Marzo 2026

Nasce Clima e vite, la nuova piattaforma online per gestire i rischi climatici

Uno strumento gratuito che mette a disposizione degli operatori del settore vitivinicolo una libreria di informazioni tecniche e scientifiche validate, aggiornate e organizzate in tempo reale per facilitare decisioni tempestive e consapevoli rispetto agli eventi estremi e alle criticità emergenti nei vigneti del Torinese

Nasce Clima e vite, la nuova piattaforma online per gestire i rischi climatici

Monica Massa

La nuova piattaforma digitale Clima e vite (climavite.to.camcom.it) è stata presentata  alla stampa   mercoledì 25 febbraio, a Torino, nel settecentesco Palazzo Birago di Borgaro sede della Camera di Commercio di Torino.  Si tratta di  uno strumento gratuito e ad accesso libero  che è stato pensato per dare un supporto agli agricoltori nella gestione del vigneto nel contesto mutevole  della crisi climatica e sempre più sfidante, a causa  di emergenze quali le fitopatologie, la siccità e gli eventi alluvionali.  La piattaforma è il risultato di un lavoro condiviso tra professionisti esperti del settore, con la supervisione scientifica del Dipartimento DISAFA dell’Università di Torino, il supporto  della Fondazione Dalmasso e  il coordinamento del Laboratorio Chimico della Camera di Commercio di Torino. “Grazie ad un approfondito lavoro di raccolta ed analisi dei dati ,  con il coordinamento del nostro Laboratorio Chimico e la collaborazione delle associazioni di categoria e di Vignaioli Piemontesi, forniamo alle imprese uno  strumento  che non dà  una indicazione previsionale, ma informazioni di supporto  per guidare nelle scelte  di gestione della vigna in base alla situazione climatica”  ha sottolineato Massimiliano Cipolletta, Presidente della Camera di commercio di Torino – Uno strumento che, con la costante supervisione scientifica dell’Università di Torino, incrocia ben 14 rischi climatici individuati sull’ambiente e sulla vite e fornisce oltre cento misure di adattamento per il breve e lungo periodo”.

“Come Laboratorio Chimico abbiamo messo a disposizione competenze e capacità di coordinamento per costruire un progetto realmente utile al territorio – spiega Bruno Mecca Cici, Presidente del Laboratorio Chimico Camera di Commercio Torino -. Il nostro ruolo è stato quello di fare sistema, guidando il lavoro dei partner e contribuendo alla nascita della piattaforma Clima e vite, che trasforma dati e conoscenze in uno strumento di gestione semplice e operativo per le imprese vitivinicole,. Abbiamo voluto fornire un servizio che sia in linea con le richieste delle associazioni di categoria, mettendo a disposizione le competenze e i dati raccolti per far capire alle aziende come interpretare e utilizzare al meglio le informazioni  e  sfruttarle in base alle proprie dinamiche.”

Silvia Guidoni del Dipartimento DISAFA dell’Università di Torino  evidenzia come  la piattaforma “sia pensata come uno strumento per tecnici o viticoltori evoluti,  che non dà  ricette né si sovrappone al lavoro dei tecnici, ma offre loro  strumenti   per l’aggiornamento continuo e il supporto nelle scelte gestionali in campo.  Clima e vite può anche essere vista come una forma consultabile  di una review bibliografica: consente la ricerca per parole chiave o per tipologia di rischio climatico o per periodo stagionale e propone   soluzioni sulla base di  esperienze maturate sul territorio e su dati disponibili. In molti casi le risposte che emergono dalla consultazione sono corredate da citazioni bibliografiche e/o, link a siti istituzionali, dove trovare dati e informazioni per l’approfondimento autonomo. Interessante anche la presenza di una colonna relativa agli indicatori per il monitoraggio dei danni. Clima e vite è un primo passo   in questo percorso, che è stato affrontato coinvolgendo con riunioni fiume i tecnici di tutte le  aree vitivinicole piemontesi, è un programma validato in crescita che  vogliamo ampliare oltre la provincia di Torino in cui è nato”.

