Vigneto di Aglianico a Paternopoli (Av) – Fonte foto: Fomet
I parametri più comuni per valutare l’aspetto qualitativo delle uve da vino sono storicamente due: il grado zuccherino, misurato in gradi Brix o Babo, e l’intensità colorante, misurata attraverso uno spettrofotometro. Ovviamente questi parametri andranno a influire sui mosti prima e successivamente sui vini per quanto riguarda il grado alcolico e l’intensità visiva del prodotto finito.
Da sempre è cruccio degli agricoltori migliorare tali parametri senza andare a inficiare il rapporto vegeto-produttivo delle viti con eccessive spinte azotate o con diradamenti importanti, che andrebbero a compromettere la quantità di uve prodotte e il reddito finale dell’agricoltore.
A tal proposito Fomet Spa ha testato un prodotto innovativo, Kappabrix® a base di carbonato di potassio, con estratto di acidi umici e alghe Ascophyllum Nodosum.
È stata effettuata una prova nel 2023 su Aglianico, clone VCR 7, su portinnesto 420A, a Paternopoli (AV), con quattro tesi:
- testimone non trattato (tesi 1),
- tesi trattata con Kappabrix® (tesi 2),
- altre due tesi trattate con due prodotti della concorrenza ampiamente utilizzati sul mercato (tesi 3 e 4).
Le applicazioni dei prodotti sono state effettuate il 23 agosto 2023 (stadio fenologico BBCH81, inizio invaiatura), il 4 settembre (stadio fenologico BBCH 83, invaiatura) ed infine il 16 settembre (stadio fenologico BBCH85, invaiatura completa). Nel caso di Kappabrix®, il prodotto è stato applicato alla dose di 5 kg/ha per intervento.
I rilievi in campo sono stati effettuati il 18 ottobre, nella fase di piena maturazione. È stato eseguito il campionamento delle uve da destinare alle analisi di laboratorio per la determinazione dei parametri della maturazione tecnologica e fenolica. Per ciascuna tesi sono stati raccolti tre campioni d’uva (circa 1.200 Kg), variando la posizione di prelievo sul lato della spalliera (esposizione al sole e all’ombra) e anche sul grappolo.
Fase di completa invaiatura dove è stata eseguita l’ultima applicazione – Fonte foto: Fomet
I risultati ottenuti, come si evince dai grafici sottostanti, mostrano come Kappabrix® (tesi 2) sia risultato più performante rispetto alle tesi trattate con i prodotti competitor e al testimone non trattato.
Rapporto Zuccheri/Acidità totale (Fonte: Fomet)
Le uve mostrano un rapporto zuccheri acidità/totale molto migliore, risultando più facilmente vinificabili e dando luogo a vini più rotondi.
Contributo dei Tannini dei vinaccioli (Mp) % (Fonte: Fomet)
Anche il contributo dei tannini dei vinaccioli è minimo, permettendo al vino di essere meno aspro e con sentori vegetali, ed avendo meno bisogno di affinamento per la maturazione dei tannini, essendo quelli dei vinaccioli i più difficili da integrare nel profilo sensoriale del vino.

APA (azoto prontamente assimilabile) mg/l (Fonte: Fomet)
Anche l’azoto prontamente assimilabile risulta migliore, permettendo partenze di fermentazione rapida, minimizzando il rischio di arresti fermentativi e risparmiando su aggiunte da effettuarsi successivamente in cantina con mannoproteine o diammonio fosfato.

Indice di maturazione (Godet) (Fonte: Fomet)
L’indice di maturazione, infine, sintesi estrema di tutte le analisi sopra riportate, dimostra inequivocabilmente che le uve risultano più mature dal punto di vista tecnologico e fenolico.
In conclusione, si può affermare come, anche in un’annata difficile come quella del 2023, Kappabrix® abbia contribuito a migliorare la qualità generale delle uve, avendo quindi mosti e vini più equilibrati e facilmente lavorabili a livello enologico.
Per tutte le informazioni in merito ai prodotti Fomet e alle prove svolte, visita il sito di Fomet.
La scheda tecnica di Kappabrix® può essere scaricata dal sito www.fomet.it

