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Xylella dell'ulivo, non c'è più tempo!

La malattia avanza inesorabilmente verso nord lasciando dietro di sé un paesaggio di morte: migliaia di ulivi ridotti a scheletri, che il vento salentino sferza senza più provocare alcuno stormire di fronde. Andreas März (nella foto) e la sua rivista di lingua tedesca, Merum, si schierano e finanziano una nuova ricerca. Pubblichiamo da Merum, per l'Italia, l'appello di Andreas (che è anche olivicoltore in Toscana) e la sua intervista a Giovanni Melcarne, agronomo e olivicoltore, quasi un "uomo solo contro la Xylella".

L’APPELLO DI MERUM

Sfortunatamente, non c'è ragione per sperare che la Xylella si accontenti degli oliveti della Puglia. Tutti gli ulivi, a parte le due varietà resistenti conosciute, sono in pericolo. Xylella non è un problema pugliese, ma mondiale! Ogni giorno è prezioso: prima saranno disponibili varietà immuni, e prima sarà possibile assicurare continuità all’olivicoltura. Giovanni Melcarne e i ricercatori del ISPS / CNR (Istituto per la Protezione delle Piante Sostenibile, CNR) hanno raccolto 40.000 noccioli di olive. Ognuno di questi semi ha il suo codice genetico, nessuno uguale all'altro. Da ciascun seme germinato sarà ottenuto un semenzale, che verrà poi testato per l'immunità alla malattia e l'idoneità produttiva. 40.000 opportunità per nuove varietà di olive, che la malattia non può danneggiare. Per coltivare le piantine gli scienziati hanno bisogno di una serra adatta. Dovrebbe essere di 80 metri quadrati. Poiché lo stato mette a disposizione poco denaro per la ricerca su Xylella, passerà del tempo prezioso prima che possa iniziare la riproduzione. Ma non abbiamo tempo!

Ecco perché Merum sostiene CNR e Giovanni Melcarne assumendosi i costi della serra: 20.000 euro. I soldi provengono dalla vendita delle bottiglie di degustazione inutilizzate della Merum Selezione (donate dal 1997 per buone cause: 118 167, - Euro), dalle donazioni dei lettori di Merum e dalle tasche della stessa redazione. Se i lettori vogliono partecipare all'azione, sarebbe fantastico! Qualsiasi importo è benvenuto e verrà trasmesso ai ricercatori di Xylella senza alcuna detrazione. Pubblicheremo volentieri i nomi delle aziende e delle persone che realizzano un futuro olivastro post-Xylella a Merum. Tutti i donatori sono pregati di contattare Andreas März (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.). I donatori saranno informati individualmente via e-mail in merito ai progressi e ai risultati, i lettori nei prossimi numeri di Merum.

La malattia invincibile dell’olivo: uno contro la Xylella

di Andreas März (da Merum© )

Giovanni Melcarne - agronomo, olivicoltore e frantoiano - è uno dei combattenti più impegnati e meglio informati contro il batterio Xylella. Come co-fondatore del Comitato spontaneo di Produttori Voce dell'Ulivo cerca di incoraggiare i politici ad attività sempre più mirate, informa il pubblico, sensibilizza gli agricoltori e lavora a stretto contatto con i ricercatori dell'ISPS / CNR (Istituto per la protezione Sostenibile delle Piante Consiglio Nazionale delle Ricerche) a Bari. Andreas März ha visitato Giovanni Melcarne a Gagliano del Capo, nell'estremo sud della Puglia. Con lui ha vagato nelle campagne della penisola salentina fino a pochi anni fa ombreggiate da olivi secolari, oggi spoglia. Contro lo sconvolgente sfondo degli alberi morenti, Melcarne ha parlato della sua disperata lotta per un futuro olivicolo dopo-catastrofe.

Guida il suo piccolo fuoristrada troppo velocemente sulle strade strette e piene di bucche del sud del Salento. Il forte vento dal mare scuote il veicolo. Il fatto che sia quasi ininterrottamente al telefono non contribuisce molto al benessere del suo passeggero.

Di tanto in tanto, quando non è impegnato con il suo cellulare, Melcarne indica un ulivo: "Questo è stato potato dal proprietario l'anno scorso, è inutile, tanto va bene solo come legna da ardere.” “E questo uliveto lì, vedi?” Posso vedere solo alcuni rami con foglie secche su enormi alberi. "Sono della cultivar Ogliarola, sono malati, moriranno l'anno prossimo."

