di Alessandra Biondi Bartolini
Con 750 espositori distribuiti su 5 padiglioni, 37.000 visitatori professionali, 70 conferenze che hanno coinvolto più di 100 relatori ed esperti, il Salone Internazionale per la vitivinicoltura, l’arboricoltura e l’ortofrutta Vinitech Sifel di Bordeaux si è chiuso con un bilancio tutto sommato positivo, se si tiene conto del difficile contesto socio-economico che la viticoltura e l’agricoltura in generale stanno attraversando. Già il titolo provocatorio “Il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno?” della conferenza di apertura del salone il 26 novembre scorso, ha sviscerato proprio come saranno l’innovazione e la capacità di sviluppare nuove strategie di produzione e di mercato a sciogliere i nodi e le sfide legate alla decrescita dei consumi soprattutto dei vini rossi.
“Di fronte al calo del consumo di vini rossi e, più in generale, al rallentamento del consumo di vino in tutto il mondo, dobbiamo far scoprire i nostri prodotti, magari anche attraverso offerte diverse”, ha commentato Bernard Farges, Presidente del Salone e del CNIV, invitando i produttori a puntare sull’innovazione per riconquistare il pubblico giovane. “Certo, abbiamo le nostre AOC e i vini tradizionali che conosciamo e amiamo, ma i nuovi consumatori non ci conoscono abbastanza bene. Quindi dobbiamo parlare loro con un messaggio adattato, a volte con prodotti innovativi e un nuovo posizionamento intorno al vino.”
Questa 24ª edizione ha illustrato una grande dinamica di innovazioni da parte dei produttori che accompagna i cambiamenti delle pratiche, in vigna e in cantina, dettata non solo dai cambiamenti normativi ma anche dalle nuove aspettative dei consumatori. L’interesse si è concentrato in particolare sulle soluzioni per migliorare le pratiche colturali attraverso l’automazione, la transizione ecologica, l’intelligenza artificiale, oltre che sull’esplorazione di nuovi mercati.

Intelligenza artificiale, robotica e sicurezza in vigneto e in cantina
Se i servizi e le tecnologie che permettono la caratterizzazione multispettrale dei vigneti e l’uso delle relative mappe sono ormai offerti da molte società o piattaforme, una tendenza emergente e già osservata anche nelle rassegne e manifestazioni italiane negli ultimi mesi è quella legata all’automazione, la robotica e la guida autonoma delle macchine in vigneto. Soluzioni che, uscite dalla fase di start up, sono ormai presenti sul mercato e che propongono le loro soluzioni anche in un’ottica di crescente sicurezza per l’operatore.

Da segnalare in questa direzione la medaglia d’oro assegnata nel Trofeo per l’Innovazione al dispositivo di autonomia aumentata con certificazione CE assegnato a Naïo Technologies, che permettere ai suoi robot di operare realmente in modo autonomo e in totale sicurezza in vigneto senza bisogno della supervisione di un operatore. Anche la seconda medaglia d’oro, assegnata alle forbici automatiche contactless di Infaco, dotate di un sensore in grado di creare un’area di sicurezza intorno alla testa di taglio e impedire eventuali incidenti, va a premiare la sicurezza in vigneto. E infine gli esoscheletri e i dispositivi indossabili, dai più semplici a quelli smart o intelligenti, visti negli stand e in grado di ridurre l’affaticamento e migliorare le condizioni di benessere degli operatori, dimostrano quanto le nuove tecnologie siano in grado di facilitare e rendere più sicuro il lavoro in vigneto.
Anche in cantina l’automazione e l’intelligenza artificiale guidano i trend dell’innovazione come nel caso del sistema ADCML per il monitoraggio in tempo reale della fermentazione malolattica attraverso la misura della CO2 prodotta dai batteri lattici sviluppato dall’italiana Parsec e vincitore della medaglia d’oro nella categoria dedicata alla trasformazione.
Affari, nuove tecnologie, trasferimento tecnologico e networking
Dalla visita di Vinitech torniamo con tanti input e contatti interessanti, dei quali avremo nei prossimi mesi probabilmente modo di parlare più approfonditamente. Qui riportiamo soprattutto la percezione di un sistema del quale abbiamo apprezzato in modo particolare la grande integrazione tra gli operatori della filiera, non solo le aziende espositrici e produttrici delle tecnologie per la cantina e il vigneto, ma anche i poli di ricerca e sperimentazione come IFV o ISVV, le strutture di servizi e di trasferimento come ICV o le Camere dell’Agricoltura regionali, per finire con quelle che oltre a realizzare progetti e formazione fanno da incubatoi per l’ecosistema delle startup, come nel caso di Inno’vin, Wine Tech, La Ferme Digitale e Agri Sud-Ouest Innovation.

Un sistema nel quale le idee e le innovazioni realizzate nell’ambito dei progetti di ricerca incontrano con facilità investitori e fondi di investimento, divengono tecnologie disponibili per i produttori e partecipano ai concorsi per l’innovazione tecnologica. È il caso delle tante startup che, presenti con le loro attività nel Villaggio internazionale delle Start Up si sono presentate al pubblico nei brevi pitch del pomeriggio del 27 novembre e hanno sviluppato una vivace attività di networking nei tre giorni di salone.
Ne abbiamo conosciute alcune e cercheremo di parlarvene ancora.
Qui ricordiamo la trentina Finapp che ha sviluppato un sistema di analisi della presenza di acqua nei suoli che sfrutta le proprietà dei raggi cosmici (e della quale abbiamo già parlato anche su Millevigne), la clip per la confusione sessuale in materiale biodegradabile della M2i, le molte giovani imprese dedicate alla salute del suolo come la Starfish bioscience, che analizza e caratterizza il microbioma di suoli sani e degradati, o la Toopi organics che ricava fertilizzanti utilizzando l’urina umana. E ci sono anche coloro che realizzano pezzi di ricambio per attrezzature e macchinari con l’uso della stampante laser e le tecnologie di tracciabilità che fanno uso di NFT e blockchain o di dispositivi fisici per il monitoraggio della temperatura delle bottiglie nel corso della loro conservazione.

In un quadro così integrato tra ricerca e mondo della produzione non stupisce quindi che tra i vincitori dei trofei per l’innovazione la medaglia d’argento sia andata a IFV, che nell’ambito del grande programma nazionale di breeding e monitoraggio delle nuove varietà resistenti, ha sviluppato Nano’Press Rouge che, insieme al robot Vinimag, è in grado di realizzare in modo omogeneo, standardizzato, ripetibile e automatico un numero molto elevato di microvinificazioni partendo anche soltanto da un chilogrammo di uva. La prova che l’innovazione dedicata all’attività di ricerca e quella per la cantina godono di uguale attenzione.
A completare l’integrazione di ogni anello della filiera, abbiamo notato anche molti servizi assicurativi o per la formazione e la sicurezza aziendale, le agenzie dedicate a fare incontrare la ricerca e l’offerta di lavoratori e professionisti e, tra gli spazi tematici, il nuovo polo dedicato al marketing (distribuzione, consulenza, marketing ecc.) e l’area di “Destination Expo” dedicato agli operatori internazionali (quindici i paesi presenti tra i quali anche l’Italia) per offrire servizi di informazione e avvicinamento ai diversi mercati target.
Una nuova offerta in linea con l’evoluzione dei mercati globali e connessa a nuove sfide che verrà ulteriormente sviluppata per la prossima edizione.
Le date sono già fissate: l’appuntamento è dal 24 al 26 novembre 2026 a Bordeaux.

