Giugno 2024

IRRESISTIBILE PIWI, buona la prima

La prima fiera mercato dei vini da varietà PIWI in Italia è stata un momento interessante e piacevole di incontro, scambio e conoscenza. Come è andata.

IRRESISTIBILE PIWI, buona la prima

di Alessandra Biondi Bartolini

 

GUARDA L’INTERVISTA A IGOR  BONVENTO E A LUCA DE PALMA

Sono 36 le varietà resistenti alle malattie iscritte al Registro nazionale delle varietà di uva da vino, alcune già abbastanza rodate, altre nuove e altre ancora nuovissime: dei vitigni PIWI si parla molto, il vantaggio della loro coltivazione in termini di riduzione negli interventi di difesa è indiscutibile, i centri di ricerca pubblici e privati ne sviluppano e sperimentano sempre di nuovi, alcuni produttori li stanno inserendo nei loro vigneti, i vini crescono progressivamente in qualità, ma di fatto sono pochi coloro che possono dire di conoscerne le caratteristiche e le interpretazioni o di averne assaggiati molti.

IRRESISTIBILE PIWI, la prima fiera-mercato dei vini PIWI in Italia organizzata il 24 e 25 maggio scorsi a Verona Fiere da Igor Bonvento e Luca De Palma, nasce proprio con lo scopo di dare una casa comune a produttori, wine lovers, esperti, costitutori di nuove varietà, fornitori di servizi per il vigneto: un luogo di incontro per conoscere questi nuovi vini, chi ha ottenuto le varietà resistenti nell’attività di breeding e chi li ha inseriti nei suoi vigneti.

Perchè una fiera proprio adesso? A rispondere è Luca De Palma: “Questi sono anni di grande curiosità nei quali anche i produttori cercano di essere un po’ anarchici e sperimentano molto, e sono anche anni di cambiamento: è in corso il cambiamento climatico, ma nelle aziende si assiste anche a un importante cambio generazionale e i produttori delle nuove generazioni sono alla ricerca di novità concrete, soprattutto sul fronte della sostenibilità. I PIWI sono una risposta attuale e sicura a questa ricerca, che non si limita a una parola di marketing. E dall’altra parte ci sono i consumatori più giovani, anche loro alla ricerca di gusti nuovi e di sostenibilità. Questo è il momento per farli incontrare”.

La prima edizione di IRRESISTIBILE PIWI è stato quindi un esperimento di ibridazione tra produttori e consumatori, aspetti tecnici e degustazione, che possiamo dire ben riuscito e che ha visto visitatori e produttori che hanno assaggiato insieme i vini (spesso uno i vini dell’altro in uno spirito di scambio di esperienze che rende gli eventi utili e arricchenti anche al di là dei risultati commerciali). Ma ci sono stati anche tanti incontri e seminari nei quali si è parlato di biodiversità e sostenibilità e le degustazioni tecniche a cura dei costitutori delle nuove varietà come i Vivai Cooperativi Rauscedo e il Consorzio Innovazione Vite CiVIT costituito dai Vivaisti trentini e dalla Fondazione Edmund Mach.

Tra gli stand anche i piccoli produttori artigianali che hanno conservato la tradizione dei cosiddetti ibridi produttori diretti, le varietà ibride di prima generazione. Ed è stata quindi anche l’occasione di conoscere e assaggiare quei  “vini proibiti”, il Clintòn, l’Isabella, il Concorde, il Bacò, che i membri dell’Associazione del Clinto de Marca di Fontigo (TV)  hanno fatto sopravvivere, raccolto e conservato quasi in clandestinità, ma che sono antenati delle varietà PIWI attuali e hanno alle loro spalle  un a storia interessantissima che merita di essere rispettata e raccontata (lo faremo), come lo meritano tutti gli antenati che hanno vissuto esperienze di guerra e di confino.

La manifestazione ha inoltre ospitato  la prima assemblea di PIWI Italia, costituitasi nel novembre scorso con lo scopo di promuovere e valorizzare la conoscenza e la diffusione delle varietà resistenti nelle regioni italiane, nella quale è intervenuto, oltre al presidente Marco Stefanini, Responsabile del Dipartimento di Genetica della Vite e Miglioramento Genetico della Fondazione Edmund Mach, anche Alexander Morandell presidente di PIWI International.