Maggio 2026

Letti per voi: Vitigni rari italiani

È uscito il sesto volume realizzato dagli infaticabili ricercatori di  G.R.A.S.P.O. (Gruppo di Ricerca Ampelografica per la Salvaguardia e Preservazione dell’Originalità viticola)

Letti per voi: Vitigni rari italiani

Elisabetta Tosi

Andare a caccia di vitigni dimenticati, quasi scomparsi, vitigni reliquia, rari o comunque si voglia , non è semplicemente il tentativo di riappropriarsi di un patrimonio unico e inimitabile, né un semplice – per quanto importante – progetto di studio. E’ anche l’incontro con chi questo patrimonio l’ha curato e difeso per anni,  il più delle volte ignorando di star proteggendo un autentico tesoro.

È a questi custodi e ai loro protetti, i vitigni rari, che è dedicato il sesto volume realizzato dagli infaticabili ricercatori di  G.R.A.S.P.O. (Gruppo di Ricerca Ampelografica per la Salvaguardia e Preservazione dell’Originalità viticola). Presentato anche nel corso dell’ultimo Vinitaly, “Vitigni Rari Italiani. Storie di Patriarchi, Profeti ed Eroi” in realtà non è, a dispetto del titolo, semplicemente un’ode a chi, nel tempo, è riuscito a far sopravvivere uve che tempi e mode avrebbero volentieri condannato all’estinzione perché considerata non funzionali o abbastanza interessanti per il mercati del momento. E’, come le precedenti, un’opera di rigorosa  divulgazione scientifica, dove si dimostra una volta di più che ogni vitigno non è solo una pianta con una identità precisa, è un “atlante di memorie” (come dice lo stesso ministro Francesco Lollobrigida nella prefazione). E’ anche una monumentale  opera corale che ha coinvolto decine di esperti, Università italiane e centri di ricerca, come spiega l’enologo Aldo Lorenzoni,  ideatore e coordinatore dell’intera produzione editoriale del gruppo: “Alla luce del grande lavoro di ricerca fatto in questi anni, abbiamo  maturato la decisione di realizzare una nuova pubblicazione che facesse sintesi della ricca biodiversità viticola in Italia e dello stato della ricerca sul fronte dell’identità genetica non solo dei vitigni più noti, ma di tutta la ricca biodiversità viticola Italiana.”

Questa ultima fatica perciò si è concentrata in particolare sulle ricerche genetiche: oggi infatti lo studio del DNA è il miglior strumento non solo per accertare l’identità genetica di ogni singola cultivar, ma anche per ricostruirne la storia lungo i  secoli, arrivando a tracciare anche il suo albero genealogico. E non sono poche le sorprese che queste analisi possono riservare, al punto che alla luce delle nuove informazioni si potrebbe (dovrebbe?) anche  riscrivere la storia di molti territori viticoli.

Protagonisti di questo libro, perciò, sono tre categorie: Patriarchi, Profeti ed Eroi. I primi sono i fondatori: vitigni da cui sono poi derivati , durante i secoli, migliaia di altre varietà; i secondi sono invece uomini curiosi e appassionati – ampelografi, scienziati, ricercatori – che nel tempo hanno saputo far progredire la scienza, individuando e spesso tracciando nuovi percorsi da seguire. Infine ci sono gli eroi: i produttori  custodi dei vitigni rari, protettori ed eredi  di culture (e colture) locali che sono riusciti a trasmettere fino ai giorni nostri, salvaguardando spesso senza saperlo importanti tasselli di una biodiversità viticola che oggi ci appare fortemente ridotta.

In oltre 300 pagine e 28 capitoli si descrive un viaggio da Nord a Sud che tocca tutte le regioni italiane, raccontando di uve, territori, colture e del lavoro fatto dai tanti ampelografi italiani per identificare e preservare questi vitigni. Uve che anche oggi, dove è possibile, continuano ad aver  bisogno di eroi, cioè di  aziende pronte a valorizzarli. Perché, come si legge nel testo, “la vera sostenibilità in vigna parte dalla tutela e dalla  salvaguardia della biodiversità viticola di ogni territorio”.

Il libro riporta anche   L’origine dei vitigni piemontesi,    articolo   pubblicato su Millevigne  di giugno 2021

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