Marzo 2024

Venezia e il vino: un’unione intrigante

La manifestazione Wine in Venice accoglie in laguna venti cantine che sono state selezionate in base ai criteri della sostenibilità, dell’innovazione e dell’etica

Venezia e il vino: un’unione intrigante

N.d.r. Nan-Young Baek (nella foto è la prima da destra) è coreana ma vive in Italia dal 2002, quando ha iniziato ad appassionarsi ai vini italiani. Organizza tour enogastronomici per winelovers coreani e dal 2012 scrive di wine and food per riviste online coreane specializzate in vini e gastronomia. Da alcuni anni è giudice in concorsi vinicoli internazionali, tra cui Wine In Venice. Riportiamo le emozioni e le suggestioni che l”hanno accompagnata durante l’ultima edizione della manifestazione, tenutasi il gennaio scorso.

Quando penso a Venezia, mi vengono subito in mente le gondole, la Collezione Peggy Guggenheim, il carnevale, e la mostra del Cinema. Sono tutte immagini incantevoli che mi fanno innamorare della città di Venezia. Tuttavia non avevo ancora trovato il vocabolo ‘vino’ in questo elenco, almeno fino allo scorso gennaio.

È trascorso più di un mese da quando ho partecipato alla manifestazione “Wine In Venice”, che mi ha fatto cambiare la mia idea originale, per cui ora c’è anche la parola “vino” nella mia mente, quando penso a Venezia.

Vino in laguna con venti cantine selezionate

L’evento, svoltosi dal 20 al 23 gennaio scorso a Venezia, è una manifestazione dedicata al tema del vino, a cui partecipano venti cantine che sono state selezionate secondo alcuni criteri basati sulla sostenibilità, sull’innovazione e sull’etica. Questi oggigiorno sono tra i temi più gettonati in tutti i settori del mondo. Nel mondo del vino, ci sono molti concorsi in cui sono valutate le caratteristiche sensoriali e la qualità dei vini in esame e questa manifestazione ha tentato di inserire questi tre nuovi temi e ci ha consentito di vedere cosa succede “dietro le bottiglie”, indagando sugli impegni delle aziende per ridurre le conseguenze del cambiamento climatico, per fare innovazione e introdurre principi etici.

La città di Venezia è una laguna costantemente minacciata dalle frequenti alluvioni (“acqua alta”), per cui è il luogo ideale per ospitare questa manifestazione.

L’edizione di quest’anno è stata inaugurata il 20 gennaio, anticipando di sette giorni il carnevale di Venezia e di ben sette mesi l’apertura della mostra del Cinema di Venezia!! Vuol dire che i temi “Green” sono diventati prioritari.

La manifestazione con le masterclass, i talk show e varie degustazioni.si è svolta nel palazzo della  Scuola Grande della Misericordia, di epoca cinquecentesca.  All’inizio il palazzo aveva ospitato l’ospedale per dare le elemosine ai poveri e case gratis ai bisognosi. Poi, nel 1797 divenne un alloggio militare, e dal 1914 fu addirittura usato come sede per varie attività sportive, specialmente per gli incontri di basket. Solo all’inizio di questo millennio la società Scuola della Misericordia di Venezia SpA lo prese in carico e fece un vero restauro, terminato nel 2015.

La premiazione delle cantine più etiche, sostenibili e innovative si è svolta la sera del 20 gennaio, ed è stata ispirata dalle scene della premiazione della mostra del Cinema di Venezia. Il giudice chiama la cantina vincitrice, e il rappresentante sale sul palcoscenico camminando su un tappeto rosso, per cui tale evento è chiamato appunto la “Cerimonia Red Carpet”. Nella mostra del cinema viene consegnato al vincitore il trofeo del Leone d’Oro, mentre i vincitori di Wine in Venice hanno ricevuto come premio un ‘tipetto veneziano’. I tipetti sono dei calici veneziani con colori vividi e decorativi, costruiti a titolo esclusivo per questa premiazione dai maestri vetrai dell’azienda Salviati, che opera sull’isola di Murano dal 1895.

Vigne più antiche di otto secoli nella laguna di Venezia

Nonostante si possa faticare a collegare la città di Venezia alla viticoltura, se ne ritrovano tracce  antiche nei documenti:  a  Venezia, gli spazi aperti si chiamano campi invece di piazze. Il nome campo deriva dal fatto che, nei tempi remoti, in tali spazi si usava coltivare gli orti, ma c’erano anche delle vigne. Quando Venezia fu allagata dalla grande acqua alta nel 1966, il mare salì di ben 196 cm, e di conseguenza le vigne e i preziosi vitigni antichi furono quasi distrutti. Ma qualche esemplare sopravvisse.

Vigneto nel Convento San Francesco della Vigna
Vigneto nel Convento San Francesco della Vigna

Durante Wine in Venice i giornalisti hanno potuto visitare  alcuni dei vigneti sopravvissuti.

