Viticoltura

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Viticoltura

Vendemmia 2012, Europa senza vino?

Di La redazione Dicembre 2019

Per quanto riguarda Italia, Spagna e Francia del Sud la scarsa produzione è da imputare soprattutto alla siccità e al caldo eccessivo; nella Francia del Nord, al contrario, alle gelate primaverili seguite da un’estate piovosa, con diffuse tempeste di grandine e forti attacchi di peronospora, tali da condizionare pesantemente anche la qualità dell’uva. In Italia invece la qualità è generalmente buona o ottima, con gradazioni zuccherine elevate e ricchezza di colore e aromi, salvo che nelle zone e nei vigneti dove la siccità ha colpito più duramente.

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Viticoltura

Il Montepulciano

Di Maurizio Piucci Dicembre 2019

Vitigno principe della viticoltura abruzzese e del centro Italia sul versante adriatico, vanta un’ origine che si perde nella notte dei tempi. Le origini della coltivazione della vite in Abruzzo sembrano risalire al VII secolo a. C., in coincidenza con la nascita della tecnica della vite maritata ad alberate. Di certo, nel II secolo a. C. lo storico greco Polibio nel narrare le guerre Puniche racconta di come il vino prodotto in queste terre giovasse alle fatiche dei guerrieri di Annibale; di seguito altri autori, come Plinio, Marziale, etc. narrarono delle dolci “uve Apianae” coltivate in questi luoghi (secondo alcuni si tratterebbe in questo caso di Moscato). Infine Ovidio, nativo di Sulmona, definisce le sue terre come “feconde d’uva”.

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Viticoltura

Oidio sempre di attualità

Di Michele Vigasio Dicembre 2019

Al “mal bianco” viene, di norma, attribuita una pericolosità inferiore sulla vite, rispetto alla Peronospora, ma in molte zone italiane il primato è discutibile, almeno per quanto riguarda i danni qualitativi (p.es predisposizione dei grappoli colpiti ad attacchi di botrite, causa spaccature (foto 1 ). Tra i vitigni più sensibili ci sono il Nebbiolo, lo Chardonnay e soprattutto il Moscato.

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Viticoltura

Ridare vita ai terreni con il sovescio

Di Maresa Novara Dicembre 2019

Dalle erbe spontanee infatti possiamo avere diverse informazioni sulla natura del sito in cui esse si sviluppano, ovvero se ci troviamo in zone umide o asciutte, che tipo di pH (cioè di acidità) avrà il nostro terreno, se siamo in presenza di qualche squilibrio o di un sistema efficiente ed in armonia. L’uomo ha avuto modo di conoscere sempre di più le caratteristiche delle singole piante e quindi di trarne dei benefici, e, anche attraverso semplici osservazioni empiriche, ha tentato di capirne e sfruttarne il più possibile le attitudini: per la cura di sé, dei propri animali ed infine delle proprie coltivazioni.

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