Ci avviciniamo a Gallipoli, dove tutto è iniziato. In effetti, gli oliveti qui sono dei veri cimiteri. Non un solo sopravvissuto! Ancora le radici spingono delle corone di verdi polloni fuori dalla terra, nel loro centro i possenti scheletri di legno morto.

A destra della strada, una piantagione con alberi completamente intatti! Quindi c'è un antidoto? Melcarne: "No, quello è Leccino. La varietà toscana viene attaccata, ma non mostra sintomi e sopravvive." All’improviso gesticola in un’altra direzione, vedo un germoglio verde che emerge da un muro di pietra: "Vedi quello? E’ un selvatico, cresciuto da un’oliva. Sano! Questa pianta è già nel nostro programma di test!" Sembra conoscere ogni uliveto, ogni pianta personalmente in questa parte della Puglia. Quasi ossessionato, raccoglie tutto ciò che non è stato ancora ucciso dal batterio Xylella e lo porta al laboratorio di ricerca di Bari.

Dal 2013 la malattia pericolosa e incurabile ha intrapreso il suo devastante lavoro. Ma solo poche menti chiare sono consapevoli della portata della minaccia. L'ordine di abbattere gli alberi infestati e i loro vicini non viene quasi mai osservato. Ambientalisti, populisti, pubblici ministeri e politici locali poco informati ostacolano misure drastiche. Invece di arginare la malattia, le è stato permesso di migrare sempre più a nord, e addirittura si indagano coloro che vogliono fermare la malattia. Come se fossero loro e non la Xylella la minaccia per gli ulivi.

L'unica speranza rimasta è che il batterio, che è già avanzato a nord oltre Brindisi, si fermi spontaneamente. Sfortunatamente, è una speranza infondata. Non c'è nulla che faccia pensare a un argine contro una catastrofe che presto potrà arrivare ben oltre la Puglia.

Puglia meridionale, olio lampante?

Merum: Giovanni, la parte meridionale della Puglia produce molto olio d'oliva. Tuttavia si dice che i produttori del Salento producano principalmente olio lampante. È corretto?

Melcarne: "Gran parte dell'olio prodotto nel Salento da olive raccolte direttamente dall'albero viene consumato localmente come olio extravergine di oliva. Ogni famiglia consuma circa 200 litri all'anno. La maggior parte dei produttori qui sono piccoli e l'olio prodotto nel nostro oleificio è posseduto al 98% da olivicoltori. Poi ci sono anche grandi produttori, che raccolgono una parte delle olive dall'albero, una parte del terreno per l'olio lampante. I grandi alberi secolari delle cultivar Cellina e Ogliarola - alcuni dei quali hanno 2000 anni - producono piccole olive che non possono essere completamente raccolte dall'albero. Anche se in autunno si passano gli alberi tre volte con lo scuotitore, non cascano più del 40% delle olive, il 60% non si stacca e successivamente le olive cadono per terra, dove vengono raccolte con macchine e trasformate in olio lampante. Le olive delle varietà con frutti più grandi come Leccino, Coratina o Frantoio, tuttavia, possono essere completamente raccolte dall'albero ".

Merum: Capisco che da alberi enormi è difficile raccogliere. Perché non intervenire con una potatura drastica?

Melcarne: "Alcuni olivicoltori hanno cercato di ridurre la vigorosa Ogliarola per poter raccogliere tutte le olive dall'albero. Questo non funziona perché l'albero reagisce con produzione incontrollabile di chioma verde. Tuttavia, c'è un miglioramento di qualità: se il rapporto tra lampante ed extravergine 20 anni fa era ancora 10 a 90, oggi potremmo essere ad un rapporto di 40:60 ".

Merum: come sono i prezzi dell’olio in questa zona?

Melcarne: "Vendiamo il nostro olio di qualità al cliente privato per otto euro al litro. Tuttavia, non è abbastanza, dovremo alzare un po' i prezzi. Biologico e DOP, così come i monovarietali, costano di più, circa dodici euro al litro. Abbiamo iniziato con l'olio di Leccino in purezza perché dobbiamo abituare lentamente il mercato alle varietà resistenti alla Xylella. Sfortunatamente, non ho ancora un olio Favolosa monocoltivar.

