Aprile 2026

Viticoltura tra resilienza climatica e turismo

Al Castello di Casale Monferrato workshop su logistica del vino, lotta alle avversità del clima e presentazione di un modello di promozione territoriale esperienziale

Viticoltura tra resilienza climatica e turismo

Su iniziativa del Consorzio Colline del Monferrato Casalese in collaborazione col Comune di Casale Monferrato (AL) nella Sala Chagall del Castello del Monferrato mercoledì 25 marzo si è svolto un interessante workshop dedicato a diversi aspetti riguardanti la vitivinicoltura monferrina: – dalla necessità di partner seri e affidabili per l’esportazione dei vini, ai progetti di promozione territoriale e di incoming che possono fare da traino alle varie realtà produttive, tra cui le cantine, al lavoro di ricerca e di sperimentazione che ha come obiettivo di aiutare i viticoltori ad affrontare il cambiamento climatico e le fitopatologie.

Ad aprire i lavori l’intervento di Salvatore Monetta, Ceo di IWS SRL (International Wine Shipping), azienda che propone soluzioni logistiche flessibili e a prezzi competitivi per le cantine che vogliano vendere le loro bottiglie all’estero, sia a privati che a ristoratori, senza però disporre della figura dell’importatore.

Simone Bussotti (DX) e Alice Argentero di Fondazione Agrion

Le relazioni di Simone Bussotti e Alice Argentero  di Fondazione Agrion hanno offerto contributi concreti e spunti operativi ai viticoltori presenti  sulle attività che si possono adottare per affrontare i problemi del cambiamento climatico e l’impatto sulla qualità delle uve.  I due ricercatori hanno affrontato temi cogenti che interessano la viticoltura monferrina e non solo: dalle procedure di potatura tardiva per ridurre i danni da gelate primaverili, alle reti antigrandine e a quelle ombreggianti per prevenire le scottature dei grappoli, la gestione della chioma, al sistema di sensoristica  realizzato in collaborazione col Politecnico di Torino  per ottenere attraverso i campioni di foglie diagnosi precoci su eventuali malattie, per intervenire in modo rapido. Accanto alle scelte di breve periodo si sono elencate anche quelle di medio lungo periodo: scelte di impianto, gestione idrica, utilizzo di portinnesti resistenti agli stress, utilizzo di varietà o cloni più resilienti.

Si è approfondito anche il problema non indifferente delle fitopatologie, da quelle ormai storiche come la flavescenza dorata e il complesso del mal dell’esca, a quelle sempre più emergenti come la Popillia japonica fino alle possibili nuove minacce, come la Criptoblabes gnidiella  “tignola rigata” che è stata riscontrata in un vigneto di Cassine (AL) e che provoca l’erosione più o meno superficiale delle porzioni verdi del grappolo, con progressivo appassimento degli acini. Si tratta di un insetto particolarmente pericolo per la difficoltà di individuare le larve e effettuare interventi insetticidi efficaci. E’ stato evidenziato come le avversità che colpiscono i vigneti  siano sempre più frequenti e di come l’Italia a livello europeo sia al secondo posto come perdita di produzione aggravata dal fatto che rispetto ad altre paesi c’è un minore ricorso alle assicurazioni.

L’appuntamento è stato inoltre un’occasione per presentare il progetto della Strada dei Vini e dei Sapori del Gran Monferrato “QUI – Qualità, Unicità, Identità”, un’iniziativa dedicata alla valorizzazione della viticoltura identitaria attraverso il legame tra territorio, vitigno e sostenibilità. Come ha spiegato Mario Arosio Presidente dell’Enoteca di Ovada e del Monferrato il vino è esperienza e grazie alla collaborazione coi consorzi di tutela il prodotto agricolo, non solo il vino, può generare pacchetti turistici con ricadute molto importanti sull’intera economia del territorio.

Significativa la partecipazione del pubblico, in particolare dei vigneron monferrini, che ha seguito con attenzione i lavori, contribuendo a rendere l’incontro un momento qualificato di aggiornamento e confronto, terminato col brindisi offerto dall’amministrazione di Casale coi vini vincitori del Torchio d’Oro.