Dicembre 2023

I puntini sulle i

I titoli riportano che il Decreto firmato dal Ministro Lollobrigida deroga l’introduzione delle nuove regole sull’etichettatura. Ma è proprio così? Spieghiamo meglio cosa è successo.

I puntini sulle i

di Alessandra Biondi Bartolini

Delle nuove norme sull’etichettatura dei vini abbiamo parlato ampiamente sul numero 4 di Millevigne appena uscito: se ne parla nell’editoriale firmato da Michele Antonio Fino, che ci propone una riflessione sull’italica tendenza a posticipare e derogare anche quando diventa evidente che i consumatori si aspetterebbero un atteggiamento diverso, e se ne parla nell’articolo di chi scrive su additivi e coadiuvanti.

Ma poiché alle deroghe non c’è mai fine (e mai il titolo dell’editoriale “Di deroga in deroga” è stato più azzeccato), proprio sul filo di lana dell’entrata in vigore del Reg 2021/2117 prevista per l’8 dicembre scorso è arrivato puntuale il Decreto del Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare che come abbiamo letto su molte testate e come ha dichiarato il Ministro Lollobrigida “deroga l’introduzione e l’applicazione della normativa europea sul cambio di  etichettatura  del vino, permettendo così l’utilizzo e l’esaurimento delle etichette già in magazzino”.

E tuttavia, leggendo le due pagine del Decreto si capisce che non è proprio così, perché questo non è una deroga alla nuova etichettatura (e trattandosi di un Regolamento Europeo non sarebbe stato possibile), non posticipa l’entrata in vigore delle nuove regole europee come scrive il Sole 24 ore, e le etichette del vino non rimangono uguali come leggiamo nel titolo di Open. O almeno non rimangono uguali quelle che avrebbero dovuto cambiare.

Per capire meglio facciamo un passo indietro solo di qualche giorno, quando il 24 novembre la Commissione ha emanato le cosiddette Linee Guida (Comunicazione della Commissione 2023/1190) contenenti la risposta ad alcuni quesiti posti dal settore e ancora non del tutto chiari.

Dal momento che il Regolamento 2117 si applica ai vini prodotti dopo la data dell’8 dicembre, tra le risposte della Commissione si trova la conferma del significato di data di produzione, che per i vini fermi corrisponde al momento in cui il vino ha raggiunto la gradazione alcolica e l’acidità richiesti (e quindi successivamente alla fermentazione alcolica e malolattica), e per i vini spumanti al termine della seconda fermentazione, una volta raggiunto il grado alcolico e la sovrapressione richiesti.

Tra le altre precisazioni alla domanda se sia possibile indicare con il simbolo delle “informazioni” rappresentato da una i minuscola in un cerchietto, il QR code che rimanda all’etichetta elettronica con l’elenco degli ingredienti, la Commissione risponde che no, non è possibile. Perché il Regolamento orizzontale sull’etichettatura degli alimenti 1169/2011 dice espressamente che deve essere chiaro e trasparente quali sono e dove sono riportate le informazioni in etichetta. Non  basta far sapere che lì ci sono delle informazioni: occorre dire quali informazioni e quindi se dal QR code si leggeranno gli ingredienti occorre scrivere “ingredienti”.

Se sull’etichetta non figura un chiaro riferimento al contenuto delle informazioni fornite per via elettronica, il consumatore può difficilmente interpretare e comprendere la natura delle informazioni (obbligatorie o meno) contenute nel link. Si potrebbe ritenere che si tratti di informazioni obbligatorie che sono nascoste, non evidenti e non facilmente visibili. La presentazione di un codice QR dovrebbe pertanto essere chiara per i consumatori per quanto riguarda il suo contenuto, ossia le informazioni obbligatorie presentate per via elettronica. Termini o simboli generici (come una «i») non sono sufficienti per soddisfare gli obblighi di questa disposizione” riporta il punto 38 della Comunicazione della Commissione.

E questo a pochi giorni dall’entrata in vigore del Regolamento rappresentava effettivamente un problema per coloro per i quali l’8 dicembre scattava l’obbligo della nuova etichettatura e avevano già stampato le etichette con la i sul QR code.

A livello Europeo si è sollevata alta la voce del CEEV mentre in Italia è intervenuto il Ministero con il Decreto del 7 dicembre che riporta quanto segue:

  • “…a decorrere dall’8 dicembre 2023 è consentito etichettare e commercializzare i vini e i prodotti vitivinicoli aromatizzati con etichette riportanti il simbolo ISO 2760 “i” accanto al QR code che rimanda alle informazioni relative alla lista degli ingredienti e alla dichiarazione nutrizionale.
  • La deroga di cui al comma 1 è limitata ad un periodo di tre mesi e solo per i prodotti circolanti sul territorio nazionale…”

Quindi non c’è una deroga al Reg 2021/2117: i vini prodotti dopo l’8 dicembre devono inserire elenco degli ingredienti, valore energetico e dichiarazione nutrizionale come previsto. La deroga sta nel fatto che se i produttori avevano già stampato le etichette con la i, per tre mesi le possono usare. Sempre che vendano le loro bottiglie solo in Italia.

Secondo Coldiretti, questo salverebbe 50 milioni di etichette dal macero, ma quali?

Non le etichette dei vini fermi della vendemmia 2023 o di quelle precedenti, per i quali non si applicava ancora il nuovo regolamento in quanto prodotti in data precedente all’8 dicembre, e nemmeno quelle dei vini spumanti già in bottiglia in quanto per essi la rifermentazione è avvenuta prima dell’8 dicembre. Per tutti questi lo smaltimento delle etichette già stampate era già previsto dal Reg 2023/1606 del luglio scorso (la deroga precedente). Restano i vini spumanti o frizzanti prodotti per il mercato italiano, che andranno in autoclave e saranno rifermentati tra l’8 dicembre e l’8 marzo prossimo.

Si tratta di 50 milioni di bottiglie? Non lo sappiamo, però a quanto pare sono salve.