Giugno 2024

Robotica e digitalizzazione: tante potenzialità e altrettanti passi da fare

Sensoristica avanzata, intelligenza artificiale e robotica: ne abbiamo parlato con tre ricercatori che hanno portato i loro risultati al Convegno Robotica e Digitalizzazione in Viticoltura del 10 maggio scorso

Robotica e digitalizzazione: tante potenzialità e altrettanti passi da fare

Alessandra Biondi Bartolini

Negli ultimi anni si è assistito a un incremento molto rapido sia nelle applicazioni per il monitoraggio della variabilità e dello stato della vegetazione, sia nell’uso e l’elaborazione dei dati nei sistemi di supporto alle decisioni o nello sviluppo di mezzi automatizzati o autonomi in grado di svolgere determinate operazioni in vigneto.

Mentre la sensoristica da remoto o di prossimità ha migliorato progressivamente il suo livello di risoluzione ed è divenuta più accessibile, si sono studiate e sviluppate un numero sempre maggiore e promettente di soluzioni digitali di diagnostica e di utilizzo dei dati  nei modelli predittivi sulla salute della pianta.

Le applicazioni più avanzate, incentivate anche dall’Unione Europea, coinvolgono gli strumenti dell’Intelligenza artificiale e della robotica, e portano la digitalizzazione e la viticoltura di precisione al traguardo definito della viticoltura 5.0, proponendosi di sostenere il settore nelle sfide importanti della sostenibilità, la carenza di personale e il miglioramento delle condizioni di lavoro in contesti particolarmente difficili.

Tuttavia se da una parte le Università e la ricerca privata stanno lavorando per identificare nuove soluzioni, molto resta da fare e ci si interroga su alcune criticità che ancora limitano la diffusione delle nuove tecnologie nelle aziende: mancano le infrastrutturale (le aree rurali italiane non sono ancora del tutto coperte da una buona rete di telefonia mobile e trasmissione dei dati), come anche le reti di assistenza tecnica sul territorio, gli incentivi per l’ingresso dei giovani nelle aziende, una formazione specifica per i nuovi agricoltori digitali e l’adeguamento normativo necessario perché coloro che si dotano di macchinari autonomi possano lasciarli lavorare effettivamente in autonomia (attualmente la Direttiva macchine richiede che l’operatore supervisioni alle attività della macchina).

Ne abbiamo parlato con Daniele Sarri dell’Università di Firenze che, nel convegno Robotica e Digitalizzazione in Viticoltura tenutosi il 10 maggio scorso a San Casciano in Val di Pesa nell’ambito del Festival della Robotica, ha parlato di un nuovo paradigma e delle sfide della meccanizzazione agricola.

 

Da drone, da satellite, sulla pianta e al suolo: la sensoristica migliora la conoscenza di dettaglio del sistema vigneto

I sensori per il telerilevamento possono essere di diverso tipo, dalle immagini RGB e alle camere multispettrali e iperspettrali e anche il vettore può essere diverso. Oggi i droni (e le camere che devono trasportare) sono diventatiprogressivamente più piccoli e maneggevoli e permettono di raggiungere un dettaglio e una risoluzione molto elevata, ma anche le immagini da satellite possono essere adatte per molte applicazioni, nelle quali l’obiettivo è quello di mappare la variabilità presente in vigneto e lo stato di stress o di vigoria delle diverse zone, o di posizionare i sensori di prossimità direttamente in campo, ha spiegato nel suo intervento Giovanni Caruso.

I dati iperspettrali per la diagnostica precoce delle malattie

Nella diagnostica e nella lotta alle malattie della vite la sensoristica può essere un valido aiuto per anticipare le risposte e rendere più semplici i monitoraggi rispetto a quanto accade con le analisi proprie della diagnostica tradizionale.

L’università di Pisa in collaborazione con il servizio fitopatologico della Regione Toscana sta valutando la possibilità di utilizzare i dati rilevati con l’analisi iperspettrale per diagnosticare, prima della manifestazione dei sintomi, la presenza di piante affette dal fitoplasma della flavescenza dorata.

L’analisi dei dati permetterebbe infatti di riconoscere un’impronta spettrale tipica e diversa da quella presente nelle piante sane.

A parlarne è Lorenzo Cotrozzi, fitopatologo del DISAA dell’Università di Pisa.

Tutti gli interventi del Convegno e della successiva Tavola Rotonda sono disponibili al link:

https://www.youtube.com/watch?v=yTXlNUU50Hg&t=2816s