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Viticoltura

Atomizzatori e controllo funzionale

Nei trattamenti fitosanitari il problema dell’inquinamento ambientale è particolarmente sentito. Grande importanza rivestono quindi tutte le operazioni di ottimizzazione delle macchine.

È ormai ben noto che il comparto agricolo, soprattutto negli ultimi anni, si sta ponendo diversi obiettivi atti a ridurre l’impatto ambientale delle diverse operazioni colturali. Nell’ambito viticolo i trattamenti fitosanitari risultano spesso essere i più impattanti, vista la pericolosità (ambientale, verso l’operatore e verso la popolazione in generale) dei principi attivi dei fitofarmaci.

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Forum nazionale vitivinicolo 2019

L’innovazione varietale è entrata massicciamente in viticoltura, con dinamiche e velocità superiori a quelle dell’impianto normativo. Quali sono le reali prospettive di impiego dei vitigni di ultima generazione resistenti alle malattie?

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Le alternative al glifosate

Il Glifosate è divenuto, suo malgrado, il simbolo del cambiamento che si vuole in agricoltura. Presentato per anni come l'agrofarmaco più sicuro, bassa tossicità per l'uomo, bassa penetrazione nel suolo e degradazione facile da parte dei batteri, oggi rappresenta un prodotto da evitare.

Lanciato nel 1974 da Monsanto (Rondoup) in UK e Malesia, arriva nel 1977 in Italia. Parliamo del Glifosate (o Glifosato), l'erbicida più utilizzato al mondo, sistemico non selettivo, che viene traslocato anche negli organi ipogei della pianta. Per questa capacità di eliminare i rizomi sotterranei (efficace ad esempio sulla gramigna nei vigneti che le lavorazioni meccaniche diffondono anziché contrastare) è usato anche in applicazioni non agricole (tipicamente lungo le massicciate delle ferrovie).

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Biostimolanti per una viticoltura smart

Una vasta categoria di composti, che comprende sia molecole che microrganismi, si è via via imposta nelle ordinarie pratiche agronomiche di nutrizione e stimolo del vigneto

Negli anni l’orientamento della politica agricola comunitaria ha ruotato intorno a parole chiave strategiche entrate poi nel calendario dei decisori, degli agricoltori e dei consumatori. Ci sono state la multifunzionalità, le agroenergie, l’ambiente e la sostenibilità. L’idea che si sta affermando nella definizione della nuova PAC 2021-2027 è quella di un’agricoltura smart.

“L’agricoltura smart è quella che punta sulla conoscenza, l’innovazione, la sicurezza alimentare, il ricambio generazionale, la prosperità per le zone rurali, l’uso diffuso dei dati, il contrasto dei cambiamenti climatici, la tutela dell’ambiente, la resilienza e un reddito equo per gli agricoltori. Smart è la parola che meglio identifica l’agricoltura del futuro.”

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Novità nella difesa biologica dei vigneti

Il mondo del bio si evolve, giustamente, e nuovi prodotti sono disponibili. Si ravvisa però a tratti una chiusura verso l’innovazione, che non deve prevalere, per il bene del settore.

Scrivevamo due anni fa su queste pagine, a proposito del fermento innovativo nell’ambito della difesa biologica, che “… sta influenzando in modo sorprendente anche la difesa integrata che, sempre più sprovvista di innovazioni tecniche, si trova ad attingere ora fiduciosa nel mondo della difesa biologica”. L’entusiasmo per il febbrile cambiamento in corso è ancora vivo e presente.

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Novità nella difesa integrata

Il Psr 2014-2020 contempla variazioni sostanziali nei disciplinari che normano la produzione integrata in viticoltura. Cambiano i prodotti ammessi e quindi le strategie di difesa.

I disciplinari di produzione integrata (Dpi) costituiscono un riferimento chiave e vincolante  per le aziende che aderiscono all’operazione 10.1.1 della sottomisura  10.1 del Psr. Essi  delineano in particolare dettaglio, oltre... 

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Sensori aerei o "proximal"?

Il rilevamento delle caratteristiche fisiologiche del vigneto è nato grazie alle opzioni offerte dall’aerofotogrammetria. Oggi però è possibile reperire i dati non solo dall’alto ma anche da terra, grazie a sensori ‘prossimali’ sempre più efficaci ed accessibili.

