di Serena Leo
Il tempo di vendemmia sta arrivando anche per le regioni del Sud, e quest’anno le previsioni da parte degli addetti ai lavori vedono una stagione insolitamente regolare, ma con pericoli da tenere d’occhio legati all’oidio e agli insetti dannosi come cicalina e tignoletta. Grazie ad Angelo Bagorda, agronomo e consulente di diverse cantine pugliesi e calabresi, è stato possibile tracciare un quadro previsionale del-a fase più importante dell’anno per il viticoltore.
Stagionalità regolare con una buona quantità di acqua, ma attenzione all’oidio
“Anche se non sappiamo cosa significa avere un inverno rigido in Puglia, certamente è interessante sapere che quest’anno il ciclo stagionale è andato avanti senza colpi di scena. La quantità di acqua è stata regolare e ha registrato in media dai 280 ai 400 mm di pioggia – lo affermano i dati dell’aeronautica militare – caduta nel periodo corretto, cioè in epoca del risveglio vegetativo garantendo vigoria per la primavera”. Così Angelo Bagorda esordisce riguardo alla situazione del vigneto Puglia nel 2025. “Dopo due anni di estrema difficoltà per le piante, tanto per la siccità del 2022 quanto per la peronospora nel 2023, si riscontra un’alta fertilità di tutte le gemme di varietà rosse e bianche, autoctone e internazionali, arrivando ad avere almeno due grappoli per germoglio. Complice il giusto apporto di acqua e le ondate di caldo che sono state regolari”.
Quest’anno a essere protagonista sarà ancora il Primitivo, ma anche il Nero di Troia, il Bombino Bianco e il Minutolo hanno ricevuto acqua nella finestra primaverile e ora mostrano grappoli turgidi e pieni. Invece altre varietà iniziano a mostrare segni di sofferenza, soprattutto perché si fa vivo il peri-colo oidio. “Si fa sentire qualche difficoltà sul Negroamaro, più sensibile agli attacchi di oidio, così come lo è anche la Verdeca”.
“Non è un elemento che ci ha colto di sorpresa” afferma Bagorda “ne eravamo a conoscenza sin dall’inizio della stagione, in quanto i DSS segnalavano la problematica già in fase di risveglio vegetativo. Questo ovviamente, non ci lascia coperti nemmeno dagli attacchi di botrite poiché gli acini intaccati dall’oidio sono più esposti alla formazione di muffe in condizioni umide. Perciò bisogna essere più attenti a favorire la buona salute degli acini”.
Cocciniglia, tignoletta e la cicalina che viene dall’Africa
“La situazione insetti in Puglia è da considerarsi seria. Se si parte dalla cocciniglia si può dire che questa lascia delle vere e proprie ferite che rendono gli acini vulnerabili agli attacchi fungini. La cocciniglia però si sviluppa per lo più in determinate zone, in cui notti più fresche e maggiore umidità possono dare sfogo ad attacchi importanti. In alcune aziende in bio scelgono di valutare una sorta di attacco di insetto contro insetto. Una soluzione è l’Anagyrus che deposita le larve nelle forme giovanili delle cocciniglia, neutralizzandola dall’interno. Gli insetti predatori vanno lanciati nel momento giusto in diversi momenti dell’anno. Costa come un trattamento tradizionale, ma inquina di meno perché è un processo del tutto naturale”.
Importante è la situazione cicalina africana, secondo l’agronomo. Nel 2024 si è ritenuto un vero flagello e il proliferare di questi parassiti è dovuto alla tropicalizzazione certamente, ma anche forse a delle disattenzioni da parte di vivaisti su barbatelle, o dallo spostamento di piante da un areale all’altro. “Il primo protocollo contro la Jacobiasca lybica è stato utilizzato nel 2023 nelle aree litorali di Pulsano, Torricella, Gallipoli e Brindisi. C’è stato uno scambio di informazioni tra colleghi per creare il proto-collo più giusto. Avevamo riscontrato un arrossamento precoce delle foglie e ad agosto, quindi senza apparato fogliare sano, far maturare le uve sarebbe stato un problema. Abbiamo agito con le trappole in vigna, controlli continui e immissione di prodotti giusti, scegliendo con cura i periodi di carenza che variano da varietà a varietà e dall’uso che se ne deve fare. Ad esempio con le uve destinate alle basi spumante non si può entrare con prodotti a carenza di 50 giorni. Per questo motivo bisogna rendere l’agricoltore preparato e formato ad agire consapevolmente in vigneto”.