Olivi pietosi

Merum: Venendo qua, ho visto molti alberi pesantemente tagliati, altri sono in cattivo stato, con rami parzialmente secchi.

Melcarne: "Questi sono tutti alberi malati. Gli agricoltori hanno perso il loro coraggio. Hanno provato di tutto per salvare gli alberi, con potature forti, facendo trattamenti con rame e calce e varie ricette dei numerosi ciarlatani che vagano per il Salento. Gli agricoltori hanno esaurito la loro fiducia e il loro denaro. Alcuni si rifiutano di andare in campagna perché non sopportano la vista degli alberi morenti. "

Merum: Fai molto nella lotta contro il batterio. Ma perché devi farlo come privato e non con l'aiuto di enti pubblici?

Melcarne: "I ricercatori del CNR a Bari stanno lavorando con professionisti come me. Loro sono ricercatori molto coscienziosi che non omettono nessuna opzione possibile o impossibile. Negli ultimi due anni ho percorso 350.000 chilometri in auto a mie spese a visitare le piantagioni Leccino, in particolare quelle nelle immediate vicinanze con la varietà Ogliarola. Infatti, il Leccino potrebbe ora essere ufficialmente classificato come resistente. Allo stesso modo ho trovato in piena zona di insediamento della Xylella sulla costa ionica piante di Kalamata e Favolosa, oltre a Leccino, accanto a Ogliarola. Mentre Favolosa è resistente, Kalamata esprime sintomi, come Frantoio, Cima di Melfi e Nociara. Meno sensibili di Ogliarola, ma non resistenti".

Tollerante? Resistente? Immune?

Merum: Come definisci la resistenza?

Melcarne: "C'è una distinzione tra tollerante, resistente e immune. Sebbene le varietà tolleranti possano essere infette, l’espressione dei sintomi è debole. Varietà tolleranti non se ne conoscono ancora. Le varietà resistenti, d'altra parte, rallentano la proliferazione dei batteri. Leccino è un esempio, con Favolosa lo sviluppo dei batteri è ancora più debole. Immune significa invece che i batteri nella pianta non possono moltiplicarsi. Logicamente, si stanno attualmente ricercando principalmente le varietà immuni. Al momento non ce ne sono."

Merum: Ma non abbiamo tempo ... Come si trovano rapidamente varietà resistenti o addirittura immuni?

Melcarne: "Ho messo a disposizione del CNR 12 ettari con 1000 alberi Ogliarola malati di Xylella. Nell'aprile 2016 sono stati innestati cinque marze su ogni albero: Ogliarola, Frantoio, Leccino e due varietà con comportamento di resistenza sconosciuta. Ci si può aspettare che Ogliarola muoia, Frantoio mostra lentamente danni, mentre Leccino rimane in salute. Interessanti sono le due varietà da esaminare, ad esempio Moraiolo e Pendolino. Rimangono verdi o muoiono? Ogni combinazione viene ripetuta cinque volte, quindi in totale ci sono 5.000 innesti. "

Merum: Sembra un metodo infallibile! Ci sono già i primi risultati?

Melcarne: "Le marze di Ogliarola raccolte in zone assolutamente sane e innestate qui hanno iniziato a morire dopo appena un anno. Per gli altri, dobbiamo aspettare e vedere cosa succede ".

Merum: In questo modo, le varietà resistenti possono essere scoperte in un tempo relativamente breve.

Melcarne: "Non solo! Con la sperimento in pieno campo possiamo anche capire se la tecnica dell’innesto delle varietà resistenti sull’albero malato funziona. Perché ciò significherebbe che potremmo innestare varietà resistenti direttamente sugli alberi millenari. "

Merum: Chi finanzia il tutto?

Melcarne: "Tutto pesa ancora sulle mie spalle, finora ho investito 70.000 euro in questa ricerca. Il sostegno pubblico per altri progetti agronomici, esperimenti con poltiglia bordolese, studi sul contenuto di humus, anche l'impianto di broccoli sotto gli ulivi ... Speriamo che prima o poi, anche il nostro progetto sia finanziato. "

Selvatici resistenti: forse il futuro!

Merum: Grazie alla tua ricerca, potremmo riuscire di trovare cultivar resistenti e forse immuni tra varietà già note e diffuse.

