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L’indicazione geografica poteva salvare la Pernigotti

La registrazione IGP del Gianduiotto Piemontese avrebbe potuto forse frenare la delocalizzazione.

A seguito dell'annuncio della proprietà turca del marchio storico Pernigotti di chiudere lo stabilimento produttivo di Novi Ligure riceviamo e pubblichiamo una nota di Qualivita,  Fondazione per la protezione e la valorizzazione dei prodotti DOP IGP STG, di cui condividiamo in toto lo spirito. 

I se non cambiano i fatti, ma se i gianduiotti fossero stati registrati come indicazione geografica, forse oggi la situazione sarebbe molto diversa. Il fatto che il gianduiotto sia incluso tra i prodotti agroalimentari tradizionali (P.A.T.) piemontesi non è sufficiente a garantire il mantenimento della produzione sul territorio, come invece sarebbe stato con le registrazioni DOP e IGP, che vincolano rigidamente la produzione all’area indicata nel disciplinare.

“Penso come esempio a Modica, dove da tempo avevano capito l’importanza della registrazione - afferma Mauro Rosati direttore generale della Fondazione Qualivita – I produttori e le istituzioni locali si sono battuti per anni per ottenere l’IGP del Cioccolato e finalmente l’hanno ottenuta. Adesso il Cioccolato di Modica è IGP e potrà essere prodotto solo nel comune di Modica, in provincia di Ragusa”.

“Questo sottolinea quanto le indicazioni geografiche siano un forte motore di sviluppo territoriale e di tutela delle tradizioni locali – conclude Rosati – . Se anche una produzione di eccellenza, simbolo della tradizione dolciaria piemontese, come sono i gianduiotti, fosse stata registrata come indicazione geografica, oggi non ci sarebbe il rischio di vedere la produzione delocalizzata rispetto all’area di produzione. Le registrazioni oggi sono l’unico freno alla delocalizzazione delle produzioni. uno strumento unico per mantenere i prodotti legati ai territori”.

 

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