A cura della redazione
Un numero che fotografa un settore in profonda trasformazione: tra cambiamento climatico, innovazione genetica, sostenibilità e nuove dinamiche di mercato, la viticoltura italiana si muove su un crinale sempre più complesso. Millevigne di giugno 2026 costruisce un racconto corale che intreccia ricerca scientifica, esperienze di campo e scenari internazionali, restituendo l’immagine di un comparto in evoluzione continua.
L’apertura: scienza, cittadinanza e formazione
Il numero si apre con l’editoriale della Segretaria Generale di Fondazione Diasorin Assunta Croce “People have the power: la scienza a scuola diventa democrazia” in cui si parla del legame tra il futuro della viticoltura e la cultura scientifica. La scuola, il metodo sperimentale e il dialogo con la ricerca emergono come strumenti chiave per affrontare le sfide del presente, dai cambiamenti climatici alla gestione dei dati.
VITICOLTURA
Tra i contributi centrali, “Ciliegiolo dalla terra al calice” analizza il vitigno toscano attraverso un progetto multidisciplinare: cinque aree della Maremma raccontano come suolo, clima e gestione influenzino il profilo sensoriale del vino. Ne emerge una visione dinamica del terroir, non come dato fisso ma come equilibrio variabile tra ambiente e annata.
Con “Gestire il suolo nei vigneti in pendenza tra conservazione e nuove tecnologie”, Sofia Matilde Luglio e Lorenzo Gagliardi affrontano uno dei nodi chiave del terreno su cui insistono tante vigne: erosione e perdita di fertilità. L’approccio conservativo – inerbimenti, pacciamature e robotica agraria – si configura come risposta concreta alla crisi climatica.
In “Sarà Famoso”, Riccardo Castaldi racconta la rinascita del Famoso romagnolo, varietà aromatica riscoperta. Un caso emblematico di come la biodiversità possa trasformarsi da limite commerciale a valore identitario.
La ricerca entra in vigneto con “Un nuovo strumento molecolare per la diagnosi rapida dei patogeni del legno”, che presenta l’uso della qPCR per individuare infezioni latenti e migliorare la prevenzione lungo la filiera vivaistica. Il contributo è di unteam di ricercatori di DISAFA e AGROINNOVA, Università degli studi di Torino.
Con “Il miglioramento genetico della vite tra PIWI, TEA e somacloni”, il numero apre uno dei dibattiti più attuali: come rendere la vite più resistente riducendo gli input chimici. Tra vitigni resistenti, genome editing e nuove normative europee, si delineano scenari ancora aperti ma decisivi.
Con tono critico e documentato, Maurizio Gily in “Biologico: avanti piano, quasi indietro” fotografa il rallentamento della viticoltura bio in Europa. Tra clima, nuovi parassiti, limiti sul rame e difficoltà economiche, emergono le contraddizioni di un modello che resta centrale ma sempre più complesso da applicare.
La rubrica “Due passi nella scienza” sintetizza alcune linee di ricerca:
- resistenza del Brettanomyces ai solfiti,
- effetti dell’inerbimento sulla qualità del suolo,
- ruolo della rotazione del bicchiere nella riduzione dei difetti olfattivi.
ENOLOGIA
Con “Oltre l’astringenza”, Davide Camoni riscopre i tannini come strumenti di precisione: non più solo struttura, ma controllo ossidativo, stabilità cromatica e gestione aromatica, soprattutto nei bianchi e nei rosati.
“Risparmio energetico e fermentazione alcolica” dimostra come l’ottimizzazione delle temperature e la scelta dei lieviti possano ridurre drasticamente i consumi senza compromettere la qualità, in linea con gli obiettivi di sostenibilità dell’OIV.
In “Tutto il meglio dalle uve bianche” Alessandra Biondi Bartolini concentra l’attenzione sulle fasi prefermentative: macerazioni, criomacerazione e controllo dell’ossidazione diventano strumenti decisivi per definire stile e qualità del vino.
Con “CO₂: scarto, pericolo e risorsa”, il gas della fermentazione viene analizzato sotto una triplice lente: sicurezza in cantina, impatto ambientale e opportunità di recupero e riutilizzo.
Innovazione e digitale
“Dati, visione e controllo: l’evoluzione del vino passa dalla trasformazione digitale” mette al centro il tema della governance dei dati: dalla business intelligence all’intelligenza artificiale, la cantina diventa sempre più un sistema integrato.
MERCATO E CULTURA
“Le fiere del vino: quali, come e perché” in questo articolo a libera lettura Lorenzo Biscontin offre una mappa aggiornata degli eventi internazionali, evidenziando la crescente competizione tra le fiere internazionali.
Con “Brasile: crescita reale e sfida strutturale”, Carlos Mayer analizza uno dei mercati emergenti più dinamici, tra opportunità di crescita e criticità strutturali.
“Come Sherlock Holmes: indagini sulla doppia elica della vite” Elisabetta Tosi intervista Intervista il genetista e ampelografo
Josè Vouillamoz, Premio Masi 2025.
Con la storia di copertina “Il vino che anche a scuola premia la qualità” si torna a parlare del rapporto giovani e agricoltura: quaranta elaborati realizzati dagli studenti del Liceo Artistico Angelo Morbelli di Casale Monferrato (AL) hanno convinto la giuria del Manifesto Città del Vino a istituire un premio aggiuntivo come riconoscimento del grande lavoro svolto.
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