È di Anna Prandoni, giornalista e scrittrice, coordinatrice di Gastronomika, verticale di food & wine del quotidiano Linkiesta, il premio “Premio Kyle Phillips 2024”, destinato dalla giuria di ASET (Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana) al giornalista o alla giornalista di settore che, attraverso articoli e servizi pubblicati nel corso dell’anno, abbia meglio rappresentato il modo di fare informazione a 360° che fu di Kyle Phillips: mancanza di pregiudizi, costante curiosità professionale, serenità di giudizio, voglia di esplorare, franchezza, brillantezza nello scrivere e sobrietà nel comportamento.

Il riconoscimento è stato consegnato dal presidente di ASET Leonardo Tozzi venerdì 14 febbraio, a Firenze, in occasione di PrimAnteprima, l’evento della Regione Toscana che inaugura la Settimana delle Anteprime del vino toscano 2025.
Ideatrice del Festival di Gastronomika, primo think tank del mondo dell’enogastronomia, Anna Prandoni ha inoltre fondato Forketters, progetto di social dining che porta il cibo fuori da Instagram e Tavola spigolosa, osservatorio permanente sulla comunicazione del cibo. Già Direttrice responsabile di ‘La Cucina Italiana’ e di Grande Cucina, nonché web editor di Italian Gourmet, Prandoni è stata responsabile corsi gourmet e digital advisor per l’Accademia Gualtiero Marchesi, ha sviluppato i progetti editoriali Scarpetta e MilanoSecrets. Dopo 36 libri di ricette editi in Italia, ha pubblicato negli USA “Let’s cook italian”, e oggi è in libreria con il saggio “Il Senso Buono”. TEDx speaker sul tema #piùcibomenofood, ha vinto il Prix 2023 de l’Academie Internationale de la Gastronomie.
“Sono onorata e commossa di ricevere questo premio, che arriva in un momento in cui sento sempre di più l’esigenza di lavorare giornalisticamente su un tema a me caro, molto di moda ma mai abbastanza approfondito e conosciuto. Attraverso il racconto della piccola storia dell’alimentazione possiamo raccontare la grande Storia del nostro Paese e del mondo. Spero che questo riconoscimento sia l’occasione per ricordare che la democrazia passa anche attraverso un racconto etico, puntuale, riflessivo e di indagine del cibo e del vino. Senza approfondire e senza sfatare i troppi falsi miti che alimentano questo argomento non saremo in grado di fare le giuste scelte come consumatori, e non potremo migliorare il nostro Pianeta e la vita delle persone che in questo settore lavorano”, ha commentato Prandoni.
Il miglior enologo “gambelliano” 100 anni dopo la nascita di Giulio Gambelli
La settimana delle anteprime toscane è stata l’occasione anche per la consegna del Premio Gambelli 2025 che premia l’enologo under 40 dedicato a Giulio Gambelli, il Maestro del Sangiovese scomparso nel 2012, dalla cui nascita quest’anno ricorrono 100 anni, andato quest’anno a Marzo Zito (nella foto di apertura insieme a Leonardo Tozzi alla consegna della targa).
Il riconoscimento, promosso da ASET e dal network di giornalisti “IGP I Giovani Promettenti”, è stato consegnato martedì 18 febbraio, a Firenze in occasione di Chianti Classico Collection, l’evento in cui il Gallo Nero presenta in anteprima le nuove annate a stampa e addetti del settore.
Il riconoscimento premia ogni anno l’enologo o l’enologa under 40 il cui lavoro abbia saputo incarnare al meglio l’idea di vino portata avanti da Giulio Gambelli: esaltazione delle tipicità di ogni vitigno, delle caratteristiche del territorio e dell’annata vendemmiale.

Classe 1992, nato a Livorno ma di origini campane, Marco Zito ha studiato Viticoltura ed Enologia e successivamente Produzioni Agroalimentari e Gestione degli Agroecosistemi presso l’Università di Pisa laureandosi con il massimo dei voti. Parallelamente ha conseguito il Diploma di Laurea in Scienze Agrarie presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. In concomitanza con la fine del percorso universitario ha svolto un periodo di ricerca in Australia, presso l’Università di Adelaide. Negli anni ha maturato diverse esperienze lavorative: nel Sannio, in Australia nella rinomata Barossa Valley, presso l’azienda GAJA a Bolgheri e da Antinori in Maremma. Nel 2020 approda a Terenzuola dove attualmente ricopre il ruolo di Responsabile di produzione dall’uva al vino.
“Per me è un onore ricevere questo importante riconoscimento intitolato al Maestro Gambelli nell’anno del centenario della sua nascita. Spesso, quando si parla di espressività di un vino, si tende a focalizzarsi sulla varietà e sul territorio, dimenticando il fattore più importante: le persone del territorio che coltivano l’uva e fanno vino. Dalla vigna alla cantina, c’è una cura e dedizione, di donne e uomini, che permettono a una varietà e a un territorio di esprimersi in maniera identitaria. Così come Gambelli fu illustre interprete dell’identità del Sangiovese in Toscana, noi, a Terenzuola, abbiamo cercato di fare lo stesso con il Vermentino della Lunigiana. Questo riconoscimento è per tutto il team di Terenzuola: senza di loro, nulla di tutto questo sarebbe stato possibile. Un sentito ringraziamento ad Ivan Giuliani, che in poco tempo mi ha trasmesso l’esperienza di trent’anni di lavoro e passione”, ha dichiarato Zito.
“Un lavoro di squadra che dura quasi tutto l’anno permette in ogni edizione di far crescere l’interesse verso questo riconoscimento in vista del quale si candidano decine e decine di enologi da tutta Italia – ha commentato il presidente di ASET, Leonardo Tozzi – è un onore per noi ricordare il compianto Maestro Gambelli attraverso la memoria che arriva ai giovani professionisti del settore, segno evidente che ha lasciato un segno non solo all’enologia sua contemporanea, ma anche a quella del futuro”.

