Maggio 2024

La Sardegna si scopre frizzante

Si chiamano Nasco, Licronaxu e Nuragus e sono tra le varietà della biodiversità viticola della Sardegna recentemente valutate per dare vini spumanti unici e identitari.

La Sardegna si scopre frizzante

di Alessandra Biondi Bartolini

Con l’estate ormai alle porte la Sardegna si prepara a ospitare una serie di eventi importanti per il mondo del vino, l’enologia e la viticoltura, dal Congresso nazionale di Assoenologi a Cagliari alla fine di maggio, al Convegno nazionale di Viticoltura CONAVI ad Alghero dall’11 al 13 giugno, fino al Concours Mondial de Bruxelles, che si terrà dal 3 al 5 luglio ancora ad Alghero. E non è un caso se la sessione sarda del prestigioso concorso enologico internazionale sarà quella dedicata ai vini effervescenti, in quanto è proprio a questa categoria che l’enologia di questa Regione sta guardando con interesse ormai da alcuni anni.

La rivoluzione delle bollicine sarde, se possiamo chiamarla così, nasce dall’esigenza di proporre una bolla autoctona ai tanti turisti e visitatori che, per le occasioni di consumo estivo e le nuove tendenze culinarie, cercano questa tipologia che negli ultimi anni, a differenza dei vini fermi e in particolare dei rossi, ha evidenziato trend di mercato positivi e interessanti.

Per dare identità al nuovo spumante i produttori sardi si sono rivolti al ricchissimo patrimonio ampelografico regionale e hanno investito nello studio di quelli tra i vitigni minori, alcuni relitti e quasi del tutto abbandonati, altri come il Nasco più diffusi ma utilizzati con altre finalità, che potessero dare i migliori risultati nella spumantizzazione con metodo classico o in autoclave.

 Lo strumento scelto è stato quello del progetto cluster, che sostiene le imprese che si riuniscono per sviluppare innovazione con il supporto degli enti di ricerca regionali, ricavandone un vantaggio competitivo per il loro business.

Nel progetto AKINAS SPINOV, acronimo in lingua sarda di Antigas Kastas de Ide pro Novas Arratzas de Inu de Sardinna e cioè in italiano di Spumanti INnovativi Ottenuti da Vitigni autoctoni, conclusosi nel 2019, le aziende sarde hanno lavorato insieme all’agenzia AGRIS e a Sardegna Ricerche per rispondere alle esigenze della filiera e dare indicazioni sull’attitudine delle varietà dell’isola a produrre vini spumanti.

Il recupero, la descrizione e la registrazione dei vitigni autoctoni della Sardegna, dopo alcuni decenni di stallo, è ripreso con energia e interesse da parte delle aziende già da prima del progetto AKINAS e ha portato negli ultimi anni all’inserimento nel Registro nazionale delle varietà di uva da vino di 32 varietà, molte delle quali rappresentano un unicum, presente solo in Sardegna o nel sistema sardo-corso.

Nei tre anni di attività del progetto le varietà identificate sono state monitorate in vigneto e successivamente le loro uve sono state vinificate e sottoposte a presa di spuma rispettivamente con metodo classico o in autoclave. Se ne sono così ottenuti per ogni varietà dei “vini prototipo”, alcuni dei quali, ottenuti da uve Nasco e Licronaxu o Lacconargiu, sono stati degustati in occasione della masterclass “Sardegna isola di biodiversità, vitigni unici per spumanti originali”, organizzata dalla Regione Sardegna il 16 aprile scorso a Vinitaly.

Nella pubblicazione che riporta i risultati del progetto ogni varietà è riportata in una scheda di presentazione delle caratteristiche delle uve, dei vini e dei loro profili dei composti volatili e dei loro precursori, con una particolare valutazione dei caratteri che rendono i diversi vitigni più o meno adatti all’uso nella spumantizzazione, come ad esempio l’epoca di maturazione, la presenza degli aromi varietali o i pH più o meno elevati.

Uno strumento utile per i produttori, molti dei quali stanno già percorrendo con successo la strada della produzione dei vini spumanti di qualità, interpretando in modo originale le uve della biodiversità sarda, come nel caso degli spumanti metodo classico e in autoclave ottenuti dalle uve di Cannonau, Torbato, Vermentino e Nuragus, proposti nella degustazione di Vinitaly dalle aziende Surrau, Castiadas, Sella e Mosca, Santa Maria La Palma, Li Seddi e Argiolas.