Luglio 2024

Flavescenza dorata: la Regione Piemonte punta sull’azione collettiva

Il progetto pilota della provincia di Alessandria esempio per le altre realtà

Flavescenza dorata: la Regione Piemonte punta sull’azione collettiva

Nell’immagine  (fonte Google Earth) sono indicate le aziende in provincia di Alessandria monitorate  nell’anno 2023

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Di Monica Massa

La Flavescenza dorata ha fatto la sua comparsa in provincia di Alessandria nel 1998. In questi 25 anni le tecniche per contrastare questa malattia della vite, che si propaga attraverso l’insetto vettore Scaphoideus Titanus, sono cambiate sia per i diversi principi attivi consentiti per la difesa insetticida, sia per i cambiamenti climatici che creano una situazione di stress che accentua la manifestazione dei sintomi. Inoltre recenti studi sul vettore hanno evidenziato un aumento della durata della vita media dell’insetto adulto ed un maggior numero di uova deposte dalle femmine.

La malattia è molto dannosa perché incide sulla produzione, annullandola. Oltre all’effetto sulla singola pianta la Flavescenza ha un impatto devastante nel vigneto perché in assenza di contenimento del vettore, nel giro di 3-4 anni conduce all’annullamento della capacità produttiva di tutte le piante. Le viti ammalate continuano a deperire, fino anche alla morte.

La Regione Piemonte è sempre stata attiva nell’attività di monitoraggio, consapevole di quanto sia importante la prevenzione e dal 2022 supporta tecnicamente il “Progetto Pilota alessandrino”, realizzato con la collaborazione delle Associazioni Agricole della Provincia di Alessandria (Coldiretti, Cia e Confagricoltura) e col supporto economico della Camera di Commercio Alessandria Asti e del CODIAL (Consorzio Difesa Alessandria).

Alberto Pansecchi consulente per la Coldiretti,  Marco Visca per Confagricoltura e Fabrizio Bullano per CIA, sono i tecnici referenti per il progetto pilota della provincia di Alessandria; un rapporto di collaborazione e di stima tra i tecnici delle tre associazioni di categoria che risale al secolo scorso, perché è dal 1999 che i bollettini di allerta vengono redatti e diffusi congiuntamente.

Da sinistra Alberto Pansecchi e Marco Visca
Da sinistra Alberto Pansecchi e Marco Visca

Ad Alberto Pansecchi e Marco Visca abbiamo chiesto di illustrare più nel dettaglio in che cosa consiste il progetto che, per numero di vigneti monitorati, è quello più rilevante di tutta la regione.

Un progetto che parte da lontano

L’impegno per monitorare la presenza di Flavescenza dorata in provincia di Alessandria è attivo dal 2007, ma l’attività ben organizzata e pervasiva sull’intero areale viticolo provinciale è iniziata solo due anni fa avendo constatato l’aumento generalizzato delle infezioni. Nel 2022 sono state coinvolte 150 aziende con altrettanti vigneti, rappresentativi delle cinque zone viticole del Casalese, Gaviese, Ovadese, Acquese e Tortonese. I coordinatori si sono sempre interfacciati con il Settore Fitosanitario della Regione Piemonte (SFR) per permettere il trasferimento dei dati e per un contributo oggettivo al contrasto della malattia. La capillare conoscenza della situazione epidemiologica del territorio grazie al finanziamento della Camera di Commercio AL-AT attraverso il CODIAL con il direttore Marco Castelli ha permesso di intensificare l’attività di monitoraggio coprendo meglio tutte le zone viticole, fornendo al SFR sostanziali informazioni per l’aggiornamento delle linee guida regionali.

Grazie al contributo camerale sono state assunte 5 collaboratrici alle quali è stato affidato, nelle 5 differenti aree viticole, il compito di posizionare le trappole, conteggiare le catture dell’insetto vettore e provvedere alla loro sostituzione ogni 15 giorni.

Sulla possibilità che questo modello serva di esempio ad altre zone Pansecchi e Visca sono molto fiduciosi, dal momento che la Regione Piemonte non ha mai smesso l’attività di monitoraggio della malattia, per cui è diventata un punto di riferimento anche per le altre Regioni.

Nel 2023 il progetto si è evoluto con il monitoraggio di 204 vigneti; l’aumento ha riguardato particolarmente i vigneti condotti secondo i principi dell’agricoltura biologica i cui strumenti per la lotta allo scafoideo sono più limitati e le attività collaterali di prevenzione (spollonature precoci, asportazione tempestiva della vegetazione sintomatica, l’ordinato palizzamento della vegetazione, etc.) assumono un’importanza ancora maggiore.

Il progetto in questo 2024 è ulteriormente cresciuto per numero e capillarità con il coinvolgimento di nuove aziende. L’aspetto positivo legato all’aumento delle aziende coinvolte si potrà ripercuotere anche sui risultati della difesa perché il contenimento della malattia può avvenire solo con il contributo e l’impegno di tutti gli stakeholder.