Melcarne: "Allo stesso tempo, c'è un altro progetto promettente in corso! Come sappiamo, tutte le varietà di olive provengono da un singolo seme, sempre da un incrocio tra una pianta madre e una pianta padre. Di quei selvatici con genomi sconosciuti ce ne sono molti nel Salento, anche nell’epicentro della malattia, a Gallipoli. Raccolgo centinaia di germogli di queste piante e li porto al dott. Donato Boscia del CNR di Bari. La sua squadra indaga sull'infestazione. Capisci? Poiché la malattia è ovunque con noi, esiste una selezione naturale di piante resistenti!

Merum: Ma gli incroci spontanei non sono a priori adatti alla produzione di olive.

Melcarne: "Pertanto, è ora di selezionare tra questi sopravvissuti quelli che sono adatti per la produzione di olive. Le piante a crescita eccessiva, quelle con frutti troppo piccoli o noccioli troppo grandi o non resistenti sono eliminati dalla selezione nella fase sperimentale. Abbiamo trovato 123 piante senza sintomi di malattia, tutti ulivi con frutti di medie dimensioni. Abbiamo innestato questi 123 incroci spontanei sugli alberi infestati meno di un anno fa. A 45 di loro finora non è stata rilevata alcuna contaminazione batterica! Sembrano essere immuni!"

Merum: È fantastico! Presto, quindi, si potrebbe fornire agli olivicoltori nuove varietà Xylella-resistenti?

Melcarne: "In primo luogo, queste 45 piantine dovranno essere propagate nella primavera del 2018. Sono testati per la loro idoneità produttiva e di nuovo per l'immunità. Dopo tutti i test, speriamo di avere almeno una o due piante rimaste non solo produttivamente interessanti, ma completamente immuni ".

Merum: Se questo succedesse, sarebbe un enorme successo!

Melcarne: "Sì, anche per la Puglia sarebbe fantastico essere i primi ad aver sviluppato uno o più ceppi anti-Xylella".

Merum: Quanto dobbiamo attendere i risultati?

Melcarne: In questo momento è disponibile solo il Leccino, la nuova, resistente varietà Favolosa deve ancora essere moltiplicata, da ottobre 2018 dovrebbe essere disponibile. Ci vuole un po' di tempo prima che la nostra ricerca possa fornire cultivar immuni per il trapianto".

Ecco perché dopo il fogliame muore anche il tronco

Merum: In che modo Xylella uccide gli alberi?

Melcarne: "Il batterio intasa i vasi dei rami, facendo seccare le foglie. Il ceppo soffre perché il fogliame non fornisce più nutrimento dalla fotosintesi. Ma ancora la radici spingono nuovi germogli grazie alle riserve accumulate, ma ancora e ancora le foglie seccano, fino a quando la pianta muore lentamente di fame".

Merum: Come sarà il Salento, modellato da enormi alberi millenari, domani? Sfortunatamente, non è rimasto nulla da salvare nel Sud della Puglia ma almeno gli alberi più a nord possono continuare a essere mantenuti vivi grazie all’innesto con varietà resistenti?

Melcarne: "Ogni anno l'albero forma nuovo xilema, un tessuto conduttore che fornisce ai germogli acqua e sostanze nutritive dalle radici. Ora dobbiamo chiarire se questo legno, nonostante l'infestazione di Xylella, ma grazie al funzionamento del fogliame funzionale può essere tenuto in vita. La nostra sperimentazione con innesti su alberi malati sembra dimostrare che funziona."

Merum: In realtà, le persone qui dovrebbero esserti estremamente grate.

Melcarne: "Non credi quanti nemici ho. Sembra pazzesco, ma alcuni ignoranti hanno persino strappato gli innesti durante la notte. Ho sempre combattuto le fantasie insostenibili, le tesi non scientifiche e i ciarlatani, ma non tutti lo apprezzano. "

Merum: Circolano le più diverse teorie sul perché la Xylella poteva diffondersi così rapidamente. Ad esempio, che il suolo e le piante sono indeboliti dagli erbicidi e dalla concimazione chimica.

Melcarne: "Non ha senso! Cito solo l'esempio di un uliveto biologico qua vicino, 30 ettari, nessun diserbante, nessun concime chimico, una grande biodiversità della flora spontanea, 6% di sostanza organica nel terreno, non c'è niente di meglio. L'intera area è stata completamente distrutta da Xylella! Accanto ad essa un uliveto con Leccino: nessun sintomo! "

Merum: Non si potrebbe magari sviluppare una spontanea malattia naturale del batterio, ad esempio un virus?

