Giugno 2026

Nero su bianco: viaggio nei suoli della Valle di Mezzane

I Vignaioli della Valle di Mezzane in Valpolicella valorizzano il loro territorio raccontando differenze e peculiarità dell’origine dei suoli

Nero su bianco: viaggio nei suoli della Valle di Mezzane

di Alessandra Biondi Bartolini

Sulla carta geografica la collina veronese appare quasi come un foglio spiegazzato: una serie di valli con orientamento nord-sud tra la Val d’Adige a ovest e le valli di Illasi e di Soave a est. Nel mezzo si sviluppa tutta la Valpolicella: a ovest della città la parte classica, a est la Valpantena e, con una definizione non proprio felice, la Valpolicella “allargata”.

Non c’è una classificazione qualitativa che distingue le une dalle altre; ci sono però tante differenze nei territori, nel microclima e nei suoli.

È partendo da questo principio che nel 2023 un gruppo di produttori della Valle di Mezzane, che degrada dai Monti Lessini tra la collina di Grezzana e la Valle di Illasi, ha deciso di unirsi in modo informale per valorizzare le peculiarità della loro valle e con esse l’identità dei loro vini. “Perché parlare del proprio territorio porta giocoforza a parlare dei vini che qui si producono” spiega Giuseppe Benciolini, Pedologo ed esperto di zonazioni viticole (www.terroir2wine.it).

I Vignaioli della Valle di Mezzane

I Vignaioli della Valle di Mezzane sono un gruppo coeso di dodici aziende; li unisce il fatto di essere aziende agricole, vinificare solo le uve che coltivano e naturalmente trovarsi nella Valle. Differenti per storie, origini, dimensioni e conduzione del vigneto, le aziende sono unite dalla volontà di approfondire insieme la conoscenza del loro territorio e di valorizzarlo mettendone in evidenza peculiarità e identità. Non sono un’Associazione o una Rete di impresa, o almeno non lo sono ancora, anche se dopo qualche anno di collaborazione e dopo aver testato l’affiatamento tra di loro qualcuno pensa che “questo matrimonio s’ha da fare”: forse si perderebbe un po’ della spontaneità e della voglia di mettersi in gioco con le proprie risorse che li ha caratterizzati in questi primi anni, ma ci sarebbe il vantaggio di poter partecipare a bandi e progetti e di interagire come un unico interlocutore con Consorzio e istituzioni. Il dialogo con il Consorzio  di Tutela Vini Valpolicella, che ha appena rinnovato il suo consiglio di amministrazione ,  fa parte del resto degli obiettivi del gruppo che fin dalla nascita ha sollecitato l’ente consortile nella definizione e formalizzazione all’interno del Disciplinate di sottozone, le UGA, che rispecchino la morfologia del territorio.

Tutto parte dalla mappa dei suoli

Il progetto di valorizzazione della Valle di Mezzane nasce intorno alla realizzazione della mappa dei suoli, affidata a Giuseppe Benciolini. Analizzata l’origine e la pedogenesi dei terreni, vitati e non vitati, il geologo ha restituito i dati raccolti in una mappa 1:10.000, prodotta anche in versione tridimensionale, oltre che planare, in grado di dare maggiore evidenza alla conformazione del paesaggio, le alture, l’orientamento dei versanti, l’esposizione e le pendenze.

I suoli calcarei

Le carte dei suoli sono uno strumento fondamentale per i produttori nel definire le scelte di impianto, la conduzione del vigneto, orientare la produzione verso equilibrio e qualità sempre maggiori e fronteggiare i cambiamenti climatici. Conoscere la disponibilità di sostanza organica, la tendenza all’erosione, la profondità e la capacità dei suoli di conservare l’umidità, rendere disponili i nutrienti o facilitare l’approfondimento delle radici, è essenziale soprattutto nel momento in cui la carenza idrica o gli eccessi termici divengono una condizione sempre più frequente.

Ma non è tutto.

La carta dei suoli è diventata per i produttori della Valle di Mezzane una narrazione documentata del loro stesso territorio, che si è andata a sintetizzare nel claim “nero su bianco”, che descrive sì la confluenza dei due grandi territori veronesi, quello della Valpolicella e quello del Soave, ma anche soprattutto l’unicità delle caratteristiche dei suoli: la natura calcarea di origine Eocenica, e la natura vulcanica con suoli basaltici, che nel Veronese rappresentano una rarità e che si concentrano nella collina di San Bricio.

“Nero su bianco” i suoli della Valle di Mezzane

Dal punto di vista geo-pedologico la Vallata di Mezzane appartiene al gruppo dei Bassi Lessini e presenta la stratigrafia che caratterizza queste montagne prealpine: una placca calcarenitica di origine eocenica formatasi tra i 300 e i 30 milioni di anni fa nei fondali marini e sollevatasi nel corso del processo di formazione delle catene alpine.

I suoli derivano dall’alterazione e dal modellamento di queste rocce, dai processi erosivi che hanno portato in superficie gli strati sottostanti, dall’emergenza delle colate vulcaniche che hanno rotto la placca calcarea per dare origine localmente a suoli argillosi e non calcarei dove affiorano i basalti vulcanici, fino ai terreni molto profondi a granulometria variabile presenti nella porzione centrale e pianeggiante della valle.

 

La profondità dei suoli, la presenza (o l’assenza) di calcare, la tendenza all’erosione, così come anche il colore dei suoli calcarei o vulcanici, inducono naturalmente nella vite diversi comportamenti e impongono l’adozione di adeguate pratiche colturali.

Nei terreni calcarei bianchi la presenza della roccia superficiale e l’elevata tendenza all’erosione portano, soprattutto nelle zone in pendenza o sommitali, a una ridotta profondità del suolo, mentre la forte presenza di calcare nella soluzione circolante riduce la disponibilità di nutrienti contenendo la vigora della vite.

I terreni di origine vulcanica al contrario sono più stabili e la presenza di argilla e di sostanza organica sono maggiori, per quanto la forte presenza di rocce basaltiche non favorisce, soprattutto nei primi anni di vita dei vigneti, l’approfondimento delle radici. Il colore infine non ha un effetto secondario: i terreni vulcanici sono più inclini al riscaldamento mentre quelli bianchi e calcarei riflettono la radiazione solare e si mantengono più freschi.

Biodiversità e nemmeno un capannone in vista

Non sono soltanto i vigneti a caratterizzare il mosaico paesaggistico della Valle di Mezzane. Ai terreni collinari, spesso terrazzati, dei vigneti allevati in parte a pergoletta e in parte a Guyot, si alternano gli oliveti e il bosco, mentre lungo la strada le Ville venete e i paesi si integrano al resto dell’ambiente rurale. A perdita d’occhio nel panorama che circonda aziende e vigneti non si vede nemmeno un capannone e non è banale dal momento che ci troviamo solo a pochi chilometri da un’autostrada e una strada statale tra le più trafficate del Veneto.

Un’altra ricchezza che le aziende della valle preservano e valorizzano, insieme ai valori della dimensione e la conduzione familiare, dell’accoglienza e dell’innovazione.

Le aziende dei Vignaioli della valle di Mezzane sono: Benini Alessandro; Carlo Alberto Negri; Falezze; Grotta del Ninfeo; I Tamasotti; Il Monte Caro; ILatium Morini; Le Guaite di Noemi; Massimago; Roccolo Grassi; Talestri; Le Cesete.

La Villa Verità Fraccaroli a Lavagno nella Valle di Mezzane
Il mosaico paesaggistico della Valle di Mezzane