Programmare la vendemmia con lo sguardo al progetto enologico
Per avere un’ottima vendemmia i presupposti non mancano, al netto di uve sane e con un grado di acidità buono. “Le ondate di caldo che stanno investendo la Puglia, seppur cadenzate, metteranno in difficoltà le piante con il rischio della perdita di acidità – essenziale per le basi spumante prossime alla raccolta – e anche la gestione delle uve in fatto di sanità sarà più complessa. Credo però, che ogni vendemmia e le scelte da fare dipendano dal progetto enologico. È questo a scandire il momento della raccolta”.
Il momento giusto per la vendemmia 2025, secondo Bagorda, sarà tardo-agostana per il Primitivo, mentre per alcuni bianchi, Chardonnay e Malvasia bianca, non si arriverà a Ferragosto. Per il Negroamaro invece, si andrà oltre la metà di settembre. Infine per Nero di Troia, Aglianico, Cabernet Sauvignon si prevede una vendemmia programmabile tra fine settembre e inizi di ottobre. “Quest’anno la situazione si riequilibra per via di una primavera fredda e piovosa. La peronospora si è fatta vedere ma è stata gestibile”. Resta regolare la maturazione delle uve in termini di zuccheri, acidi e componenti aromatiche. “Si sta procedendo con incrementi che vanno dai 2,5 ai 3,5 gradi Babo a settimana. La grande presenza di acidità non ha assorbito l’ondata di caldo di giugno e c’è stata una crescita regolare degli zuccheri”.
I rischi da tenere in considerazione prima e durante la vendemmia
“Sicuramente con l’eccesso di caldo c’è da individuare il momento giusto per il trasporto di uve dal vigneto alla cantina. Oggi ci sono diversi accorgimenti che permettono alla vendemmia di essere gestita al meglio. Si può vendemmiare in notturna perdendo almeno 10 gradi rispetto al giorno, utilizzare il ghiaccio secco per raffreddare le uve, anche se si tratta di un rimedio ancora dal costo eccessivo”.
Vendemmia in Calabria: maggiore informazione nella gestione del vigneto e attenzione all’oidio e alla tignoletta
Quest’anno anche la Calabria, spiega Angelo Bagorda, ha avuto una buona piovosità. L’andamento climatico regolare, che ha retto fino a metà giugno, ha favorito una buona crescita delle piante, ma le tre ondate di caldo che hanno portato picchi di 41,5 gradi con ventilazione fissa da ovest di 35 km/h, hanno richiesto irrigazione di soccorso, onde evitare danni al vigneto. Tutto questo porterà a una vendemmia regolare rispetto agli anni scorsi. “Alcuni bianchi e Malvasie verranno vendemmiati dopo ferragosto, così come l’autoctono Pecorello, mentre Zibibbo e Chardonnay si sposteranno su settembre, finendo con il Magliocco e Gaglioppo. Il tutto, in regione, dipende dall’altitudine, quindi più cresce e più la tempistica di vendemmia si sposta in avanti”.
Anche in Calabria le uve soffrono gli attacchi di oidio, soprattutto nelle zone vicine al mare, e prospera la cicalina, mentre le ondate di calore con temperature più elevate favoriscono la schiusa delle uova di tignoletta. Come gestire un vigneto in Calabria è ben diverso, afferma l’agronomo: “Anche in questo caso è necessario saper gestire la chioma della pianta, e in regione è necessario adoperarsi un po’ di più. Va bene preservare la rusticità della viticoltura, ma serve una gestione consapevole, così che i germogli non coprano il grappolo lasciando prosperare poi la tignoletta nelle condizioni ideali di om-bra”. Il tutto deve essere volto sempre a garantire la sanità delle uve, con una protezione corretta contro l’oidio e insetti. Una gestione consapevole serve per colpire meglio i bersagli, malattie e insetti danno-si, e assicurare una buona vendemmia dal punto di vista qualitativo e quantitativo.


