CS- Organizzata da EFFEVENT il 23 e 24 aprile 2025, la terza edizione dello Sparkling Wine Forum, ospitata anche quest’anno dal Village by CA a Reims-Bezannes, ha riunito 210 professionisti del settore spumante internazionale. Un ritorno di successo nella Champagne per questo evento di riferimento che continua ad affermare il suo status di polo mondiale di innovazione e conoscenza nel campo dei vini spumanti.
Un ampliamento degli ambiti di intervento (scienze umane, neuroscienze, ecc.) per fornire ai professionisti del settore nuove chiavi di lettura per affrontare le sfide di domani
Nel corso di due intense giornate, sono stati mobilitati 47 relatori, tra cui ricercatori di fama internazionale provenienti da Stati Uniti, Sudafrica, Francia, Italia, Germania, Spagna e Portogallo, per condividere i recenti risultati delle loro ricerche e proporre soluzioni innovative alle principali sfide del settore effervescente.
La prima giornata si è aperta con un notevole intervento di Yvette Van Der Merwe, Presidente dell’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (OIV), che ha fornito una panoramica delle tendenze mondiali nel settore dei vini spumanti. La sua analisi approfondita delle mutevoli preferenze dei consumatori, dell’impatto delle innovazioni e delle nuove dinamiche aziendali ha fornito una solida base per le discussioni dei due giorni successivi.
La mattinata è proseguita con due approcci complementari: Gérard Liger-Belair (Università di Reims Champagne-Ardenne) ha decifrato i meccanismi fisico-chimici dell’effervescenza, dall’apertura della bottiglia allo scoppio delle bollicine in superficie, mentre Gabriel Lepousez, ricercatore specializzato in percezione sensoriale, ha esplorato gli aspetti neurosensoriali dell’effervescenza e il suo potere sui nostri sensi e sulle nostre emozioni.
Tra i temi chiave di questa edizione 2025:
Analisi sensoriale e degustazioni
Axel Marchal (ISVV-Bordeaux) ha presentato le ultime scoperte sui marcatori aromatici dello Chardonnay e sull’impatto dei composti solforati negli champagne. Monica Laureati (Università degli Studi di Milano) ha esplorato l’identità sensoriale degli spumanti italiani, mentre Coline Leriche (Fermentis) ha dimostrato come la temperatura e la nutrizione azotata dei lieviti influenzino i profili aromatici dello Chardonnay.
Economia e aspettative dei consumatori
Karl Storchmann (New York University) ha analizzato l’impatto dei dazi del 25% imposti durante il primo mandato dell’amministrazione Trump e le loro potenziali conseguenze sul mercato globale dei vini spumanti. Aurélie Ringeval-Deluze (Università di Reims Champagne-Ardenne) ha presentato uno studio sull’influenza delle etichette ambientali sulla percezione dello champagne come prodotto di lusso. Yves Le Fur e Laurence Dujourdy (Institut Agro Dijon) hanno presentato un nuovo protocollo di degustazione basato sull’esperienza delle sei edizioni degli Éminents de Bourgogne. Nicolas Befort (NEOMA Business School) ha confrontato gli approcci allo sviluppo sostenibile tra Champagne e Nuova Zelanda.
Enologia e innovazione tecnologica
Matthias Schmitt (Hochschule Geisenheim University, Germania) ha presentato metodi fisici per ridurre il contenuto alcolico dei vini base nel contesto del riscaldamento globale. Fernando Zamora (Università Rovira i Virgili, Spagna) ha presentato la sua ricerca sul consumo di ossigeno e l’autolisi delle fecce durante l’invecchiamento dei vini spumanti prodotti con il metodo tradizionale.
I laboratori di enologia hanno presentato diverse novità: l’Istituto Enologico dello Champagne (COI) ha presentato i risultati del progetto “Tanninov” che utilizza nuovi tannini contro l’attività laccasica delle uve botritizzate. Pe.Di, del gruppo Crealis, ha presentato “Bubbles”, un’applicazione che prevede il potenziale di effervescenza dei vini tradizionali, mentre Amorim ha condiviso la sua ricerca sui tappi di sughero e le loro innovazioni future.
Il Comitato interprofessionale dei vini di Champagne (CIVC) ha organizzato tre conferenze: Antoine Payen sugli sforzi del settore per misurare e ridurre la propria impronta di carbonio, Géraldine Uriel sull’innovazione varietale nello Champagne e Sylvie Collas sull’analisi sensoriale e la degustazione come strumento tecnico a sé stante.
Masterclass tecniche molto apprezzate
Uno dei punti di forza di questa edizione 2025 è stato il grande successo delle tre masterclass proposte ai partecipanti:
Alla scoperta dei terroir del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG: questa prima masterclass ha permesso di esplorare in modo approfondito questo terroir unico, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Guidati dal direttore del Consorzio di Tutela Diego Tomasi, i partecipanti hanno potuto degustare e comprendere l’influenza del terreno, del microclima e delle tecniche di vinificazione sull’identità aromatica di questi vini.
Vini spumanti No/low alcol: guidata da Matthias Schmitt (Hochschule Geisenheim University), questa masterclass ha esplorato gli effetti sensoriali delle strategie di dealcolazione e sostituzione per mantenere l’equilibrio organolettico dei vini spumanti a basso tenore alcolico, una risposta pertinente alle sfide climatiche e alle nuove aspettative dei consumatori.
Introduzione ai test organolettici applicati agli esperimenti: presentata da Sylvie Collas (Comité Interprofessionnel des vins de Champagne – CIVC), questa sessione pratica ha proposto tre esercizi di degustazione per comprendere come l’analisi sensoriale illumina e guida il miglioramento della qualità dei vini spumanti, oltre alle analisi fisico-chimiche.
Momenti di networking e convivialità
Fedele alla sua filosofia, lo Sparkling Wine Forum ha offerto anche numerose opportunità di networking e di scambi informali tra i partecipanti. Uno spazio espositivo ha ospitato stand di aziende innovative e startup, consentendo ai visitatori di scoprire le ultime innovazioni tecnologiche e i servizi per il settore. Allo stesso modo, i ricercatori delle università, in particolare di Reims Champagne Ardenne (URCA), sono stati riuniti per la prima volta in stand dedicati con l’obiettivo di creare nuove collaborazioni di ricerca e sviluppo tra laboratori di ricerca e aziende del settore.
Una valutazione molto positiva
Quest’anno si è rafforzata anche la dimensione internazionale del forum, con partecipanti provenienti da oltre 20 Paesi, a dimostrazione del crescente interesse per questo evento unico dedicato esclusivamente al settore degli spumanti.
Julien Dumercq, Direttore esecutivo dell’IVES (International Viticulture and Enology Society), che ha partecipato a una tavola rotonda sull’accesso alle informazioni scientifiche e tecniche, ha sottolineato l’importanza di questo evento per la diffusione della conoscenza e dell’innovazione nel settore: “Lo Sparkling Wine Forum si sta affermando come un luogo di incontro imprescindibile per i professionisti del settore spumante, dove scienza e pratica si incontrano per far progredire l’intero settore.”

