Novembre 2025

Una nuova DOCG per l’Abruzzo

La DOCG Casauria si sviluppa in provincia di Pescara tra il mare e le montagne e nasce per valorizzare un Montepulciano “importante”

Una nuova DOCG per l’Abruzzo

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea e il Decreto attuativo dell’11 novembre scorso che ne autorizza la rivendicazione per i vini 2025, la denominazione Casauria passa definitivamente da essere una sottozona del Montepulciano d’Abruzzo DOC e diventa DOCG.

Il traguardo rappresenta il punto di arrivo di un lungo percorso voluto, a partire dal 2017, da una ventina di aziende dell’Associazione Casauria DOCG, guidata dall’enologo abruzzese Concezio Marulli e appoggiato dalla Regione. Diciotto comuni in provincia di Pescara, circa 50 ettari rivendicati e un potenziale che può crescere ancora di 10 volte, il Casauria DOCG si aggiunge alle altre due DOCG della regione (Tollum e Colline Teramane) con un vino importante e destinato al medio e lungo invecchiamento da uvaggio Montepulciano destinato alle fasce di prezzo medio-alte.

Distribuiti lungo la Valle Casauria i territori della nuova DOCG sono caratterizzati da colline fino ai 500 metri, e sono delimitati dal mare e dai massicci del Gran Sasso e della Maiella, la cui presenza garantisce sia la circolazione dei venti, sia la forte escursione termica tra il giorno e la notte.

Una particolarità del territorio sono infatti i venti che, formati nella gola di Popoli, garantiscono una ventilazione costante e condizioni di umidità ideali per mantenere una corretta sanità delle uve.

I suoli sono di tipo sedimentario e insieme alle particolari condizioni climatiche e orografiche creano l’ambiente ideale per la maturazione ottimale delle uve di Montepulciano.

Un ritorno o una ripartenza più che una novità, in quanto la produzione di vino di eccellenza nella zona di Casauria è testimoniata fino dai tempi antichi nei resti dei Palmenti di Pietranico, antiche vasche scavate nella roccia, di probabile origine italica. Nel Medioevo, come in molte regioni europee, sono gli ordini monastici a conservare e migliorare la viticoltura, in particolare nell’Abbazia di San Clemente a Casauria e nell’Abbazia di Santa Maria d’Arabona, mentre nelle cronache del Chronicon Casauriense (866–1182) si trovano le prime testimonianze scritte sulla produzione di vino nella zona che è definita “paradiso di delizie”. In epoca recente la produzione e il commercio di uve e vini restano fiorenti fino al XIX secolo, quando nei vigneti della zona si afferma il Montepulciano e al secondo dopoguerra del ‘900.

Adesso, fatta la denominazione, il testimone passa ai produttori e al Consorzio vini d’Abruzzo, sotto il cappello e l’egida del quale si colloca la nuova DOCG, che dovranno lavorare per far conoscere sui mercati i loro vini e il loro territorio.