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I rimpiazzi delle viti mancanti

La diffusione di fitoplasmosi, come legno nero e flavescenza dorata, di svariate virosi e di agenti fungini in grado di colpire il legno, complesso dell’esca in primo luogo, impone la necessità di rimpiazzare le piante disseccate e, come metodo di lotta indiretta, di sostituire quelle ammalate, che rappresentano una fonte di inoculo da allontanare quanto prima dal vigneto.

Trascurare lo stato sanitario del vigneto non occupandosi delle piante affette da pericolose malattie croniche...

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Sarmenti da sfruttare

Non più solo scarto di potatura, ma utile biomassa legnosa. Vediamo cosa si può fare con i residui di potatura

La vite, così come molte colture arboree, richiede una attenta potatura invernale. Si tratta di una serie di interventi cesori che vanno a modificare l’habitus della pianta, e che vengono eseguiti seguendo la forma di allevamento con lo scopo di seguire diversi obiettivi:...

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Il killer evanescente a buon mercato

Un colloquio con Fabio Mencarelli sull’ozono e le sue più recenti applicazioni in viticoltura ed enologia.

Abbiamo raggiunto Fabio Mencarelli a casa sua in quel di Montemagno, un paesino nel Comune di Calci, in Provincia di Pisa, incastonato al centro del grande incendio che tra il 24 ed il 25 settembre scorso ha distrutto totalmente la vegetazione del Monte Serra. Una visione apocalittica di terra bruciata che nella sua drammaticità in quel frangente ci è risultata sinistramente evocativa.

L’Ozono è davvero un agente che fa “terra bruciata” oppure è una grande speranza che ci traghetterà verso un controllo innovativo dei microrganismi in viticoltura ed enologia? A questa e ad altre domande, alimentate certamente dalla suggestione del paesaggio post-apocalittico, abbiamo cercato di dare risposte durante l’intervista che vi proponiamo.

 

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Il genoma del Nebbiolo

*Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IPSP-CNR), Strada delle Cacce 73, Torino

La disponibilità di un genoma di riferimento nella vite ha fornito negli ultimi anni 10 anni un enorme impulso alla genetica e agli studi funzionali volti a comprendere in modo organico le interazioni di questa specie con l’ambiente. Tuttavia, l'uso di questo genoma (prodotto per altro da un genotipo autofecondato di Pinot noir, PN40024, e quindi relativamente lontano dal punto di vista genetico da una cultivar tradizionale) non riesce a coprire l’intera variabilità genetica della specie...

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Defogliazione? Sì, ma con criterio

La defogliazione del vigneto è una delle pratiche di potatura verde più controverse e più onerose. La meccanizzazione di precisione è però arrivata in aiuto del viticoltore...

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Varietà resistenti al debutto nel bicchiere

Le varietà di viti ottenute da incroci (in genere multipli) tra vite europea e altre specie di viti resistenti alle malattie cominciano anche in Italia a uscire dalla fase sperimentale. Riguardo al concetto di resistenza gli stessi costitutori raccomandano una certa cautela e consigliano di ridurre ma non abolire del tutto i trattamenti tradizionali, sia per prevenire l’insorgenza di ceppi di parassiti mutanti, sia per tenere sotto controllo altre malattie non controllate dai geni di resistenza come escoriosi e black rot...

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La concimazione autunnale della vite

Il ruolo fondamentale della sostanza organica.

La concimazione consiste nell'apporto al terreno di fertilizzanti, ossia di qualsiasi materiale organico o inorganico, naturale o di sintesi che, per il suo contenuto in elementi nutritivi o per le sue particolari caratteristiche chimiche, fisiche o biologiche contribuisce al nutrimento delle piante coltivate o al miglioramento della fertilità del terreno (Colapietra, 2004).

E' necessario porre molta attenzione alla concimazione, evitando di eccedere con lo scopo di ottenere una maggiore produzione, in quanto si rischia di ottenere squilibri vegetativi e carenze nutrizionali indotte (esempio carenza di potassio indotta da eccesso di azoto)...

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Preziosa acqua

Una risorsa che diventa sempre più strategica anche per la coltura della vite. E che è vietato sprecare.

Sotto la pioggia di questa umida primavera 2018 si rischia di dimenticare che solo l’anno scorso l’Italia e tutta l’Europa del Sud hanno vissuto una drammatica emergenza idrica. Per fortuna ci sono i dati a ricordarci che il cambiamento del clima è in atto, e che l’aumento di fenomeni estremi, tra i quali periodi di prolungata siccità, ne fanno parte.

