Dicembre 2023

Fine d’anno con “Tempo di Erbaluce”

Per la prima volta a Torino la festa per l’Erbaluce, il vitigno dell’anno 2023 per il Piemonte, è stata anche l’occasione di scambio degli auguri di Natale

Fine d’anno con “Tempo di Erbaluce”

di Matteo Pastorino

Continua con successo il progetto Vitigno dell’anno di Regione Piemonte, che ha l’obiettivo di valorizzare i vitigni storici autoctoni del Piemonte, grande patrimonio del nostro territorio.

Il 2022 era stato l’anno del Freisa,  il 2020/21 del Cortese, ed il 2019 del Dolcetto.

Il 1 dicembre 2023 si è celebrato un anno di Erbaluce con l’iniziativa “Tempo di Erbaluce”, presso la sede regionale di AIS Piemonte, organizzato da AIS Piemonte e Regione Piemonte, Assessorato Agricoltura, cibo, caccia e pesca con la collaborazione del Consorzio per la tutela e la valorizzazione dei vini Docg di Caluso e Doc di Carema e Canavese, del Consorzio per la tutela dei Nebbioli dell’Alto Piemonte e l’Associazione Giovani Vignaioli Canavesani. Una cinquantina i produttori  di Erbaluce presenti con i banchi d’assaggio.

Saluti iniziali ed onori di casa da parte di Mauro Carosso, Presidente AIS Piemonte, con l’intervento di Marco Protopapa, Assessore Agricoltura, cibo, caccia e pesca Regione Piemonte, che ha  ricordato come sia essenziale il lavoro degli agricoltori per produrre i prodotti di eccellenza del Piemonte in ambito enogastronomico e poter per parlare di enogastronomia ed enoturismo nei termini odierni. Intervenuti anche Bartolomeo Merlo, Presidente Consorzio per la tutela e la valorizzazione dei vini DOCG di Caluso e DOC di Carema e Canavese e  Andrea Fontana, Presidente Consorzio per la tutela dei Nebbioli dell’Alto Piemonte, a testimoniare  che l’Erbaluce  raggruppa due territori, anche se, occorre ricordarlo, pur  costituendo la base ampelografica per quattro Denominazioni di Origine  del Piemonte: Erbaluce di Caluso, Coste della Sesia, Colline Novaresi e Canavese, la DOCG Erbaluce di Caluso è l’unica denominazione che può utilizzarlo in etichetta.

L’Alto Piemonte annovera 10 DOC nelle provincie di Novara, Vercelli, Biella e VCO, e nonostante la  presenza del vitigno Erbaluce come bianco principale sia storia – fa appunto notare Fontana –  in base al DM11/2009 i suoi produttori non possono ad oggi riportare il nome Erbaluce in etichetta.”

Gian Marco Viano, Presidente dei Giovani Vignaioli Canavesani ha auspicato che ogni viticoltore “Ogni mattina abbia come obiettivo principale il cercare un modo per fare un grande vino, solo in questo modo le aziende riusciranno a trasformare un vitigno dalle grandi potenzialità in un grande vino.”

Tempo di Erbaluce banchi d’assaggio con i produttori

Il Tempo di Erbaluce“ è arrivato e guarda al presente“, come riflette Giampiero Gerbi nel suo intervento, “L’Erbaluce e i suoi territori”. Dal passato si attingono storia, tradizione e sapere, ma soprattutto occorre guardare al presente e al futuro del vitigno e della denominazione.   L’Erbaluce storicamente era presente come diffusione in più zone del Piemonte, poi ha trovato la sua zona di sviluppo ed elezione nel Canavese e nell’Alto Piemonte; il Canavese che insiste su una giacitura morenica, e l’Alto Piemonte che insiste sul supervulcano della Val Sesia. “Vitigno dal grande potenziale acido che, mentre negli anni Novanta poteva rappresentare una sfida in quanto si era alla ricerca di vini di grande serbevolezza, ora  invece è molto apprezzato per questa sua caratteristica in quanto oggi si sa che acidità allo stesso tempo significa profondità di gusto, forza, capacità di invecchiamento” ha evidenziato Gerbi nel suo intervento, per poi proseguire :

“L’Erbaluce ha un  grappolo dalla buccia spessa capace di dare mosti pregiati sia per la spumantizzazione, sia per l’appassimento e la vinificazione in passito. Vitigno che, come altri, ci insegna il valore del tempo; è un vino che si presta a lunghi invecchiamenti, e per questo va saputo aspettare in cantina.” 

Passando alla tipica forma di allevamento della pergola canavesana Gerbi si sofferma su questa riflessione : “Saper potare la pergola è un po’ un’arte e un territorio che conserva questa arte deve essere premiato. Strutturalmente abbastanza facile da capire, piuttosto difficile da mantenere, ma soprattutto complessa da potare.”   

 Connubio tra vino e arte è il tema portato da Riccardo Brocardo, Regione Piemonte, che ha presentato l’etichetta istituzionale e riflettuto sull’ “l’atto di degustare il vino come momento emozionante e dalle caratteristiche artistiche”. “Ogni bottiglia – in genere – può essere vista come un’opera d’arte del produttore, sancita e tutelata con la numerazione della fascetta della Denominazione di Origine (DOC o DOCG). In Piemonte – ricorda Brocardo –non sono presenti vini IGT, ma solo DOC e DOCG.

DOC riconosciuta nel 1967, divenuta DOCG nel 2010, oggi l’Erbaluce di Caluso o Caluso DOCG può essere spumantizzato (solo Metodo Classico) e vinificato come bianco fermo, passito e passito Riserva.

Le tre Masterclass  svoltesi durante la giornata hanno avuto l’obiettivo di evidenziare la versatilità e le potenzialità di invecchiamento del vitigno, proponendolo nella versione Metodo Classico, in quella classica  e gloriosa del Passito, e vecchie annate.