensori capillare è stata accolta con grande entusiasmo.

Veglio ha evidenziato come i dati raccolti in vigna – temperatura, umidità, ventilazione, esposizione solare – permettano di anticipare le dinamiche del vigneto e prendere decisioni più consapevoli, dalla gestione della chioma alle tempistiche di raccolta. Ha ricordato come, con il cambiamento climatico, i 50 anni di dati storici del territorio non siano più sufficienti a caratterizzare adeguatamente le annate e i microclimi, e come la possibilità di sapere con un giorno di anticipo cosa sta accadendo in vigna rappresenti un vantaggio competitivo fondamentale. L’obiettivo, ha spiegato, non è sostituire la sensibilità del viticoltore, ma dotarla di basi scientifiche solide per affrontare condizioni sempre più imprevedibili.

Alessia Sandrone: collaborazione e crescita del territorio

Alessia Sandrone, terza generazione dell’azienda Luciano Sandrone, ha portato il punto di vista di chi sta guidando il passaggio generazionale in una delle cantine più emblematiche del Barolo. Sandrone ha descritto la raccolta e l’archiviazione sistematica dei dati come un punto cruciale per la gestione aziendale, sottolineando come ogni informazione registrata in modo chiaro e organizzato contribuisca a far crescere il patrimonio conoscitivo della cantina.

Nel suo intervento, Sandrone ha posto l’accento sull’importanza dell’interpretazione dei dati per individuare punti critici e margini di miglioramento nella produzione, affermando con convinzione che “il miglior vino si costruisce sulla conoscenza”. Ha espresso forte adesione al progetto LoraWine, indicandolo come lo strumento che può finalmente accelerare la crescita attraverso la ricerca e il confronto tra produttori. La sua visione è quella di una crescita territoriale condivisa: secondo Sandrone, se i produttori collaborano nello scambio di dati e informazioni, la crescita del comparto sarà molto più rapida rispetto a un approccio individuale. Non c’è competizione tra vini unici e irripetibili, ha dichiarato, ma solo lavoro di squadra per far emergere un intero territorio.

Innovazione dal Politecnico: i contributi di Demarchi e Balbiano

Tra gli interventi che hanno arricchito il panel, il Prof. Danilo Demarchi del Politecnico di Torino ha illustrato il lavoro pioneristico sui sensori biometrici impiantabili nelle piante, capaci di restituire un vero e proprio “elettrocardiogramma della vite”, aprendo scenari inediti per il monitoraggio dello stato di salute del vigneto. Luca Balbiano, fondatore della startup Citiculture, ha raccontato l’esperienza di “Campus Grapes”, il primo vigneto tecnologico urbano realizzato negli spazi del Politecnico di Torino, un laboratorio a cielo aperto dove tradizione viticola e innovazione tecnologica si incontrano.

I risultati del progetto: un ecosistema di dati per la viticoltura

La presentazione dei risultati tecnici del progetto LoraWine ha evidenziato il raggiungimento di tutti gli obiettivi prefissati. Il sistema sviluppato ha permesso di installare oltre 70 sensori IoT in diversi areali produttivi delle Langhe, raccogliendo dati continui su temperatura, umidità, ventilazione e altri parametri agronomici rilevanti. Grazie all’elaborazione avanzata e alla spazializzazione dei dati, è stato possibile quantificare con precisione le differenze microclimatiche tra parcelle, identificare condizioni di rischio fitosanitario e definire mappe operative per la gestione mirata del vigneto.

È stata inoltre presentata la piattaforma software LoraWine, un sistema aperto e interoperabile capace di dialogare con dispositivi e software già presenti in azienda, offrendo un’interfaccia intuitiva per la visualizzazione, l’analisi e la tracciabilità dei dati lungo l’intera filiera, dalla vigna alla bottiglia.

Il futuro: dalla sperimentazione al servizio

L’evento si è concluso con una riflessione condivisa sull’importanza strategica dei dati per il futuro del comparto vitivinicolo. Il messaggio emerso con forza dall’incontro di Alba è chiaro: in un contesto di cambiamento climatico accelerato e di mercati sempre più esigenti, il passaggio dall’empirismo alla decisione basata sui dati non è più un’opzione, ma una necessità. LoraWine, con la sua rete di sensori, la piattaforma digitale e la metodologia validata dalla ricerca accademica, si propone come il servizio di riferimento per accompagnare le aziende vitivinicole piemontesi – e non solo – in questa transizione.

Come ha sintetizzato efficacemente Alessia Sandrone durante il panel: “La crescita del territorio passa dalla ricerca, dal confronto e dalla collaborazione tra produttori. E LoraWine è lo strumento che rende possibile questa visione.”

L’iniziativa ha visto il supporto di partner di prestigio: Polo Agrifood, Slow Wine e MilleVigne.

Per informazioni: Francesco Rogna Manassero di Costigliole,  Innovation Lab Director

Tel. 0039 377 0963105

lorawine.it