Marzo 2026

I vini e le foto del vignaiolo monferrino Pietro Arditi per i bambini ugandesi

Mercoledì 11 marzo in Sala Chagall al Castello di Casale Monferrato (AL) si è svolta una serata per ricordare Pietro Arditi di Cantine Valpane e raccogliere fondi per il progetto Casa Papa Francesco a Gulu, nell’Uganda del Nord. Chi vuole può ancora contribuire

I vini e le foto del vignaiolo monferrino Pietro Arditi per i bambini ugandesi

Monica Massa

A Gulu, nel nord dell’Uganda, ogni notte oltre duemila bambini dormono per strada, a causa delle conseguenze della guerra civile che ha colpito il territorio tra il 1986 e il 2006 e ha costretto migliaia di minori a combattere, mentre altri cercavano di  sfuggire ai ribelli. Le ferite sociali di quel periodo sono ancora visibili e continuano a produrre situazioni di abbandono e povertà.  È da questa realtà che nasce Casa Papa Francesco, un progetto di accoglienza dedicato ai minori più vulnerabili. Tra i sostenitori di questa iniziativa, promossa dalla ONG locale Comboni Samaritans of Gulu in collaborazione con l’associazione italiana Good Samaritan ODV, Giovanni Rava dell’Azienda Vitivinicola  La  Casaccia di Cellamonte (AL) il quale, dopo essere stato in Africa, ha deciso di farsi portavoce di questa realtà e contribuire alla raccolta fondi per sostenere questa struttura di accoglienza che al momento ospita 20 bambini, a cui vengono garantiti educazione e gioco, per alleviare loro la sofferenza di un’infanzia negata.

Ed è qui che entrano in gioco i colleghi vigneron monferrini e l’idea di ricordare Pietro Arditi di Cantine Valpane, scomparso improvvisamente nel settembre scorso, con una serata per presentare il progetto solidale per i bambini di Gulu.

Col patrocinio del Comune di Casale e in collaborazione col Consorzio Colline del Monferrato Casalese, l’idea di Giovanni Rava si è concretizzata con la serata evento di mercoledì 11 marzo in cui, grazie alla disponibilità della famiglia Arditi,  le due passioni di Pietro, il vino e la fotografia, sono state protagoniste in nome della solidarietà.

Nella Sala Chagall del Castello del Monferrato, grazie al servizio di mescita dei sommelier AIS delegazione casalese, i presenti hanno potuto degustare annate di Freisa (il vino del cuore di Pietro) dal 1997 al 2024 messe a disposizione dai produttori monferrini e conoscere il suo amore per la fotografia attraverso un centinaio di suoi scatti, con la vigna, l’alternarsi delle stagioni e i suoi amici a quattro zampe.

Le offerte che sono state raccolte durante la serata vanno interamente all’associazione Good Samaritan ODV www.good-samaritan.it per proseguire nella costruzione della struttura di accoglienza per i bambini di strada.  Chi volesse contribuire al progetto Casa Papa Francesco può farlo donando a Good Samaritan ODV  IBAN: IT32E0306909606100000015961, causale: Casa dei bambini di strada

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IL PROGETTO

Casa Papa Francesco, una struttura che a Gulu oggi accoglie fino a venti bambini. Qui trovano un ambiente protetto, educatori qualificati e un percorso educativo pensato per aiutarli a ricostruire fiducia in sé stessi e nel futuro.

La situazione dei bambini di strada a Gulu è strettamente legata alle conseguenze della guerra civile che ha colpito il nord dell’Uganda tra il 1986 e il 2006. Durante il conflitto migliaia di minori furono rapiti e costretti a combattere come bambini soldato, mentre altri percorrevano ogni notte lunghi tragitti per rifugiarsi nelle città e sfuggire ai ribelli. Le ferite sociali di quel periodo sono ancora visibili e continuano a produrre situazioni di abbandono e povertà.

Proprio per offrire una risposta concreta è nata Casa Papa Francesco, una struttura che oggi accoglie fino a venti bambini. Qui trovano un ambiente protetto, educatori qualificati e un percorso educativo pensato per aiutarli a ricostruire fiducia in sé stessi e nel futuro.

Il progetto si sviluppa in tre fasi: accoglienza, riabilitazione e reintegrazione. Dopo l’ingresso nella casa, i bambini intraprendono un cammino di recupero che comprende il sostegno psicologico e il ritorno all’istruzione di base, con attività di lettura, scrittura e matematica. L’obiettivo finale è il reinserimento nella società e, quando possibile, il ricongiungimento con la famiglia.

Accanto alla scuola, la quotidianità nella casa è fatta anche di laboratori artistici, musica, danza, sport e momenti di socialità. Esperienze semplici ma fondamentali per chi spesso non ha mai avuto la possibilità di vivere un’infanzia normale.

In un contesto segnato da anni di conflitto e difficoltà economiche, Casa Papa Francesco rappresenta così un segno concreto di speranza: un luogo dove i bambini di strada possono tornare a immaginare il proprio futuro.