Marzo 2024

Grignolino: nobile, ribelle e di successo

Il Grignolino nonostante il suo carattere ribelle si riconferma molto amato dagli enoapassionati, anche da quelli più giovani

Grignolino: nobile, ribelle e di successo

 

Monica Massa

La terza edizione di Grignolino il nobile ribelle tenutasi dal 15 al 17 marzo a Grazzano Badoglio (AT) presso i locali delle ex-scuole ha registrato un bilancio più che positivo, con un aumento delle presenze del 10 % rispetto all’edizione 2023, nonostante il fatto che la kermesse si sia svolta dal venerdì alla domenica e non più di lunedì, notoriamente riservato agli operatori, in quanto giorno concomitante quest’anno con la Prima dell’Alta Langa a Torino. Nonostante il suo carattere ribelle dunque il Grignolino si riconferma molto amato dagli enoapassionati, che nel fine settimana hanno affollato i banchi di degustazione e il paese di Grazzano Badoglio, comune del Monferrato astigiano che nella toponomastica porta il nome del generale Pietro Badoglio a cui diede i natali. Nonostante questo piccolo paese sia poco avvezzo a ricevere un tale flusso di persone, tutto è andato per il meglio a livello logistico grazie alla collaborazione del Gruppo Alpini che si è occupato della gestione del traffico. A far da padrone di casa Ais Piemonte, col coordinamento della delegazione di Ais Asti e in collaborazione con Ais Casale Monferrato, Consorzio tutela vini Colline del Monferrato Casalese, Consorzio della Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, Associazione Monferace e Associazione Produttori di Grignolino d’Asti Doc e Piemonte Doc Grignolino.

La masterclass per uno sguardo al futuro

Il grande interesse per il Grignolino è stato confermato ancora prima dell’inaugurazione ufficiale della manifestazione, con il “tutto esaurito” per la Masterclass tenutasi venerdì pomeriggio presso il Ristorante Il  Bagatto di Grazzano e riservata a operatori, giornalisti, blogger, vignaioli e winelovers. Con la guida di Mauro Carosso Presidente AIS Piemonte e della giovane sommelier Eleonora Giroldi si è fatto un bel percorso di assaggio di Grignolino con uno sguardo verso il futuro: un domani che si prospetta positivo perché la maggior parte delle etichette degustate sono il frutto del lavoro di giovani viticoltori/viticoltrici e altrettanti enologi ed enologhe, che credono fortemente nel Grignolino, alcuni nativi del luogo e viticoltori da diverse generazioni, altri che pur avendo un background di studi profondamente diverso, si sono innamorati del vitigno e hanno deciso di impegnarsi a promuoverlo.

 

Lo stesso Carosso non nasconde il suo amore per il nobile ribelle.: “Il Grignolino è uno dei vitigni che porto nel cuore e la nostra associazione ha lavorato molto sul nostro territorio per promuoverlo. Anche i vitigni minori da alcuni anni sono apprezzati dai consumatori; tra questi c’è anche il Grignolino per cui non deve stupire che risulti premiato anche dalle guide.”

Riconoscimenti che sono arrivati grazie all’evoluzione dei produttori e all’impegno dei padri del Grignolino (tra cui Domenico Ravizza che è stato ricordato in sala con uno scrosciante applauso) nel far conoscere vitigno e vino, sempre aspirando alla qualità. Una produzione  destinata a rimanere di nicchia  e il cui unico terroir d’elezione è il Monferrato fin dal Medioevo, come testimoniato da un documento del 1246 in cui si trova scritto che i Canonici della chiesa di S. Evasio di Casale concedevano l’affitto di “quattro staia di terra gerbida” a condizione che vi venissero collocate “buone piante” di vite “Barbesino” (antico nome del Grignolino).

Grignolino in tante versioni ma sempre di qualità

Ora le generazioni giovani di viticoltori, pur nel rispetto di standard qualitativi di livello, hanno voglia di sperimentare, proponendo versioni diverse di Grignolino, da quello da bersi giovane a quello maturato in legno (Monferace) perché, a dispetto del mainstream del secolo scorso, si è finalmente capito che  “I Grignolino, se ne hai voglia, invecchiano (Luigi Veronelli, 1973).. Accanto al Grignolino fermo ci sono esempi interessanti di bollicine metodo classico e metodo Martinotti: d’altra parte il Grignolino ha caratteristiche adatte alla spumantizzazione e lo testimonia il ritrovamento di etichette di “Vignale Spumante” risalenti al 1878 a Palazzo Callori di Vignale (un tempo sede prestigiosa dell’Enoteca Regionale del Monferrato, ora quasi completamente inutilizzato, nonostante i tanti soldi pubblici spesi per la ristrutturazione). La produzione delle bollicine di Grignolino, estremamente contenuta all’epoca così come oggi, fu opera dell’enologo Amilcare Gaudio la cui famiglia di viticoltori, ora alla quinta generazione, è stata tra le prime a riprendere anni fa questa “tradizione”.

Nella tre giorni ai banchi di assaggio c’è stato un pubblico eterogeneo, chi alla sua prima volta, chi con rinnovata curiosità, con a disposizione oltre 200 etichette di Grignolino, a cui si sono aggiunte quelle del Banco Ospite, la Freisa, che ha tante assonanze con il Grignolino per il territorio di provenienza, le caratteristiche sensoriali e di abbinamento.

Ciò che è maggiormente emerso è che, al di là delle differenti sfumature nel bicchiere, ciò che identifica il prodotto Grignolino è il paesaggio che lo contiene, con la ricchezza della sua storia e della sua biodiversità.

giovani produttori di Grignolino con al centro Mauro Carosso presidente  Ais Piemonte e la neodiplomata sommelier Eleonora Giroldi, all'estrema sinistra Paolo Poncino Ais Asti
I giovani produttori di Grignolino con al centro Mauro Carosso presidente  Ais Piemonte e la neodiplomata sommelier Eleonora Giroldi, all’estrema sinistra Paolo Poncino Ais Asti

Foto di Monica Massa