Febbraio 2024

Fieragricola tra tecnologia e proteste

Mentre in Italia cominciavano le proteste e i presidi degli agricoltori a Verona si celebrava l’edizione numero 116 di Fieragricola. Alcune riflessioni e molte novità.

Fieragricola tra tecnologia e proteste

di Alessandra Biondi Bartolini

Trattori dentro e trattori fuori

È stata un’edizione strana quella di Fieragricola 2024, svoltasi a Verona dal 31 gennaio al 3 febbraio proprio mentre in Italia cominciavano a formarsi i primi presidi di trattori e in Europa si alzavano i toni della protesta degli agricoltori di molti paesi.

Strana perché, mentre nei padiglioni si presentavano e si potevano osservare gli strumenti e le innovazioni disponibili per rendere l’agricoltura più sostenibile, ridurre e ottimizzare l’uso degli input e integrare il reddito, sulle strade italiane alcuni agricoltori lamentavano la difficoltà di mantenere la loro produttività e redditività nelle attuali condizioni di mercato e nei vincoli imposti dalla PAC. Nel mezzo ancora una volta le difficoltà del trasferimento tecnologico e di accessibilità all’innovazione (ma non solo), ma anche la mancanza di strumenti formativi e culturali. Ci sono nelle proteste di questi giorni sicuramente anche molti altri aspetti, politici, geopolitici, di crisi delle rappresentanze, economici e di mercato che meritano un approfondimento che anche noi faremo. Perché, comunque la si osservi, la questione è sì confusa ma niente affatto banale ed è il sintomo di un malessere che cova da tempo e che sicuramente non si risolverà con qualche contentino nel decreto milleproroghe.

Crediti ©VERONAFIERE-ENNEVIFOTO.

Ne ha parlato a Verona anche Angelo Frascarelli,  docente di Economia agraria all’Università di Perugia, già presidente di Ismea e fra i massimi esperti di PAC: «Le manifestazioni degli agricoltori degli ultimi giorni rappresentano un allarme per farci capire che bisogna dare maggiore attenzione al mondo agricolo, ma finora è stata una protesta con poca proposta. Le motivazioni sono chiare: da una parte c’è l’incertezza sui mercati e i prezzi molto volatili, che non sono sempre bassi, ma sui quali non si può fare affidamento». A pesare secondo Frascarelli sono i « fattori di incertezza sui mercati e sui costi di produzione e l’insicurezza climatica, che ha colpito l’Italia nel 2023 con rese basse nel settore dei cereali a paglia, dell’olio, del vino, della frutta. A questo si aggiunge l’incertezza legislativa, con l’agricoltore che non solo ha normative impegnative, ma sempre diverse». Eppure ha continuato Frascarelli non sarà facile riuscire ad apportare revisioni o aggiustamenti sulla PAC 2023-2027, elaborata prima della pandemia in un mondo completamente diverso da quello attuale e varata quando già era in parte superata. Un impegno che a livello europeo assorbe il budget significativo di 387 miliardi di Euro e che all’Italia ha garantito 7,4 miliardi di Euro, che tuttavia incidono tra l’11 e il 15% in meno sul bilancio reale per effetto dell’inflazione.

Se in passato le riforme della Politica agricola comune nel corso del periodo di applicazione erano sottoposte a degli Health check, dei controlli sullo stato di salute che potevano portare a modifiche a volte profonde, ha spiegato Frascarelli «questa volta la revisione a medio termine, che qualcuno chiede, non è praticabile. Si potranno fare piccolissimi aggiustamenti, soprattutto a livello nazionale, ma siamo al secondo anno di applicazione della riforma, e nell’ipotesi che si attivi una proposta di revisione non potrebbe comunque andare in porto nell’anno delle elezioni. Se ne discuterebbe nel 2025 e, quindi, al massimo potrebbe interessare gli ultimi due anni e, francamente, ha poco senso». Sarebbe il caso di pensare alla programmazione 2028-2034 ma anche per quella dice l’esperto «Siamo in ritardo, se ne parlerà almeno agli inizi del 2025, quando avremo le nuove istituzioni europee e tutta l’attenzione si concentrerà sul budget della nuova PAC».

Innovazione e ricerca

Crediti ©VERONAFIERE-ENNEVIFOTO.

Molte le innovazioni già disponibili e quelle che lo saranno nel prossimo futuro: strumenti che grazie alla ricerca pubblica e privata permetteranno agli agricoltori di ridurre l’impatto delle produzioni sull’ambiente e adattarsi alle sfide imposte dalla crisi climatica.

Molto lo spazio dedicato all’agricoltura di precisione, le macchine a rateo variabile, le trattrici a trazione elettrica, i droni, i dispositivi IoT , la robotica  e la guida autonoma. E non poteva del resto essere diversamente data la grande – forse anche troppo grande – mole di incentivi dedicati nell’ambito del PNRR al rinnovo della flotta in campo.

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Sempre trainato dalla forte incentivazione anche il grande interesse per le energie rinnovabili come il biogas, le comunità energetiche e l’Agrivoltaico,  alle quali è stato dedicato un intero padiglione.

A Fieragricola si è parlato anche delle nuove tecniche di miglioramento genetico e delle prospettive offerte dalle TEA Tecniche di Evoluzione Assistita: «Le piante di oggi o di ieri non possono essere il futuro, perché ogni pianta va adattata al clima del momento e al luogo in cui cresce – ha spiegato Luigi Cattivelli direttore del centro Genomica e Bioinformatica del Crea –. È necessario intervenire con un cambiamento, legato a una migliore efficienza nell’uso dell’acqua, alla capacità di tollerare le alte temperature delle ondate di caldo e alla resistenza alle malattie, perché il climate change implica la presenza di nuovi patogeni o la modifica di quelli già esistenti».

Crediti ©VERONAFIERE-ENNEVIFOTO.

Molte anche le soluzioni di innovazione digitale alla portata di tutti utili per migliorare la conoscenza delle condizioni presenti in campo e intervenire nei tempi e nei modi necessari: centraline meteo, DSS, trappole intelligenti per il monitoraggio degli insetti dannosi.

Per la viticoltura un esempio è il progetto iVine Digital Twins, il DSS o “gemello digitale della pianta” sviluppato da CNR Ibe con l’Università di Firenze e la startup Agrobit per ridurre l’impiego di fitofarmaci, razionalizzare l’uso dell’acqua, limitare l’inquinamento in aria e nelle falde acquifere e implementare il processo di digitalizzazione fino al 90% nel vigneto. O come il nuovo DSS GrapeVision per la stima del rischio di malattie come peronospora, oidio, botrite e black rot, e il dispositivo IoT Field View Spray Kit premiato “Foglia d’oro dell’Innovazione Fieragricola 2024” che consente di ottimizzare l’efficienza di applicazione dei prodotti per la difesa, entrambi presentati da Bayer.

Tra gli stand interessanti anche le innovazioni relative ai materiali ecosostenibili per i vigneti, shelter e legature biodegradabili o i droni per la distribuzione di capsule per il biocontrollo con gli insetti utili, la sperimentazione sugli scarti derivanti dall’allevamento della mosca soldato (usata nell’alimentazione animale) e i metodi innovativi di sensoristica per il monitoraggio dell’umidità del suolo.

Nuove tecnologie realizzate e sviluppate da imprese giovani e tecnologicamente avanzate delle quali avremo ancora modo di parlare.