Febbraio 2024

L’Alta Langa pensa al Pinot Meunier

Attualità e prospettive nel progetto della Cantina Enrico Serafino

L’Alta Langa pensa al Pinot Meunier

Lorenzo Tablino

Alta Langa DOCG è lo spumante classico per eccellenza del Piemonte, erede della grande tradizione spumatistica che vide nella seconda metà dell’Ottocento affermarsi a Canelli la produzione delle bollicine “Made in Italy”.

Oggi Alta Langa DOCG è coinvolto in un interessante progetto, ricco di poliedriche valenze tecniche, paesaggistiche ed economiche, ideato dalla cantina Enrico Serafino con sede a Canale (CN).

Si tratta dell’iscrizione della varietà Pinot Meunier nell’Elenco delle varietà idonee alla coltivazione nella Regione Piemonte.  Di seguito i presupposti, i percorsi e gli obiettivi.

Il 4 dicembre scorso, nella sede storica di Enrico Serafino a Canale, è stato ufficialmente presentato il “Progetto sperimentale Enrico Serafino per l’ottenimento dell’iscrizione della varietà Pinot Meunier al catalogo viticolo regionale del Piemonte”, alla presenza dell’Assessore regionale Marco Protopapa e dell’Istituto di Istruzione Superiore di Stato Umberto I di Alba rappresentato della dirigente scolastica Antonella Germini. Sono anche intervenuti Andrea Cellino, funzionario regionale, Emanuele Fenocchio e Gianni Malerba.

Il Pinot Meunier, con i “fratelli” Pinot nero, Pinot bianco e Pinot grigio è una delle varietà più utilizzate per la produzione di spumanti metodo classico a livello mondiale, ma attualmente non è autorizzato in Piemonte. Come evidenzia Nico Conta (nella foto), CEO della Enrico Serafino, “Anche alla luce dello sviluppo della denominazione Alta Langa DOC, riservata esclusivamente al metodo classico, ci  sembra importante dare alla nostra regione un’ulteriore opportunità di sviluppo”.

Nico Conta

Si tratta di un progetto di lungo periodo, fortemente voluto da Kyle Krause, proprietario di Enrico Serafino.

In questo percorso Enrico Serafino ha coinvolto la Regione Piemonte, titolare delle competenze per quanto riguarda il catalogo viticolo e l’Istituto di Istruzione Superiore di Stato Umberto I di Alba, quale ente certificato di ricerca per la conduzione delle microvinificazioni sperimentali.

Nel suo intervento tecnico Andrea Cellino ha spiegato l’iter burocratico per l’iscrizione di un nuovo vitigno al catalogo viticolo regionale nel quale occorre valutare dei dati sperimentali per almeno tre campagne agrarie.

Gianni Malerba ha descritto i primi passi del processo di sperimentazione, raccontando che nel corso del 2023 sono stati individuati due siti, uno ad Alba a 150 m s.l.m con esposizione a Est, e uno a Cerretto Langhe a 520 m s.l.m. con esposizione a Ovest, entrambi già piantati a Pinot Nero. Il primo, localizzato nei vigneti dell’istituto Enologico, era già inserito all’inizi degli anni ‘90 nel progetto iniziale “Alta Langa”; il secondo è di proprietà della Enrico Serafino ed è iscritto alla DOCG Alta Langa.

Nel mese di giugno 2023 sono state innestate gemme di Pinot Meunier, clone Entav 865, provenienti dal vivaio francese Guillame, specializzato nelle selezioni della Champagne.  È seguito un intervento di Emaneule Fenocchio relativo alle numerose verifiche e confronti che saranno fatte a partire dalla primavera 2024 dal punto di vista della fenologia, le caratteristiche agronomiche di fertilità e peso dei grappoli, la produzione per ceppo e la maturazione delle uve.

Nelle successive tre vendemmie si svolgeranno le microvinificazioni sperimentali. Queste ultime verranno effettuate dall’Istituto Umberto I per la valutazione delle caratteristiche enologiche.

Il Pinot Meunier

Questo vitigno è oggetto di molte attenzioni nella zona della Champagne, anche a causa della sua reazione positiva al cambiamento climatico in termini di qualità delle uve. In questa denominazione la superficie ha ormai raggiunto lo Chardonnay con circa 10.600 ha. In Italia è poco presente (50 ha circa) poiché è autorizzato  solo nella Provincia di Trento e in Lombardia.  Si caratterizza per la presenza di peli bianchi sugli apici e foglie che sembrano impolverate di farina da cui il nome “Pinot del mugnaio”. L’andamento vegetativo è simile a quello del Pinot nero, ma il leggero ritardo sul germogliamento e l’abbondante peluria lo rendono più resistente alle gelate primaverili.

L’enologo Paolo Giacosa, ha effettuato alcune ricerche sul quadro aromatico delle uve e dei mosti dei Pinot Meunier nei quali si evidenziano note sensoriali agrumate e fruttate, mentre i vini presentano una buona consistenza sia alla vista che al gusto.

Enrico Serafino: uno sguardo rivolto al futuro e gli obiettivi del Presidente Nico Conta

“La cantina, produttrice di metodo classico dal 1878, ha sempre avuto uno spirito pionieristico e innovatore, come dimostra la sua partecipazione nel lontano 1994 al progetto sperimentale “Alta Langa” ci spiega Nico Conta, Presidente e Amministratore Delegato di Enrico Serafino.

“Con ottimi risultati a livello aziendale: che vanno dal primo Pas Dosé della denominazione, lo Zero 2004, sino alla prima cuvée ad Affinamento Estremo, lo Zero 140 annata 2005. Ad oggi le Cuvée in assortimento sono otto e nel 2024 vedrà la luce la nona sperimentazione.  Sul piano viticolo occorre rimarcare la scelta di operare su oltre 50 parcelle in 41 vigneti di 16 comuni differenti. La distanza tra le parcelle è di 58 km nella direttrice Est-Ovest e 28 km in quella Nord-Sud, con una differenza altimetrica di

oltre 400 metri.  Infatti si va dai 683 metri s.l.m. nel comune di Prunetto in Alta val Bormida, ai 260 m s.l.m. nel comune di Alba.  Questa variabilità permette di ottenere uve diverse tra loro ma sempre complementari per la definizione ed esaltazione delle proprie nove cuvée Metodo Classico, esclusivamente Alta Langa DOCG, attualmente disponibili sul mercato.  Il nostro progetto Pinot Meunier riflette questa filosofia e avrà ricadute positive su tutta la filiera produttiva”.