Sommario

02 / 2014

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Viticoltura

Agrofarmaci e salute, dai laboratori alle etichette

Di Donatello Sandroni Dicembre 2019

C’erano una volta le classi, prima che il processo di riclassificazione ridefinisse a fondo parametri e diciture in base al DL n.65 del 14 marzo 2003, il quale recepiva nel Belpaese le direttive 1999/45/ CE e 2001/60/CE. Prima di ciò, i prodotti detti “di prima classe” erano considerati i più tossici, scalando poi di pericolosità fino alla quarta e ultima classe tossicologica, la meno preoccupante.

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Viticoltura

Gli innesti a marza primaverili

Di Riccardo Castaldi Dicembre 2019

Nella viticoltura del passato, quando ancora si metteva a dimora il selvatico, la pratica dell’innesto faceva parte del bagaglio tecnico-culturale di qualsiasi viticoltore. Con la diffusione e l’affermazione delle barbatelle innestate a tavolino la capacità di eseguire l’innesto della vite in pieno campo è rimasta ad appannaggio dei viticoltori più preparati e soprattutto degli operatori specializzati, che la sfruttano principalmente per sovrainnestare.

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Viticoltura

Gli elementi per una moderna gestione del mal bianco

Di Tito Caffi, Sara E. Legler, Vittorio Rossi Dicembre 2019

L’oidio, o mal bianco, della vite è causato dal fungo ascomicete erysiphe (precedentemente noto come Uncinula) necator noto anche, nella sua forma conidica, come oidium tuckeri. Questo parassita obbligato, che non può cioè condurre il proprio ciclo vitale su altre specie vegetali, è in grado di causare gravi danni sia diretti, per perdita di produzione, che indiretti, per lo scadimento della qualità dei mosti e quindi del vino, in particolar modo sulle varietà di Vitis vinifera più sensibili.

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Enologia

Cantine sostenibili: il ciclo dell’acqua

Di Enrico Marengo Dicembre 2019

Torniamo nuovamente a trattare l’argomento delle cantine “virtuose”, quelle più attente al rispetto dell’ambiente e del territorio su cui insistono. Protagonista di questa puntata è Fontanafredda, una delle cantine più antiche d’Italia, nonché una delle più all’avanguardia, la quale ha compiuto l’ennesima scelta innovativa nell’ambito dei processi produttivi aziendali. ha deciso, in questo caso, di chiudere autonomamente il ciclo delle acque, dotandosi di tutti gli impianti necessari per arrivare al riutilizzo a fini produttivi delle acque reflue generate nei vari processi di lavorazione.

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Enologia

Un alleato in cantina

Di Nir Levav Dicembre 2019

L’ozono è una molecola formata da tre atomi di ossigeno, con una struttura chimica detta “ibrido di risonanza”, cioè con le cariche delocalizzate tra i tre nuclei. questo fa dell’ozono una molecola molto instabile per la sua forte tendenza a sottrarre elettroni ad altre specie chimiche, ossidandole e tornando alla sua forma più stabile di ossigeno molecolare. L’ozono rappresenta una valida alternativa agli approcci tradizionali impiegati in enologia per il controllo microbico delle superfici.

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