Aprile 2024

Mindful drinking

Un progetto didattico dell’ONAV per il bere consapevole

Mindful drinking

Maurizio Gily

E’ stato presentato al Vinitaly un nuovo modulo didattico in tre lezioni che l’ONAV, Organizzazione Nazionale degli Assaggiatori di vino, proporrà nei prossimi mesi in alcune città a partire da Milano.  Il concetto non è nuovo: nel 2017 la psicologa Rosamund Dean in USA scrisse un trattato con questo titolo, “Mindful Drinking” espressione nata dall’incontro tra il principio della Mindfulness, ovvero della consapevolezza del momento presente che si raggiunge attraverso l’applicazione di tecniche di meditazione, e Drinking, ovvero il bere (una massima Zen dice: il tuo corpo sia sempre dove è la tua mente).

Il presidente dell’ONAV Vito Intini ha spiegato che all’attacco al vino delle campagne salutistiche è necessario replicare con una guida a un bere consapevole, non distratto, basato sull’uso corretto dei propri sensi perché questo comporta di per sé la moderazione. “L’assaggio del vino è un modo per scoprire meglio sé stessi e i propri sensi e dove ci si concentra sul momento presente, proprio come avviene durante la meditazione.”
Vincenzo Gerbi, docente di enologia e vicepresidente ONAV, ha ricordato che a livello chimico tra un vino iconico e un vino scadente la differenza compositiva può essere meno dell’1%: tutta la differenza sta in quella piccola frazione, aromi, polifenoli… La bevanda più complessa che conosciamo. La concentrazione nell’assaggio ci trasforma in atleta dei sensi, l’assaggiatore di vino diventa così “assaggiatore di vita”.
Alberto Martelli, pediatra,  ha sollevato il problema dell’abuso di alcol tra i minori e, senza condannare un consumo moderato, ha spiegato come il corso punti a coinvolgere genitori e nonni per aiutarli a educare i giovani a un consumo consapevole. “I giovani vogliono essere ascoltati e sono reattivi alle informazioni che ricevono. Lo hanno dimostrato nel periodo del COVID, i giovani sono stati i più attenti”. L’esercizio della consapevolezza di quello che si beve, come di quello che si mangia, è l’antidoto al “binge drinking” quanto al cibo spazzatura e/o consumato in eccesso.
Il corso si articolerà in tre lezioni, tenute dalla psicologa Chiara Ripamonti, dal Dottor Martelli, dal Professor Gerbi e dal presidente ONAV Intini.