Dicembre 2024

Prosecco: la transizione (che non avviene) nel mercato brasiliano

Recentemente, il 6 dicembre 2024, è stata annunciata la conclusione delle negoziazioni dell’Accordo tra L’Unione Europea e il Mercosur, un passo molto importante, ma che non implica la sua immediata entrata in vigore; fino ad allora non esiste alcun obbligo ufficiale che imponga la rimozione del termine “Prosecco” dai prodotti brasiliani.

Prosecco: la transizione (che non avviene) nel mercato brasiliano

Di Carlos Mayer

La relazione dei brasiliani con i vini spumanti è in costante miglioramento. Ogni anno si consuma sempre più spumante, di vari stili, origini e qualità. Produttori brasiliani tradizionali e importatori hanno registrato numeri interessanti nelle loro linee di spumantistica. Negli ultimi cinque anni, il consumo di queste bevande è aumentato del 50%. In passato, questa percentuale era ancora più alta, quando la base di consumo era ridotta. Solo tra il 2005 e il 2006, ad esempio, il Brasile ha registrato un aumento del 36% nel consumo di spumante.

Il Brasile e gli spumanti: un rapporto di successo

Le ragioni del successo degli spumanti e le prospettive positive per il futuro sono legate ai cambiamenti culturali nel consumatore brasiliano, che ha iniziato a includere sempre più gli spumanti nella propria routine. Questo cambiamento è possibile grazie all’evoluzione dell’industria vinicola e del mercato brasiliano, oltre che al costante lavoro delle organizzazioni di settore, sia a livello tecnico-professionale che divulgativo. Anche le associazioni di sommelier e la comunicazione dei produttori brasiliani di spumanti hanno contribuito, cercando di differenziare i propri prodotti da quelli di qualità inferiore prodotti in passato nel paese.

Tuttavia, c’è ancora molto da fare. I brasiliani stanno imparando a distinguere le caratteristiche, la qualità e le origini degli spumanti. È interessante ricordare che fino a poche decadi fa, in Brasile, tutte le bevande frizzanti erano chiamate “champagne” o “prosecco”, indipendentemente dal fatto che fossero prodotte da uve, mele o da una combinazione di entrambe, e senza preoccuparsi dell’’origine.

Questo problema è ancora evidente, in modo più o meno accentuato, sia nelle abitudini dei consumatori, sia nel modo in cui si riferiscono agli spumanti. Il termine “Prosecco” è ancora molto usato sulle etichette di produttori importanti del paese. Secondo dati dell’Embrapa, importante ente brasiliano di ricerca agricola, il Brasile ha prodotto nel 2023 quasi 80.000 quintali di uve della varietà registrata con il nome di “Prosecco”. Gran parte di questa produzione è destinata all’elaborazione di spumanti.

In Brasile l’utilizzo del termine Prosecco non riguarda solo lo spumante italiano

Con il riconoscimento della DOC Prosecco nel 2009, che limita l’uso del termine “Prosecco” alle regioni italiane del Veneto e del Friuli-Venezia Giulia, e considerando gli accordi tra l’Unione Europea e il Mercosur, che stabiliscono le basi per la protezione delle Indicazioni Geografiche, ci si aspettava che il termine Prosecco fosse riservato solo agli spumanti della DOC italiana, cosa che in Brasile ancora non avviene.

L’aspettativa, soprattutto da parte degli italiani, era che il cambiamento delle etichette e il rispetto per l’uso del termine “Prosecco” venissero adottati più rapidamente dai produttori brasiliani. Tuttavia, ciò non è ancora avvenuto. Ci sono diverse ragioni per questo ritardo. Certamente, i produttori brasiliani attendevano senza molta urgenza la conclusione delle negoziazioni tra l’Unione Europea e il Mercosur. Recentemente, il 6 dicembre 2024, è stata annunciata la conclusione delle negoziazioni dell’Accordo, un passo molto importante, ma che non implica la sua immediata entrata in vigore. È ancora necessario che l’Accordo venga approvato e ratificato dai Paesi membri, sia dell’Unione Europea che del Mercosur. Fino ad allora, non esiste alcun obbligo ufficiale che imponga la rimozione del termine “Prosecco” dai prodotti brasiliani

Oltre alla questione legale, c’è tutto un contesto culturale già menzionato, che disincentiva eventuali modifiche. In Brasile, “Prosecco” è sinonimo di spumante e fa riferimento alla varietà di uva presente nelle etichette. La categoria degli spumanti prodotti con uva Prosecco è molto rilevante e qualsiasi cambiamento avrebbe un grande impatto economico nel settore. In questo caso, sostituire “Prosecco” (uva) con “Glera”, sinonimo della stessa varietà vinifera, sarebbe l’azione più logica. Tuttavia, non è un compito semplice. Al momento, l’uva Glera è sconosciuta al pubblico e non ha lo stesso fascino commerciale.

Di fatto, nonostante la lentezza nel finalizzare l’Accordo tra i blocchi commerciali, sembra che il mercato brasiliano sia consapevole che tale
regolamentazione e adattamento arriveranno, prima o poi, sulle etichette degli spumanti prodotti con uve Prosecco. È già possibile osservare alcune iniziative in questa direzione. La cantina Salton, ad esempio, una delle maggiori produttrici di spumanti a base di Prosecco, ha pubblicato nel 2022, sul suo blog ufficiale, la necessità di adeguare le etichette entro il 2031, eliminando il termine Prosecco. Inoltre, la Salton ha aggiunto in modo ben visibile, sulle attuali etichette, l’espressione “uve Glera” come segnale di preparazione a questa transizione.

Un altro segnale importante è che la regolamentazione della DOC Prosecco è già ben diffusa tra scuole, corsi e associazioni di sommelier, e viene trasmessa ai consumatori. Pian piano si sta creando consapevolezza sull’esistenza e sulla necessità di rispettare la nuova DOC. Questa consapevolezza è già percepibile, seppur ancora a livelli bassi, tra i consumatori di spumante in Brasile, sia nelle enoteche, ristoranti o supermercati. Sicuramente ciò ridurrà l’impatto commerciale del cambiamento, quando dovrà avvenire.

Ma quando dovrebbe avvenire questo cambiamento? Purtroppo, non si sa ancora. Dal punto di vista degli italiani, avrebbe già dovuto accadere. Dal lato dei produttori brasiliani, l’aspettativa è legata all’ufficializzazione dell’Accordo, che probabilmente sarà accompagnata da lunghi periodi di adattamento. Sul piano culturale e informativo, il Prosecco DOC italiano è già una realtà consolidata in Brasile. Tuttavia, dal punto di vista commerciale, i produttori brasiliani non hanno fretta di adeguarsi, e senza il supporto di una normativa specifica, i cambiamenti semplicemente non avvengono.

La conclusione delle negoziazioni dell’Accordo tra l’Unione Europea e il Mercosur porta sicuramente una ventata di speranza per i produttori di
Prosecco italiani. Tuttavia, affinché si traducano in effetti concreti, è possibile che una reazione più significativa arrivi dagli stessi consumatori brasiliani, sempre più attenti e rispettosi delle denominazioni di origine. Questi consumatori potrebbero iniziare a richiedere ai produttori locali un allineamento al rispetto della DOC italiana. Per ora è solo un filo molto sottile di speranza, ma se questo filo dovesse rafforzarsi, potrebbe diventare più solido di qualsiasi accordo commerciale. Dopotutto, il cliente ha sempre ragione.