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Cultura e società

RECENSIONI

IL GRANDE LIBRO DEI VINI DOLCI D’ITALIA

Massimo Zanichelli
Giunti editore
prezzo di copertina 29€

Da tempo si parla di crisi dei vini dolci, sia pure con qualche eccezione.

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Innovazione nelle Doc: più che possibile, necessaria

Cambiamento climatico, nuove varietà, tecniche enologiche e gusti del consumatore in evoluzione non possono essere costretti in un sistema rigido. Come regolare il rapporto con i disciplinari?

Organizzato dal Consorzio del Prosecco Doc, con il coordinamento scientifico di Michele A. Fino dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, si è tenuto lo scorso dicembre a Treviso il convegno “L’innovazione delle Doc: missione possibile.”. Premessa doverosa è la seguente: attualmente l’innovazione delle Doc è resa necessaria dal cambiamento climatico.

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Giacomo Tachis - Mescolavin

Un libro per celebrare il più rivoluzionario enologo italiano del Novecento. La presentazione in anteprima nazionale presso la Cantina di Santadi in Sardegna.

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L'incidenza delle convinzioni nella vendita del vino

Come l’atteggiamento mentale delle persone che si relazionano con i clienti influenzano i risultati commerciali in un’impresa vitivinicola.

C’è un aspetto della vita aziendale che si tende a considerare talmente implicito al punto da sottovalutarlo: sono le persone e il loro modo di pensare che mantengono in vita le aziende e non il contrario.

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Sviluppo slow ed autenticità per l'enoturismo

Confronto fra  turismo del vino in Chianti e Langa. I fenomeni di inquinamento turistico e culturale e le possibili strategie di successo indagati in una tesi del Master in Wine Colture, Communication and Management dell’Università di Pollenzo.

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Il presente articolo rappresenta un estratto della tesi di "Master in Wine Culture, Communication and Management" conseguito dall'autrice presso l'università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Chi fosse interessato alla versione integrale può contattare Alice   Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

1994 a Clavesana, i giorni dell'alluvione

La cantina sociale diventa presidio per i soccorsi e accoglie chi ha perso tutto

Ha lo sguardo fiero di chi nella vita guarda sempre avanti e con coraggio, Giovanni Bracco. E’ uno di quegli uomini di una volta, di quelli di cui forse hanno buttato via lo stampo: così serio e riservato che mentre lo guardi incute anche un po’ di soggezione. Ma quando gli chiedo di raccontarmi gli avvenimenti del 5 novembre 1994 colgo tutta la sua umanità nel dolore che per un istante, nonostante il tempo trascorso, gli attraversa ancora il volto e gli occhi, che all’improvviso diventano lucidi.

Classe 1949, Giovanni è nato a Clavesana. Appartiene visceralmente a questo lembo di terra, a queste colline, ai vigneti che le accarezzano con i loro filari pettinati, alle persone che qui sono vissute e che hanno dedicato la vita a coltivare questa parte di Langa.

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Come era il vino nel '68?

Ricordi di un enologo.

Mi diplomai alla Scuola Enologica di Alba nell’estate 1968. Ricordo, inevitabilmente, i miti, gli ideali e le speranze di quella stagione irripetibile. Crollati tutti, uno dopo l‘altro. Si iniziò vent’anni dopo con il muro di Berlino, poi venne il resto. Senza pietà. Nel Nord Vietnam, il famoso sentiero di Ho Chi Min, che infiammò il cuore di noi studenti, oggi è una moderna autostrada; lucenti autogrill sfornano in continuo hamburger e Coca Cola. Hanno fallito tutte le ricette del ‘68, forse erano infantili, seppur suggestive. “L’immaginazione” non è andata al potere, per nulla.

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Il “sistema Montefalco”

 

Il Presidente del Consorzio Tutela Vini Montefalco, Filippo Antonelli 

“L'Umbria Verde” decantata da Carducci è una terra da percorrere con lentezza, ricca di leggere colline, vigneti e oliveti secolari, rilievi montuosi, borghi medievali e fitti boschi impenetrabili. Non è però lambita dal mare e forse proprio questa sorta d’isolamento le ha consentito di conservare un’atmosfera fortemente ascetica e mistica.

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La vigna d'inverno: concorso di disegno

La rivista Millevigne e l’Associazione Albeisa indicono un concorso di disegno dal tema: “la vigna d’inverno”.

Il concorso è rivolto agli studenti dell’ultimo anno dei licei artistici e delle altre scuole dello stesso grado (licei, istituti tecnici).

Rosé Revolution

L’Italia del vino non conosce barriere, soprattutto se il vino è autoctono ed è rosé. Lo dimostra quella che nella zona di Bardolino hanno chiamato dal 2014 “Rosé revolution”, nome che, quattro anni dopo e fatte le debite distinzioni di contenuto, potrebbe calzare al Patto sottoscritto da cinque Consorzi italiani sotto il segno del Rosato...

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Tradizione e innovazione nel settore enologico

L’abuso dei termini “tradizione” e “innovazione” rischia di renderli categorie vuote prive di un contenuto davvero caratterizzante per la singola cantina e usate senza reale consapevolezza. Avventurarsi nei significati pratici di queste due parole permettere di comprendere quanto siano importanti per lo sviluppo dell’atteggiamento imprenditoriale e per il ricambio generazionale.

COSA SIGNIFICA INNOVAZIONE

Quando penso all’innovazione nel mondo del vino,...

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Recensioni

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Recensioni

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“Villa Scarabelli”: la scuola si fa… cantina!

Otto studenti dell’Istituto Agrario di Imola hanno presentato a Vinitaly il progetto “Villa Scarabelli”: un esempio vincente di alternanza scuola lavoro.

Per fortuna non sempre l’alternanza scuola lavoro in Italia è una chimera. Un esempio concreto è il sodalizio tra l’istituto Tecnico Agrario Scarabelli di Imola e il gruppo CEVICO di Lugo.

Il Tai rosso e le vigne del Palladio nei colli Berici

Estrema propaggine delle Prealpi proiettata nella pianura quasi a tentare di raggiungere i vicini Euganei, i Colli Berici costituiscono l’area paesaggisticamente più rilevante del vicentino a Sud del capoluogo. Alquanto differenti dai loro fratelli padovani, i Colli Berici sono mediamente più bassi, ma di aspetto più “alpino”, con gole e avvallamenti.

Asti e Moscato d'Asti, la lunga storia

Il vitigno Moscato è di antica origine, le prime citazioni con il nome Muscatellum appaiono nel secolo XIV e si devono a un gioielliere di casa Savoia, Giambattista Croce, i primi studi su un metodo “moderno” di produzione. In un testo del 1606 dal titolo “Della eccellenza e diversità dei vini che nella montagna di Torino si fanno” l’autore descrive le pratiche per la pulizia del mosto, evidenzia il ruolo dei travasi e delle filtrazioni ripetute, onde eliminare ulteriori impurità.

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IL “BARONE DI FERRO” E IL CHIANTI MODERNO

Continuiamo in questo numero la conversazione sulle vicende storiche del territorio chiantigiano col professor Zeffiro Ciuffoletti, ricercatore appassionato, nonché eclettico amante del vino e profondo conoscitore del gusto. Ci siamo lasciati agli inizi del Settecento, l’epoca del famoso bando granducale di Cosimo III de’ Medici, che costituisce il primo esempio di delimitazione di zona d'origine dei vini in Italia in chiave moderna.

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