Monica Massa
La nuova piattaforma digitale Clima e vite (climavite.to.camcom.it) è stata presentata alla stampa mercoledì 25 febbraio, a Torino, nel settecentesco Palazzo Birago di Borgaro sede della Camera di Commercio di Torino. Si tratta di uno strumento gratuito e ad accesso libero che è stato pensato per dare un supporto agli agricoltori nella gestione del vigneto nel contesto mutevole della crisi climatica e sempre più sfidante, a causa di emergenze quali le fitopatologie, la siccità e gli eventi alluvionali. La piattaforma è il risultato di un lavoro condiviso tra professionisti esperti del settore, con la supervisione scientifica del Dipartimento DISAFA dell’Università di Torino, il supporto della Fondazione Dalmasso e il coordinamento del Laboratorio Chimico della Camera di Commercio di Torino. “Grazie ad un approfondito lavoro di raccolta ed analisi dei dati , con il coordinamento del nostro Laboratorio Chimico e la collaborazione delle associazioni di categoria e di Vignaioli Piemontesi, forniamo alle imprese uno strumento che non dà una indicazione previsionale, ma informazioni di supporto per guidare nelle scelte di gestione della vigna in base alla situazione climatica” ha sottolineato Massimiliano Cipolletta, Presidente della Camera di commercio di Torino – Uno strumento che, con la costante supervisione scientifica dell’Università di Torino, incrocia ben 14 rischi climatici individuati sull’ambiente e sulla vite e fornisce oltre cento misure di adattamento per il breve e lungo periodo”.
“Come Laboratorio Chimico abbiamo messo a disposizione competenze e capacità di coordinamento per costruire un progetto realmente utile al territorio – spiega Bruno Mecca Cici, Presidente del Laboratorio Chimico Camera di Commercio Torino -. Il nostro ruolo è stato quello di fare sistema, guidando il lavoro dei partner e contribuendo alla nascita della piattaforma Clima e vite, che trasforma dati e conoscenze in uno strumento di gestione semplice e operativo per le imprese vitivinicole,. Abbiamo voluto fornire un servizio che sia in linea con le richieste delle associazioni di categoria, mettendo a disposizione le competenze e i dati raccolti per far capire alle aziende come interpretare e utilizzare al meglio le informazioni e sfruttarle in base alle proprie dinamiche.”
Silvia Guidoni del Dipartimento DISAFA dell’Università di Torino evidenzia come la piattaforma “sia pensata come uno strumento per tecnici o viticoltori evoluti, che non dà ricette né si sovrappone al lavoro dei tecnici, ma offre loro strumenti per l’aggiornamento continuo e il supporto nelle scelte gestionali in campo. Clima e vite può anche essere vista come una forma consultabile di una review bibliografica: consente la ricerca per parole chiave o per tipologia di rischio climatico o per periodo stagionale e propone soluzioni sulla base di esperienze maturate sul territorio e su dati disponibili. In molti casi le risposte che emergono dalla consultazione sono corredate da citazioni bibliografiche e/o, link a siti istituzionali, dove trovare dati e informazioni per l’approfondimento autonomo. Interessante anche la presenza di una colonna relativa agli indicatori per il monitoraggio dei danni. Clima e vite è un primo passo in questo percorso, che è stato affrontato coinvolgendo con riunioni fiume i tecnici di tutte le aree vitivinicole piemontesi, è un programma validato in crescita che vogliamo ampliare oltre la provincia di Torino in cui è nato”.
Gian Luigi Orsolani, viticoltore e Presidente di Confagricoltura Torino, ha sottolineato come uno strumento come Clima e Vite , completamente free, è utilissimo per il produttore , che è sempre maggiormente in difficoltà per la sofferenza dei vigneti a causa del clima, dall’altro vanno tenuti presenti anche gli aspetti positivi legati alla migliore maturazione delle uve. ma ha anche ricordato che le istituzioni devono intervenire , chiamando in causa la Regione che continua a non pronunciarsi in modo chiaro sulla questione dell’irrigazione di soccorso.
La presentazione sommaria della piattaforma è stata affidata a Elena Massarenti, responsabile area progetti Cia Agricoltori delle Alpi, di cui potete ascoltare l’intervista QUI
I numeri della piattaforma Clima e Vite
Clima e vite è uno strumento di servizio che incrocia, per tre macro-periodi stagionali della vite, ben 14 rischi climatici individuati, con 164 effetti sull’ambiente e sulla vite, fornendo 107 misure di adattamento sul breve e lungo periodo. L’affidabilità scientifica è garantita da 49 indicatori di monitoraggio e 67 fattori di variabilità del danno, con 84 riferimenti a fonti bibliografiche in continuo aggiornamento, 159 parole chiave e 74 voci di glossario.
Il monitoraggio sull’aumento delle temperature
Particolarmente preoccupante è l’aumento delle temperature medie di settembre, ottobre e novembre, che in alcuni comuni raggiunge i +3°C, con effetti diretti sulla fenologia della vite e sulla fase di maturazione pre-vendemmia. Secondo i dati di Arpa, negli ultimi 60 anni in Piemonte si registra un incremento importante della temperatura di circa 2.1°C nelle massime e di 1.5°C nelle minime: un aumento decisamente superiore a quanto si misura a livello globale. In montagna, che costituisce il 48% del territorio regionale, l’aumento è ancora superiore e arriva fino a +2.8°C nelle massime e a +1.8°C nelle minime.
Tutte le zone del Torinese analizzate mostrano un aumento delle temperature, ma le anomalie più marcate si sono registrate nel Canavese, con incrementi tra +1°C e +2°C sulle medie annue nell’ultimo ventennio.
Cosa aspettarsi
Le stime future indicano un possibile innalzamento medio annuo della temperatura tra 1,5 e 2,5 gradi, con anticipi delle fasi fenologiche stimati tra 6 e 22 giorni, fino a ipotizzare in alcune aree vendemmie addirittura a fine luglio.
L’applicazione dei modelli matematici ai dati climatici ha evidenziato, inoltre, come le aree più anomale abbiano subito anche modificazioni delle problematiche fitosanitarie, con una maggiore incidenza della peronospora e soprattutto dell’oidio.
L’interfaccia grafica e le funzionalità
L’interfaccia grafica è stata progettata e sviluppata da uno spin-off dell’Università di Firenze, con l’obiettivo di garantire immediatezza, semplicità di navigazione e piena accessibilità.
Le funzionalità della piattaforma e le modalità di consultazione sono progettate secondo percorsi a carattere intuitivo: l’accesso avviene entrando nella sezione “Piattaforma” e poi “Consulta”, dove l’utente trova una tabella organizzata per periodi stagionali (identificati da tre colori). Selezionando la stagione emergono i rischi climatici correlati e, scegliendo il rischio specifico, la consultazione si concentra su effetti sul vigneto e strategie di adattamento, distinguendo tra misure di breve periodo (attuabili nell’annata produttiva) e interventi di lungo periodo (da pianificare strategicamente).
Come governare il cambiamento climatico
La piattaforma non intende sostituirsi al consulente e non fornisce soluzioni tecniche “di ultimo miglio”, ma affianca tecnici e viticoltori con contenuti strutturati e validati scientificamente. Le strategie proposte puntano a un adattamento di ampio respiro, anche grazie alla compartecipazione dell’Associazione italiana per l’agricoltura biologica (Aiab) del Piemonte, mantenendosi volutamente svincolate dai disciplinari DOC e DOCG per non limitare future azioni efficaci rispetto alle mutate condizioni climatiche.
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