Melcarne: "Sfortunatamente non possiamo sperare in questo. Nella presunta patria del batterio, il Costa Rica, le possibili piante ospiti, specialmente il caffè, oggi sono senza sintomi. Tuttavia questo non perché la malattia è stata sconfitta, ma perché le specie sensibili sono scomparse. Il batterio ha portato con sé una selezione di ceppi resistenti."

Tre strategie per un futuro dopo Xylella

Merum: Quindi si selezionano cultivar resistenti tra le già note, si cercano individui immuni e si investiga sulla possibilità di preservare i vecchi alberi mediante l'innesto di materiale immune.

Melcarne: "I ricercatori del CNR stanno perseguendo anche molte altre tesi, come la capacità di curare gli alberi malati iniettando alcune sostanze".

Mentre parliamo, Giovanni Melcarne riceve le foto dei suoi lavoratori sul suo cellulare. Di notte, il forte vento nella sua particella sperimentale ha strappato alcuni innesti. È preoccupato e dice ai suoi di preservare i rametti in modo che possa mandarli al laboratorio. Vuole andare immediatamente a ispezionare la situazione e propone di continuare la conversazione in macchina.

Melcarne: "Anche se il metodo di innesto funzionasse, potremmo salvare non più del 2-3% degli alberi qui nel sud della Puglia."

Cosa dovrebbero fare gli olivicoltori adesso?

Merum: cosa viene consigliato ai proprietari di alberi malati? Cosa si deve fare? Estirpare e ripiantare? Aspettare?

Melcarne: "Questo è il problema, non ci sono ancora consigli ufficiali. Stiamo lavorando duramente per elaborare delle linee guida per gli agricoltori. Ma non ne sappiamo ancora abbastanza. "

Merum: Da quando esattamente Xylella è attiva?

Melcarne: "Da ottobre 2013 è chiaro che la morte degli ulivi è causata da questo batterio".

Merum: Una cosa è la situazione qui nel sud del Salento, dove non c'è più un albero sano, non c'è nulla da salvare qui. Ma come devono comportarsi gli olivicoltori più a nord quando scoprono un albero infestato nel loro uliveto?

Melcarne: "L'albero deve essere abbattuto il prima possibile! Altrimenti, attaccherà rapidamente l'intero ambiente. "

Merum: Dove si fermerà Xylella?

Melcarne: "Sono preoccupato che la produzione globale di olive sia in pericolo. A Cisternino sono state scoperte 190 nuove piante malate e presto ce ne saranno migliaia."

Merum: Cisternino? Tra Brindisi e Bari? Quindi la Xylella è già salita molto a nord!

Melcarne: "Per troppo tempo abbiamo giocato con il fuoco! La nostra associazione Voce dell'Ulivo si impegna al massimo per l'educazione, contro le tesi non scientifiche e per limitare la diffusione della malattia. Esiste un protocollo internazionale per trattare casi simili, affermando che gli ulivi infestati devono essere eliminati immediatamente. Avevamo cercato di far rispettare questa regole base quando la malattia era ancora a Gallipoli e si diffondeva da lì. Ma non ci siamo riusciti. Oggi, Xylella è alle porte di Bari!"

Dopo la conversazione con Giovanni Melcarne, da Gallipoli vado verso nord, in direzione Bari. Dove tre o quattro anni fa maestosi giganti verdi modellavano il paesaggio, oggi, chilometro dopo chilometro, a sinistra e a destra della strada, solo scheletri. Non voglio neanche immaginarmi che la malattia possa arrivare ad Andria tra qualche anno, perché, purtroppo, la Coratina del nord Barese non è meno suscettibile alla malattia dell'Ogliarola.

Cosa succede se il vettore del batterio, un piccolo insetto, attaccato a qualche scarpa o pantalone in una macchina, arriva in Toscana e infetta un albero di Moraiolo? Al momento non esiste una teoria scientifica che possa screditare questo terribile scenario come improbabile.

Xylella ci riguarda tutti

Sfortunatamente, non c'è motivo per sperare che questo batterio non compaia presto fuori dalla Puglia. Tutti gli ulivi, con l’eccezione delle due cultivar resistenti conosciute, sono in pericolo. Xylella non è un problema pugliese, Xylella è un problema globale!

le foto sono di Merum©

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