Foto e testo di Monica Massa
Si è registrata una discreta affluenza di pubblico, sia in presenza che online, per il convegno tenutosi sabato 1 marzo al Foro Borio di Nizza organizzato da Lions Club Nizza Monferrato – Canelli col patrocinio dei Comuni di Nizza Monferrato, Calamandrana, Canelli e Fontanile, Consorzio Tutela Vini d’Acqui, Consorzio dell’Asti, Corsorzio Barbera d’Asti.
La giornata ha voluto rimarcare l’esigenza della prevenzione nelle malattie della vite (Flavescenza e mal dell’esca nello specifico) e fare chiarezza sulle tecniche di miglioramento genetico per riuscire a individuare in modo corretto tutti gli strumenti che la ricerca scientifica ci mette a disposizione, per progettare l’agricoltura e la viticoltura per le generazioni future, per combattere la disinformazione e le notizie false che vengono veicolate soprattutto attraverso i social ma che sono solo ipotesi e non hanno nessun fondamento scientifico.
Con la crisi climatica attuale è ormai evidente che nella gestione del vigneto il “si è sempre fatto così” ormai non vale più, la cassetta degli attrezzi va aggiornata. E questa è anche la visione dell’Unione Europea che il 19 febbraio scorso ha presentato il Nuovo Piano d’azione per l’agricoltura e il settore agroalimentare per il prossimo quinquennio e in cui si dice chiaramente che conoscenza, ricerca e innovazione devono raggiungere gli agricoltori.
Un nuovo approccio strategico dell’UE alla ricerca e all’innovazione è fondamentale per migliorare la competitività dell’agricoltura e delle aree rurali. Rafforzare lo scambio di conoscenze, aggiornare le competenze digitali e la tecnologia, è fondamentale per posizionare l’agricoltura come un’attività attraente che garantisca un reddito soddisfacente e sia una scelta di lavoro precisa per le generazioni future, dal momento che, come emerge da una recente ricerca di Nomisma, l’età media dei titolari delle aziende agricole italiane è 60 anni.
Il convegno, moderato da chi scrive, si è posto l’obiettivo di indicare quali strumenti entrano in gioco per rispondere alle numerose sfide della viticoltura e gli strumenti dell’innovazione, tra cui le biotecnologie applicate al miglioramento genetico oltre a ribadire i comportamenti virtuosi per far fronte a un problema che è assai rilevante nell’areale di produzione del Barbera e del Nizza, ovvero la Flavescenza dorata e l’aumento delle malattie del legno.
“Con questa iniziativa vogliamo portare avanti il valore dei Lions di sostenere la viticoltura che è un tema importantissimo per le nostre zone ed è un settore che va salvaguardato, altrimenti si rischia l’abbandono di questi territori, con gravi ripercussioni economiche, sociali e paesaggistiche” ha detto in apertura Mario Chiarle Officer Distrettuale 108 IA3 Agricoltura Sostenibile.
L’evento è la sesta edizione di un’iniziativa voluta dai Lions “per un’agricoltura pulita e sostenibile” e di cui quest’anno la tematica è stata un confronto sulle malattie della vite e il miglioramento genetico, argomenti di cui hanno relazionato tra i massimi esperti in materia.

Paola Gotta del Settore fitosanitario Regione Piemonte e Coordinatrice del gruppo di lavoro nazionale sul fitoplasma Flavescenza dorata ha evidenziato i punti critici nella lotta al fitoplasma in Piemonte, ribadendo la necessità di una maggiore consapevolezza da parte dei viticoltori dell’importanza di una corretta gestione del vigneto e dei trattamenti insetticidi.

Giorgio Gambino del CNR IPSP Istituto per la protezione sostenibile delle Piante Consiglio Nazionale delle Ricerche – Primo ricercatore specializzato in tecniche di miglioramento genetico della vite, ha evidenziato come le tecniche di evoluzione assistita messe in atto consentano di avere viti meno sensibili alle malattie, con una conseguente maggiore tutela della salute e dell’ambiente.

Francesco Favaretto del CREA Viticoltura ed Enologia di Conegliano Veneto ha fatto una panoramica della situazione della lotta al mal dell’esca, indicando i mezzi disponibili e le prospettive della ricerca, sottolineando come sia essenziale “fare prevenzione per avere il controllo del problema”.

Stefano Saderi, nella doppia veste di consulente Agronomo e segretario MIVA, nel suo intervento dal titolo “Ruolo del vivaismo viticolo nella conservazione del germoplasma, dal costitutore al viticoltore ha affermato l’importanza del vivaismo viticolo “perché gestisce il patrimonio vitivinicolo” e la necessità di una collaborazione sempre più stretta e diretta con l’Università e la ricerca.

L’impegno nella ricerca della qualità è stato ribadito anche dall’ultimo relatore, Dino Scanavino, vivaista viticolo e Lions, che ha sollevato il problema della garanzia di un reddito adeguato, strategico e fondamentale per evitare lo spopolamento delle zone rurali.
Il convegno, trasmesso in diretta streaming, si può rivedere sulla pagina Facebook di TeleNizza https://www.facebook.com/TeleNizza

