Aprile 2024

Derthona in fuga

Il Timorasso Derthona con l’intraprendenza del Consorzio e dell’Associazione Derthona Giovani si sta dimostrando un campionissimo

Derthona in fuga

testi e foto di Monica Massa

I Colli Tortonesi, terre d’origine dei “campionissimi” Coppi e Girardengo, stanno collezionando anche altri trofei diversi da quelli del ciclismo. La quarta edizione di Derthona Due.Zero tenutasi al Museo Orsi di Tortona lo scorso 6 e 7 aprile con la presentazione in anteprima dei vini dell’annata 2022, oltre alla produzione complessiva delle 57 aziende presenti e una cantina ospite che produce Timorasso in Ucraina, ha dimostrato il sempre maggiore interesse verso il Timorasso, vitigno autoctono piemontese la cui “enclave” comprende una zona piuttosto estesa, all’estremo versante orientale del Piemonte e confinante con la Lombardia, l’Emilia e la Liguria.

Un territorio rustico, poco densamente popolato, con una ricchezza di storia, di arte e di enogastronomia ancora poco “comunicata”. La stessa denominazione Colli Tortonesi, che coinvolge ben 46 comuni, in termini di superficie vitata è piuttosto ridotta, pur estendendosi per circa 50 chilometri da Nord a Sud e 30 chilometri da Est a Ovest e insistendo su sei Valli: Scrivia, Curone, Grue, Ossona, Borbera e Spinti, con una composizione del terreno variegata: sedimenti di origine continentale (Pliocene e Quaternario) nella parte a nord della denominazione; formazioni di origine marina (Bacino Terziario Piemontese) nella parte a nord e nella parte centrale della denominazione e unità derivanti dal Dominio Oceanico Ligure-Piemontese nella parte a sud della denominazione. “La diversità delle tante interpretazioni di Timorasso presenti sui Colli Tortonesi, dovute alla eterogeneità disegnata dai diversi terreni e alle 6 valli nelle quali trovano spazio i vigneti di questa varietà, insieme ai diversi stili adottati dai produttori, rappresentano una ricchezza della quale siamo orgogliosi e che vogliamo preservare con forza” afferma Gian Paolo Repetto, presidente del Consorzio Tutela Vini Colli Tortonesi che raggruppa 108 produttori.

Il Derthona Timorasso e la ricerca scientifica

La complessità sensoriale del vino Derthona Timorasso è stata anche, per la prima volta, oggetto di una ricerca condotta dall’Università di Milano, i cui risultati sono stati presentati domenica pomeriggio da Monica Laureati, docente di Analisi Sensoriale all’Ateneo milanese “Questo è il primo articolo scientifico sul vitigno e sul vino Timorasso ed è’ stato un lavoro di squadra che ha coinvolto anche l’Università di Digione” ha esordito la Laureati nel suo intervento “Sulla identità sensoriale del vino Timorasso (Derthona)”.

Obiettivo dello studio (che nella versione originale si può scaricare liberamente da qui) è stato innanzitutto di fornire una indagine scientifica, non essendoci ancora alcun dato scientifico presente in letteratura su tale vino e capire come le differenti pratiche di gestione in vigna e in cantina possono influenzarne le caratteristiche organolettiche e sensoriali. Attraverso le degustazioni effettuate da un panel addestrato all’identificazione di stimoli gustativi, tattili e di percezioni olfattive ortonasali e retronasali tipiche di vini bianchi si è passati alla successiva valutazione dei descrittori dei 16 vini Timorasso presi in esame, attraverso lo standard di riferimento. “Il Derthona Timorasso è veramente un vino complesso, legato al territorio, ma anche all’approccio enologico del produttore” ha detto la Laureati. Nello studio il vino Timorasso ha mostrato una complessità sensoriale, legata principalmente alla componente aromatica (note fruttate, miele, idrocarburiche, balsamiche, vegetali, floreali) che ha portato a suddividere i vini presi in esame in diverse categorie: quelli con note più fresche e agrumate, quelli dove prevale la componente del miele e della frutta matura  e una percentuale importante di vini in cui la nota prevalente è quella di idrocarburo, caratteristica che avvicina il Derthona Timorasso al Riesling. La Laureati a conclusione del suo intervento ha sottolineato come i risultati ottenuti dimostrino che lo studio dell’identità sensoriale di vini prodotti da vitigni minori contribuisce al miglioramento della biodiversità genetica, favorendo la reputazione e accrescendo la competitività sul mercato dei produttori italiani. Con questi presupposti le ricerche future dovrebbero mirare a combinare approcci strumentali e sensoriali, oltre ad esplorare l’evoluzione delle proprietà chimico-fisiche e sensoriali durante l’invecchiamento.

L’associazione Derthona Giovani  per l’innovazione

Molto partecipato, sempre nella giornata di domenica, anche il convegno dal titolo “L’innovazione in settori tradizionali: driver di crescita, sostenibilità e sinergie territoriali” che si è svolto presso la Sala Convegni della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona. L’evento organizzato da Derthona Giovani, associazione nata un anno fa con l’obiettivo di valorizzare e comunicare sempre meglio il territorio e creare network per far comprendere il valore del paesaggio e dei prodotti locali, ha toccato diversi argomenti riguardanti l’innovazione tecnologica in campo e la sostenibilità sul mercato, con l’abbattimento del peso della bottiglia, di cui i Colli Tortonesi sono un caso esemplare , avendo inserito nella proposta di  disciplinare della sottozona Derthona l’obbligo, per le bottiglie vuote, di non superare i 600 grammi. Si sono poi toccati anche altri temi di estrema attualità e molto sentiti dai consumatori di vino più giovani, come i contenitori alternativi al vetro (Pet, frugal bottle e pouch) e i vini No e Low alcol. Passando all’innovazione in campo digitale si è visto cosa si debba e cosa non si debba fare sui social per valorizzare la propria attività ma soprattutto è stata ribadita l’importanza delle sinergie territoriali.  Marco Volpi  di Derthona Giovani ha ribadito la volontà di fare rete, per andare avanti insieme; “l’importante è continuare a confrontarci”.

Finalmente questa nuova generazione di produttori sembra aver abbattuto il muro dei campanilismi e nelle giornate del Derthona2.0 lo ha dimostrato, invitando alla tavola rotonda conclusiva oltre a Derthona Giovani anche Gavi Giovani e Gran Monferrato, mentre ai banchi d’assaggio erano presenti anche i Consorzi di Gavi, delle Colline Casalesi e dell’Ovada.

Ora non resta che aspettare il prossimo traguardo.