Di Cinzia Montagna
Si parla anche di vino nel libro “La ricetta dell’incanto – Leggende, rituali e simboli dell’alimentazione” scritto da Francesco Boer e Fabio Bortesi e pubblicato lo scorso settembre da Wudz Edizioni, Arezzo/ Milano. Se ne parla nel capitolo dedicato al vino, ma l’argomento torna, per esempio, nelle pagine in cui gli autori prendono in considerazione la birra e analizzano il confronto fra vino e birra nell’immaginario comune, nobile ed elegante il primo, più pop la seconda; una percezione quasi stereotipo che storia e fatti presentati da Boer e Bortesi riconducono nella corretta dimensione. Il libro scorre nelle sue 264 pagine collegando antropologia, folklore, mitologia, pratiche di coltivazione e di lavorazione, storia dell’alimentazione, superstizione e scienza. È un libro di contenuto culturale, ma scritto con stile e scelta dei termini che lo rendono divulgativo e a tutti comprensibile. I riferimenti ai miti, sia europei sia di altre aree, sono sempre presentati in combinazione con la sintesi del mito stesso, un ripasso per chi già ne è a conoscenza, uno strumento indispensabile per chi lo ignora.
“Vino e civiltà sono nemici e amanti”, scrivono gli autori a pagina 79, e , poco oltre, “il vino è una bevanda psichica”. Il rapporto di amore e odio fra vino e umanità è introdotto ed esemplificato dal riferimento ai Baccanali, le feste in onore del dio del vino, Bacco, derivate da quelle greche in onore di Dioniso. Sfrenati e orgiastici, i Bacchanalia furono oggetto di uno specifico decreto di divieto emanato dal Senato di Roma nel 186 a.C. a causa dei livelli di incontrollabilità raggiunti dai partecipanti. Sullo sfondo dei Baccanali il culto dell’indigeno dio Libero, nomen omen. Malgrado il decreto, le feste continuarono a essere celebrate in modo clandestino in nome della natura selvaggia, indomabile, istintiva e della forza vitale stimolata dal consumo di vino. Anche la credenza che versare il vino per sbaglio porti fortuna ha una precisa origine rituale: nelle antiche offerte agli Dei, per ingraziarseli o in memoria degli antenati, il vino veniva versato sull’altare della divinità e la tavola imbandita di oggi è interpretabile come l’ara delle libagioni del culto. Gli autori approfondiscono poi il significato metaforico del modo di dire, diffuso soprattutto in Veneto, “un’ombra” di vino per indicare una quantità di vino versata nel bicchiere, ampliano il concetto di “bere responsabilmente” e introducono una visione etica dell’identità del vino correlata col territorio specifico di produzione e di utilizzo. Non mancano i riferimenti al Vino Santo e le citazioni del vino nella Bibbia, tutte ricondotte a specifici contesti storico – culturali.
Oltre al vino, il testo prende in considerazione il grano e il pane e le loro connessioni con la sacralità, affrontando il tema del lievito, ma anche del mulino, dei forni e delle forme del pane. Particolarmente illuminante il capitolo dedicato ai doni della terra, all’acqua, alla raccolta, alle erbe spontanee e all’analisi dei cosiddetti “frutti proibiti”, in primis la mela. Ulivo e olio, latte e uovo, miele e idromele, le carni, da quella del “sacro e immondo” maiale all’agnello, al pollo, al gallo, alla gallina e al pesce sono state studiati dagli autori del libro, che nei capitoli finali hanno affrontato pure i temi del collegamento fra sessualità e alimentazione, cottura dei cibi, trasformazione e conservazione, il senso di orgoglio per la cucina di territorio e di casa e l’ossimoro dell’ “esotico tradizionale”, esemplificato da mais, patate, pomodoro, peperone e riso.
Lettura istruttiva e piacevole, argomenti non sempre facili affrontati con evidente competenza ed equilibrio valutativo, il libro è un vero e proprio scrigno narrato di quei saperi sull’alimentazione che tutti dovremmo conoscere.

Francesco Boer, Fabio Bortesi
La ricetta dell’incanto
Leggende, rituali e simboli dell’alimentazione
Wudz Edizioni, Arezzo/Milano 2024
Euro 17,00