Gian Luigi Orsolani, viticoltore e Presidente di Confagricoltura Torino,   ha sottolineato come uno strumento come Clima e Vite , completamente free,  è utilissimo per il produttore , che è sempre maggiormente in difficoltà per la sofferenza dei vigneti a causa del clima, dall’altro vanno tenuti presenti anche gli aspetti positivi legati alla migliore maturazione delle uve. ma ha anche ricordato che  le istituzioni devono intervenire , chiamando in causa la Regione che continua a non pronunciarsi in modo chiaro sulla questione  dell’irrigazione di soccorso.

La presentazione sommaria della piattaforma è  stata affidata  a Elena Massarenti, responsabile area progetti Cia Agricoltori delle Alpi, di cui potete ascoltare l’intervista QUI

 

 

 

 

I numeri della piattaforma Clima e Vite

Clima e vite è uno strumento di servizio che incrocia, per tre macro-periodi stagionali della vite, ben 14 rischi climatici individuati, con 164 effetti sull’ambiente e sulla vite, fornendo 107 misure di adattamento sul breve e lungo periodo. L’affidabilità scientifica è garantita da 49 indicatori di monitoraggio e 67 fattori di variabilità del danno, con 84 riferimenti a fonti bibliografiche in continuo aggiornamento, 159 parole chiave e 74 voci di glossario.

Il monitoraggio sull’aumento delle temperature

Particolarmente preoccupante è l’aumento delle temperature medie di settembre, ottobre e novembre, che in alcuni comuni raggiunge i +3°C, con effetti diretti sulla fenologia della vite e sulla fase di maturazione pre-vendemmia. Secondo i dati di Arpa, negli ultimi 60 anni in Piemonte si registra un incremento importante della temperatura di circa 2.1°C nelle massime e di 1.5°C nelle minime: un aumento decisamente superiore a quanto si misura a livello globale. In montagna, che costituisce il 48% del territorio regionale, l’aumento è ancora superiore e arriva fino a +2.8°C nelle massime e a +1.8°C nelle minime.

Tutte le zone del Torinese analizzate mostrano un aumento delle temperature, ma le anomalie più marcate si sono registrate nel Canavese, con incrementi tra +1°C e +2°C sulle medie annue nell’ultimo ventennio.

Cosa aspettarsi

Le stime future indicano un possibile innalzamento medio annuo della temperatura tra 1,5 e 2,5 gradi, con anticipi delle fasi fenologiche stimati tra 6 e 22 giorni, fino a ipotizzare in alcune aree vendemmie addirittura a fine luglio.

L’applicazione dei modelli matematici ai dati climatici ha evidenziato, inoltre, come le aree più anomale abbiano subito anche modificazioni delle problematiche fitosanitarie, con una maggiore incidenza della peronospora e soprattutto dell’oidio.

L’interfaccia grafica e le funzionalità

L’interfaccia grafica è stata progettata e sviluppata da uno spin-off dell’Università di Firenze, con l’obiettivo di garantire immediatezza, semplicità di navigazione e piena accessibilità.

Le funzionalità della piattaforma e le modalità di consultazione sono progettate secondo percorsi a carattere intuitivo: l’accesso avviene entrando nella sezione “Piattaforma” e poi “Consulta”, dove l’utente trova una tabella organizzata per periodi stagionali (identificati da tre colori). Selezionando la stagione emergono i rischi climatici correlati e, scegliendo il rischio specifico, la consultazione si concentra su effetti sul vigneto e strategie di adattamento, distinguendo tra misure di breve periodo (attuabili nell’annata produttiva) e interventi di lungo periodo (da pianificare strategicamente).

Come governare il cambiamento climatico

La piattaforma non intende sostituirsi al consulente e non fornisce soluzioni tecniche “di ultimo miglio”, ma affianca tecnici e viticoltori con contenuti strutturati e validati scientificamente. Le strategie proposte puntano a un adattamento di ampio respiro, anche grazie alla compartecipazione dell’Associazione italiana per l’agricoltura biologica (Aiab) del Piemonte, mantenendosi volutamente svincolate dai disciplinari DOC e DOCG per non limitare future azioni efficaci rispetto alle mutate condizioni climatiche.

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