Sapevate che, nel centro di Venezia, è presente il vigneto più antico, che ha un’età di almeno 800 anni? Incredibile! Il primo vigneto che abbiamo visitato si trova nel convento di San Francesco della Vigna, che è situato circa 1 km a nord-est di Piazza San Marco. L’edificio, che si trova sul campo che prende nome dal convento, aveva in origine una vigna che apparteneva alla famiglia Ziani. Il Doge Pietro Ziani lasciò il campo in eredita a suo figlio, che a sua volta lo donò ai frati francescani minori. I frati avevano già costruito un convento omonimo nel 1253 e, per ricordare l’origine del luogo, usarono lo stesso nome ma con il finale ‘vigna’. L’edificio cinquecentesco attuale fu ricostruito e ampliato dall’architetto Jacopo Sansovino nel 1534-1554, mentre la costruzione della facciata fu affidata ad Andrea Palladino nel 1564.

Le vigne presenti sono due, situate nei due cortili del convento. Dal 2018 la gestione dei vigneti è stata affidata al Gruppo Vinicolo Santa Margherita. Nel 2019, il team degli agronomi dell’azienda ha deciso di sostituire le vecchie viti di Teroldego e Refosco con  Glera e  Malvasia, vitigni tipici del Veneto e ben ambientati nel microclima lagunare estremo, il che consente una buona crescita anche su terreni un po’ salmastri e con temperature e umidità alte.

La prima vendemmia è già stata effettuata, e le uve sono state portate alla cantina di Portogruaro via nave. Le uve sono state vinificate con il metodo Charmat e saranno in commercio nel 2024.

La seconda vigna antica protagonista della nostra visita si trova in direzione est verso l’Isola di Torcello. Gianluca Bisol, nel 2002, vide un piccolo vigneto di fronte alla Basilica di Santa Maria Assunta e parlò con Nicoletta, la proprietaria del vigneto. Da allora Gianluca fece delle ricerche sui vigneti esistenti, grazie alle quali riscoprì le tradizioni vitivinicole delle isole di Venezia e scoprì anche le ultime ottantotto piante sopravvissute all’acqua alta del 1996, tra cui anche quelle del vitigno Dorona.

La Dorona, vitigno  della laguna

etichette di Venusa Dorona Veneto IGT
Etichette di Venusa Dorona Veneto IGT

La parola dorona vuol dire uva dorata: si tratta di un vitigno autoctono a bacca bianca che si è ben adattato alle condizioni di salinità e al clima veneziano. Cosi è nata la cantina Venissa, sull’isola di Mazzorbo, situata a sud ovest dell’isola di Torcello. Gianluca acquistò 12 ettari di quel vigneto che esisteva da 14 secoli, e decise di impiantare la dorona. L’appezzamento è circondato dal mare su tre dei quattro lati, e ogni lato è chiuso da mura medievali. Si tratta di un luogo molto suggestivo, tanto che sembra di vedere i Clos della Borgogna. Qui il livello del mare è soltanto 1-1.5 metri più in basso, per cui il terreno è sottile e contiene un’alta concentrazione di materia salmastra: se succedesse di nuovo un evento di acqua alta come nel 1966, il vigneto rischierebbe di soccombere.

La dorona viene vinificata con una lunga macerazione sulle bucce applicando la preparazione tradizionale veneziana. La dorona è un vitigno con corpo e longevità, e ha una struttura paragonabile a quella dei rossi, per cui si adatta perfettamente al metodo di vinificazione noto come amber wine.

Nella fattispecie, il Venusa Dorona Veneto IGT è stato vinificato con una macerazione sulle bucce di 7 giorni, ed è stato poi affinato nel cemento per 24 mesi. Il vino ha un colore ambrato trasparente, con sentori di pesche gialle, albicocche secche, mela golden, erbe mediterranee e canditi di frutta dolce. In bocca si sente una mineralità ben bilanciata da una forte acidità. Nel finale abbastanza lungo rimane una leggera tannicità caratterizzata dalla morbidezza.

Wine in Venice, le cantine vincitrici regione per regione

Abruzzo: Cantina Tollo. Basilicata: Vitis In Vulture. Calabria: Statti. Campania: Vitematta. Emilia Romagna: Az. Agr. Loschi Enrico. Friuli Venezia Giulia: Venica & Venica. Lazio: ’Omina Romana. Liguria: Lunae. Lombardia: Frontemura. Marche: Fontezoppa. Molise: Claudio Cipressi. Piemonte: Platinetti Guido. Puglia: Tenuta Viglione. Sardegna: Giuseppe Sedilesu. Sicilia: Vigna Nica. Toscana: Tenuta Sticciano. Trentino Alto Adige: Kettmeir. Umbria: Cantina Violati. Valle D’Aosta: La Source. Veneto: Venissa.

 Nan-Young Baek