Ci dice Visca “Purtroppo c’è ancora chi non capisce che senza la collaborazione di tutti, il problema della Flavescenza dorata si aggraverà ulteriormente perché molti ritengono che  salvare la produzione di uva sia l’unico obiettivo, senza pensare che la malattia causa il progressivo deperimento della pianta mettendo a rischio il patrimonio “vigneto” dell’azienda”.

Cambio di rotta degli interventi di lotta con l’Ordinanza Ministeriale n.4 del 2023

Tra i vari problemi che contribuiscono al persistere della Flavescenza c’è quello dei vigneti abbandonati o mal gestiti: in questo caso, ci confermano Pansecchi e Visca “Il riuscire a rintracciare il proprietario spiegandogli il problema porta a risultati migliori che con interventi coercitivi, che peraltro la legge regionale consente.”

Ricordiamo che qualunque persona dovrebbe sentirsi in dovere morale di segnalare inadempienze perché in questo modo si salvaguardano i vigneti di chi agisce correttamente nella gestione.

Con l’abolizione del decreto di lotta obbligatoria del 2000 è subentrata nel 2023 una normativa più stringente ovvero l’Ordinanza Ministeriale O.M. 22/06/2023, n. 4, “Misure fitosanitarie d’emergenza per il contrasto di Grapevine flavescence doree phytoplasma atte ad impedirne la diffusione nel territorio della Repubblica italiana” (G.U. 12/08/2023, n. 188). Tutti gli agricoltori, i gestori di strade e ferrovie, gli hobbisti, le amministrazioni, devono eliminare le viti inselvatichite nell’ambito delle rispettive aree di intervento. Le stesse associazioni di categoria, le cantine sociali e i consorzi di tutela devono diffondere le direttive regionali per informare correttamente i loro associati.

I progetti pilota si inseriscono in questo ambito andando a fornire alla Regione Piemonte i dati utili a stabilire i tempi corretti dei trattamenti e forniscono ai viticoltori della zona gli strumenti per intervenire nel modo più efficace. “Questo è forse l’aspetto più importante perché molte aziende non colgono l’importanza del monitoraggio ritenendo, erroneamente, che la gestione della malattia sia un problema dei tecnici e non loro” è quanto constatano  Visca e Pansecchi.

Quali sono quindi le indicazioni da dare ai viticoltori? Cosa devono o non devono fare?

“Possiamo riassumerli in tre punti” è la risposta di Pansecchi:

“Bisogna seguire le indicazioni che il Settore Fitosanitario fornisce e attuare un’attività di contrasto a salvaguardia della sanità del vigneto e non soltanto della produzione, perché la Flavescenza non è una malattia che si può curare, per cui l’unica strategia reale è la prevenzione. La difesa è fondamentale e va attuata con i trattamenti eseguiti correttamente, rispettando le indicazioni del dosaggio e dei tempi e intervenendo in vigneto eliminando tempestivamente le piante malate ogni qualvolta si presentino i sintomi: il rischio certo è che, in assenza di una corretta prevenzione, la malattia si propaghi con un danno patrimoniale che si può quantificare in circa 25/30 euro per ogni nuova barbatella.

L’agricoltore deve seguire le indicazioni della Regione ed eseguire i trattamenti, a fine fioritura, con la quantità d’acqua corretta, trattando tutti i filari, sfalciando l’erba ed eliminando i polloni per evitare che l’insetto possa riuscire a sfuggire ai trattamenti che, sicuramente per il primo intervento, dovrà essere indirizzato verso le foglie più basse, dove si posizionano i giovani dell’insetto vettore.”

Attualmente la ricerca non ha ancora fornito strumenti diretti per la cura della malattia. La difesa deve quindi basarsi sulla prevenzione e gli unici interventi possibili sono diretti al controllo dell’insetto vettore e all’asportazione puntuale della vegetazione sintomatica: è purtroppo difficile verificarne l’effetto sulla diffusione della malattia.

Tutti i dati delle catture (2023) sono consultabili sul sito del CODIAL ed evidenziano che la situazione sull’intera provincia è tendenzialmente omogenea. Vigneti con catture elevate sono presenti in ogni zona, ma in numero limitato. Tutti i 5 areali viticoli si differenziano per la diffusione, al loro interno, di aree a rischio (incolti, vigneti mal gestiti, etc.) più o meno diffuse. Purtroppo non mancano comportamenti disallineati alle disposizioni regionali.

Per maggiori informazioni:

https://www.regione.piemonte.it/web/temi/agricoltura/servizi-fitosanitari-pan/lotte-obbligatorie-flavescenza-dorata

https://www.regione.piemonte.it/web/sites/default/files/media/documenti/2024-04/progetti_pilota_2023.pdf