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Davvero in Italia si beve più vino?

Alcuni dati sembrano mostrare un'inversione di tendenza rispetto al declino dei consumi interni.

Ha destato una certa impressione il dato presentato dal presidente di Coldiretti  Ettore Prandini all'incontro “Mercati del vino e innovazioni in vigna” promosso a Palazzo Rospigliosi a Roma, con la partecipazione del presidente di Assoenologi Riccardo Cotarella, e del professor Attilio Scienza e del direttore generale di Ismea Raffaele Borriello. 
Si è parlato di un aumento dell'8% di consumo di vino in Italia negli ultimi 5 anni, facendo riferimento, come fonte, a dati OIV.

Andando alla fonte ho trovato questa tabella (è possibile che esistano dati più aggiornati che non sono riuscito a reperire): 

In verità questi dati mostrerebbero un aumento persino superiore, da 20,8 milioni di ettolitri del 2013 a 22,6 del 2017 vorrebbe dire un aumento del 8,6% in quattro anni. Con un picco negativo nel 2014, a 19,5 Ml, che significherebbe un aumento di oltre il 15% negli ultimi tre anni. Invece nel 2012 (dati non riportati) per l'OIV il consumo in Italia sarebbe stato di 21,6 Ml di hl, quindi superiore all'anno successivo. Una curva quindi che tocca il fondo nel 2014  poi risale. Al fondo della tabella si spiega che i dati del 2016 sono provvisori, mentre quelli del 2017 sono stimati. Insomma non sembrano, a dire la verità, dati molto solidi e attendibili.

Può essere che Coldiretti disponga di dati più aggiornati e robusti. In ogni caso credo che si possa dire, e questo è infatti il concetto riportato nella relazione dell'OIV, che il consumo nei paesi produttori, e in Italia in particolare, dopo aver vissuto anni di pesanti e costanti cali, sembra aver raggiunto quanto meno una situazione di stabilità. 

Ma è anche possibile che un nuovo incremento dei consumi fuori casa, trainati soprattutto dal Prosecco nel rito dell'aperitivo, abbia effettivamente spostato qualcosa sulla bilancia dei consumi italiani. 

Data la pesantezza nel mercato dei vini sfusi che si registra di questi tempi in Italia, in particolare, ma non soltanto, sui vini bianchi senza indicazione di origine, è possibile che la "rivelazione" di Coldiretti abbia voluto anche dare un segnale di stimolo alla domanda. "In questo contesto – sostiene infatti Coldiretti – sono del tutte ingiustificate le riduzioni delle quotazioni dei vini all’origine, anche tenendo conto delle basse giacenze del 2017 e dell’aumento della domanda interna ed estera."

Immagine in apertura: Caravaggio, Bacco (particolare)

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