Giugno 2024

IL VINO È A RISCHIO? Clima e biodiversità in vigna

Ad Alba, la nona edizione di Circonomia ha proposto un appuntamento dedicato al futuro del vino, con la partecipazione di un protagonista del mondo enologico: Angelo Gaja

IL VINO È A RISCHIO? Clima e biodiversità in vigna

Di Gabriela Tirino

Dal 23 al 26 maggio ad Alba  si è tenuta la nona edizione di Circonomia, il Festival dell’Economia Circolare e della Transizione Ecologica.

Il palinsesto, ricco e stimolante, venerdi 24 maggio ha proposto un incontro di grande interesse che ha visto il produttore Angelo Gaja in dialogo con il fisico del clima Claudio Cassardo e l’apicoltore Giuseppe Manno.

Le api in vigna sono indice di salubrità ed è risaputo che si tratta di insetti preziosi per l’intero ecosistema. Giuseppe Manno, fondatore di Apicoltura Urbana Società Benefit ha ricordato che le api sono comparse più di 35 milioni di anni fa sulla Terra e non hanno mai fatto così tanta fatica a sopravvivere come oggi. Il cambiamento climatico, infatti, provoca uno sviluppo anomalo delle colonie di api, diminuendo il nettare a disposizione.

Questo incide sul settore apistico nazionale e mondiale e più in generale su tutto il comparto agricolo, inoltre non va dimenticato che il 90% delle piante che ci danno ossigeno hanno bisogno dell’impollinazione.

Claudio Cassardo, docente di Clima e cambiamenti climatici presso l’Università di Torino, ha sottolineato come le api abbiano superato le ultime glaciazioni perché hanno avuto tempi appropriati di adattamento, mentre il cambiamento climatico in corso risulta troppo repentino.

«Per parlare di clima bisogna prendere in esame un periodo di almeno 30 anni – ha spiegato il professore torinese – in Piemonte si è registrato un aumento medio di 1,5 – 2 gradi negli ultimi 40 anni». Sembra una variazione minima della temperatura, tuttavia per un albero, un bosco, una formica e per moltissime specie significa doversi adattare a un contesto molto diverso e questo è un processo che richiede ben più di qualche decennio.

«Nei prossimi 30 anni dobbiamo aspettarci qualcosa di simile a quanto successo negli ultimi 30 – ha continuato Cassardo – e ciò non vuol dire che l’aumento di temperatura sarà graduale ogni anno. Ci saranno ondate di calore, freddo tardivo, piogge alluvionali, siccità e anche ondate di freddo». Uno degli effetti di tutto questo sulla vite è l’anticipazione di tutte le fasi in vigna, a cominciare dalla fioritura.

Dunque, come si possono difendere i viticoltori piemontesi?

Angelo Gaja ha sottolineato che il Nebbiolo è uno dei vitigni più a rischio ma è impensabile spostare le vigne. Oltre a pratiche sostenibili in vigna, una strada possibile è «introdurre altre varietà, abituate a climi più caldi e produrre vini di fantasia», anche perché «non possiamo nemmeno pensare a un’Alta Langa tutta vitata!».

C’è da considerare anche che le temperature elevate influenzano la qualità di certi vini, in quanto ne diminuiscono l’acidità favorendo l’attività del famigerato Brett, che è «responsabile di odori di stallatico e trova un ostacolo nei vini con una buona acidità; ora parrebbe che sia presente già in vigneto e in cantina può entrare in azione se trovi un’acidità molto bassa o se hai avuto dei rallentamenti nella fermentazione».

Del resto, nel quadro generale nazionale, «il Piemonte ha ancora una situazione di privilegio, perché siamo una delle regioni vitivinicole più a Nord, e noi abbiamo la benefica influenza del marin e della montagna, che si ritrova nei vini» sotto forma di ricchezza aromatica.

E poi «un imprenditore non può essere pessimista, tocca essere ottimisti» così Gaia ha concluso il suo intervento.

L’ottimismo è stato prontamente condito di realismo da Cassardo, che, senza mezzi termini, ha indicato un’unica soluzione per il climate change: azzerrare il prima possibile le emissioni di gas serra, il che non contrasterà i cambiamenti già in atto per i prossimi 30 anni, ma limiterà i danni di lungo periodo, per il bene delle generazioni future.

In questo senso, ha precisato Cassardo, come abitanti di questo pianeta e cittadini, abbiamo sostanzialmente due strumenti a disposizione: le nostre abitudini quotidiane e il nostro voto a politici seriamente impegnati in merito alla sostenibilità ambientale.