Sommario

02 / 2014

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Cultura & Società

La matina ce se alsava presto…

Di Magda Beverari Dicembre 2019

La dimensione umana del viticoltore è il patrimonio più prezioso di un’azienda vitivinicola. Pensando a questo è nato il progetto che Millevigne e Cantina di Soave proporranno ai lettori per i prossimi numeri: racconti sull’umanità di chi i vigneti li custodisce e ne ha preservato la sopravvivenza nel tempo, nei passaggi tra una generazione e quella successiva, nel susseguirsi di stagioni non sempre propizie. Lo scorrere del tempo, con soluzioni di continuità tra una generazione e l’altra, ha profondamente influenzato il modo attraverso il quale i viticoltori hanno continuato ad occuparsi del lavoro in campagna.

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Cultura & Società

Swartland

Di Sara Cabrele Dicembre 2019

C’è un posto in Sudafrica che si chiama Swartland, “terra nera” in Afrikaans. E’ selvaggio, montagnoso e riarso. Inspiegabilmente – o quasi – è anche uno dei territori che sta vivendo una vera e propria rivoluzione. Il termine non è casuale: the Swartland Revolution è il nome della annuale manifestazione che ne celebra il prodotto per eccellenza, il vino.

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Viticoltura

Agrofarmaci e salute, dai laboratori alle etichette

Di Donatello Sandroni Dicembre 2019

C’erano una volta le classi, prima che il processo di riclassificazione ridefinisse a fondo parametri e diciture in base al DL n.65 del 14 marzo 2003, il quale recepiva nel Belpaese le direttive 1999/45/ CE e 2001/60/CE. Prima di ciò, i prodotti detti “di prima classe” erano considerati i più tossici, scalando poi di pericolosità fino alla quarta e ultima classe tossicologica, la meno preoccupante.

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Viticoltura

Gli innesti a marza primaverili

Di Riccardo Castaldi Dicembre 2019

Nella viticoltura del passato, quando ancora si metteva a dimora il selvatico, la pratica dell’innesto faceva parte del bagaglio tecnico-culturale di qualsiasi viticoltore. Con la diffusione e l’affermazione delle barbatelle innestate a tavolino la capacità di eseguire l’innesto della vite in pieno campo è rimasta ad appannaggio dei viticoltori più preparati e soprattutto degli operatori specializzati, che la sfruttano principalmente per sovrainnestare.

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Viticoltura

Gli elementi per una moderna gestione del mal bianco

Di Tito Caffi, Sara E. Legler, Vittorio Rossi Dicembre 2019

L’oidio, o mal bianco, della vite è causato dal fungo ascomicete erysiphe (precedentemente noto come Uncinula) necator noto anche, nella sua forma conidica, come oidium tuckeri. Questo parassita obbligato, che non può cioè condurre il proprio ciclo vitale su altre specie vegetali, è in grado di causare gravi danni sia diretti, per perdita di produzione, che indiretti, per lo scadimento della qualità dei mosti e quindi del vino, in particolar modo sulle varietà di Vitis vinifera più sensibili.

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