Per questo anche nel Nord Italia l’irrigazione a goccia del vigneto è ormai stata sdoganata,...

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IL RUOLO QUALITATIVO DELL’AZOTO DALLA VIGNA ALL’UVA

La crescente attenzione verso ogni aspetto della filiera vitienologica in grado di influenzare le caratteristiche del vino ha imposto negli ultimi anni una rivalutazione di alcuni aspetti del processo di coltivazione della vite e di vinificazione. Nuove conoscenze sono state integrate con pratiche consolidate per comprendere il ruolo di variabili fondamentali del fare vino. Tra queste vi è il ruolo dell’azoto,...

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Cordone libero a speronatura totale

Il Cordone libero è un sistema di allevamento a cordone permanente e a chioma libera sviluppato in Italia presso l’Università di Bologna. Negli ultimi anni ha conosciuto una crescente diffusione sia per l’elevato grado di meccanizzazione che consente, associato a validi riscontri qualitativi, sia per la semplicità della sua struttura. Nonostante la superficie vitata investita a cordone libero rimanga largamente inferiore a quella delle controspalliere verticali,...

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Utilizzo in vigneto di lieviti inattivi

Avere uve equilibrate sia dal punto di vista della maturazione tecnologica che fenolica ed aromatica rappresenta uno dei principali obbiettivi perseguiti da agronomi ed enologi per la produzione di vini di qualità.

Il miglioramento genetico della vite e le nuove varietà

I professionisti che, negli istituti e nei centri di ricerca pubblici e privati, si occupano di sviluppare attraverso accurati programmi di ibridazione tutto il processo che porta alla valutazione e realizzazione di nuove varietà di vite migliorate geneticamente, si chiamano breeders e del loro lavoro e degli obiettivi più recenti del miglioramento genetico della vite ci parla Asia Khafizova...

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Forbici 2.0

 

Nell’ambito della gestione del vigneto, la fase della potatura invernale è sicuramente una delle operazioni cruciali, sia per l’importanza che per la tempistica. Questa operazione è infatti finalizzata a riequilibrare il carico di gemme della singola pianta, in relazione a molteplici aspetti (varietà, portinnesto, terreno, produzione richiesta, etc.).

Nello scorso numero abbiamo diffusamente parlato delle attrezzature per la potatura meccanizzata, sia integrale che con rifinitura manuale: si tratta di un’operazione che riduce notevolmente le tempistiche di intervento, ma è attuabile solo ed esclusivamente su forme di allevamento a potatura corta, come il cordone speronato.

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Futurama nei vigneti, il vignaiolo con le eliche!

Un’introduzione a volo radente sull’uso dei droni e di altre tecnologie di precisione in viticoltura. Identificare la viticoltura di precisione con le mappe di prescrizione è corretto?Se non c'è la mappa di prescrizione non è viticoltura di precisione. Nossignori, qui c'è un equivoco. La viticoltura di precisione si definisce tale sulla base dei risultati, non delle tecnologie applicate.

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Oidio difesa precoce

Erysiphe necator è l’agente causale del mal bianco, o oidio, della vite. Si tratta di un fungo epifita, in grado di invadere superficialmente tutti gli organi verdi della pianta, foglie e peduncoli, tralci erbacei e le varie parti del grappolo, ma che ne parassitizza solo le cellule epidermiche, attraverso strutture specializzate chiamate austori (Rossi et al., 2006). Gli austori sono rigonfiamenti delle ife all’interno del lume delle cellule vegetali che assorbono dalla cellula stessa gli elementi nutritivi necessari alla crescita del fungo. Inizialmente la presenza dell’austorio non compromette la vita della cellula, ma col tempo la cellula stessa muore e viene “abbandonata” dal fungo. Durante la fase parassitaria quindi il fungo sviluppa le proprie ife e differenzia le proprie strutture riproduttive sulla superficie vegetale, formando una colonia visibile a occhio nudo sotto forma di muffa polverulenta e biancastra.

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I lombrichi, preziosi alleati

L’importanza dell’attività degli anellidi per la salute dei terreni agricoli

Già Charles Darwin nel 1882, nel trattato La formazione della terra vegetale per l’azione dei lombrichi, con osservazioni intorno ai loro costumi, aveva messo in evidenza come i lombrichi siano estremamente importanti per la salute del suolo, sia per la loro azione nel ciclo del detrito e sulla struttura, sia per la loro notevole dimensione in termini di biomassa.

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